• Primavera all'italiana - 21032012

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    sei invitato anche tu: http://primavera.primit.it/
    ... è gratis. devi solo essere presente.

    Il Sistema ha mostrato, finalmente in modo incontrovertibile anche per i più distratti, le sue limitazioni. Barcolla, sotto il peso delle sue stesse menzogne. Ma presto si stabilizzerà, sacrificherà alcune sue componenti, sterminerà parte della società “civile” ostile e si auto-raddrizzerà, più feroce che mai. Ora occorre agire, con una bella spallata, prima che lui metta una zeppa stabilizzatrice. Intuibile dove.

    Il PRIMIT invita tutti quelli che si sono vantati, a vario titolo, di occuparsi della Lotta al SIGNORAGGIO a scendere in campo nello stesso giorno e nella stessa ora e, ove possibile, nella stessa città:

    Roma, 21 marzo 2012

    [continua su http://primavera.primit.it/]

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    primavera.primit.it
    Evento del 21 marzo 2012: tutti a Roma per maninformare in modo totalmente diverso ..
    · · sabato alle 15.39
    • A 3 persone piace questo elemento.
    • 50 di 546
      • Alfredo Socialismo Nazionale oooops....Damiano Aliprandi:provocare senza mancare di rispetto è diverso dall'insultare....
        22 ore fa
      • Alfredo Socialismo Nazionale e il post l'ho seguito TUTTO,vai tranquillo.... ;-)
        22 ore fa
      • Damiano Aliprandi provocare e anche insultare...dava del ragazzino a gente pure più grande di lui. Come mai a te non ti bannano nonostante le tue idee avverse? Su, bannarlo è stato profondamente ingiusto.
        22 ore fa
      • Damiano Aliprandi giusto volevo dire! :)
        22 ore fa · 1
      • Daniele Santolamazza Alfredo Socialismo Nazionale
        "Nessun pasto è gratis"
        M.Friedman, premio nobel per l'economia
        22 ore fa
      • Alfredo Socialismo Nazionale ahahahah!!! Lapsus freudiano! ;-)
        22 ore fa tramite cellulare
      • Alfredo Socialismo Nazionale Daniele:e allora?
        22 ore fa tramite cellulare
      • Damiano Aliprandi
        Alfredo comunque qui nessuno difende la Banca in senso unidirezionale. Sappiamo che non è un ente no profit, anzi molto spesso investono in armi e come tanti privati fanno anche schifo aiutando a riciclare i soldi della mafia ecc ecc. Ma le... banche servono, è pacifico questo. Possiamo discutere della nazionalizzazione e qui mi trovi favorevole. Ad esempio credo che la MMT potrebbe essere integrato con un eventuale divisone dellle banche in due tronconi: da una parte le banche di deposito, rivolte all’economia reale – con depositi, mutui e prestiti alle imprese – che devono godere del privilegio della garanzia statale per operare anche nei periodi di crisi; dall’altra parte vanno poste le banche d’affari, impegnate nella bisca dei mercati borsistici e della finanza speculativa, da lasciare al loro destino, senza alcun salvataggio pubblico per chi continua a provocare le crisi. Ad esempio è stato questo il dramma negli USA: negli anni 90 per attuare al meglio le politiche neoliberiste Clinton riunì i due tronconi; e bada bene: anche nel resto dell'occidente è stata fatta questa operazione e lì cominciò il dramma. Poi in Europa arrivò l'euro e la storia la conosciamo...Visualizza altro
        22 ore fa · 1
      • Alfredo Socialismo Nazionale Damiano:purtroppo devo andar via sennò avrei discusso volentieri sulla tua affermazione "le banche servono"..x capire cosa intendete con questo,secondo me devono prestare quello che hanno e basta,non creare dal nulla,quello lo deve fare lo stato. Ps:come dicevo diversi post fa,la divisione che tu auspichi c'era,ed era stata introdotta da una certa Persona..proprio Lui.. :-)
        22 ore fa tramite cellulare
      • Daniele Santolamazza e allora alfredo non sempre quello che dice un premio nobel per l'economia è oro colato, deve essere dimostrato...punto...che fai prendi i premi nobel che ti fanno gioco sul discorso signoraggista?...essù....
        22 ore fa
      • Damiano Aliprandi ps si credo di averla spiegata bene questa divisione :) Le Banche comunque non creano dal nulla il denaro...chi te lo ha detto?
        22 ore fa
      • Damiano Aliprandi Daniele Santolamazza, ormai i premi nobel li danno pure a tipi come Obama prima ancora di fare qualcosa....a lui perfino della pace ah ah ah ridiamo per non piangere...
        22 ore fa · 3
      • Stefano Marcuzzo
        creano denaro con un click... l'ho chiesto ieri sera al direttore di banca del mio paese... mi ha risposto "ovvio che creo denaro, la responsabilità è enorme e molti direttori di banca usano lo strumento del prestito a cuor leggero, sbaglia...ndo, creano danno, manca una responsabilizzazione generale, ma chi governa il sistema bancario, non io che sono un pesce piccolo, vuole che continui così perché più denaro io presto più la banca guadagna con gli interessi su ogni singolo èrestito e quando un debitore non riesce a pagare per questi big è anche meglio perché le rate pagate sono già pagate e la garanzia viene pignorata: due piccioni con una fava". Il direttore di cui parlo è una brava persona, non intendo danneggiarlo.Visualizza altro
        22 ore fa · 1
      • Damiano Aliprandi Cioè stai dicendo che, non so, la Banca dell'Agricoltura(una a caso) crea gli euro come le pare? Scusa ma mi sembra una sciocchezza. Ma mi scuso anticipatamente se ho capito male...
        22 ore fa
      • Angelina Fiorentino Stefano Marcuzzo Barnard ha già detto che le banche non creano denaro ma lo fanno solo circolare, rileggiti i commenti sopra.
        22 ore fa · 1
      • Lino Cibernetico Tufano
        ‎"Le banche non possiedono il denaro lo fanno girare" è in un modello ideale. Infatti le banche possono decidere a chi dare denaro e a chi no. E ciò è ancora di più del denaro è "potere". Potere di creare ricchezze tramite prestanome. Poter...e di finanziare Ciccio anziché Caio. Potere di corruzione, di pressione, di agevolare o di bloccare. Potere di fare cadere governi oppure lasciarli in piedi. Potere di comprare titoli sovrani oppure fare fallire interi stati e poi acquistare i beni svenduti dagli stati con la politica dei tagli. Potere di non dare liquidità e creare una crisi artificiale. Tutto quello che stiamo vedendo è perché la creazione di denaro è compito esclusivo della sovranità monetaria di uno stato o di una confederazione di stati, ed invece è stato consentito a dei privati. Le banche sono i luoghi dove si dovrebbe espletare la contabilità di moneta che non è degli "impiegati" banchieri. Avere lasciato la politica economica ai banchieri è stato un atto criminale comprensibile solo attraverso la corruzione di coloro che ne avevano il mandato tramite la delega elettorale. Ai banchieri date lo stipendi da contabili. Alle banche fate prestare solo i soldi che sono depositati e non di più, non deve poterci essere "discrezionalità", ma solo protocollo di applicazione.Visualizza altro
        22 ore fa · 3
      • Damiano Aliprandi Cioè Stefano Marcuzzo vogliamo capire che è una stronzata quello che ti ha detto? Casomai è la BCE che presta l'euro alle Banche affinchè non rimangano senza risorse per concedere a loro volta prestiti a privati e aziende...ovviamente rischiano il fallimento perchè Draghi col cavolo apre i rubinetti. Anche perchè, per la natura stessa della BCE(che non è la FED) non lo può fare...
        21 ore fa
      • Damiano Aliprandi Anzi ha prestato 489 miliardi di euro...uno direbbe "wow" e invece da notare la differenza con la FED che ha immesso trilioni di dollari. Comunque era per dire che le banche qui non crano proprio nulla con un clik.
        21 ore fa
      • Damiano Aliprandi Lino Cibernetico Tufano per questo se leggi post più sopra oltre la necessaria sovranità monetaria con il piano MMT poi ci dovrà essere la divisone delle banche in due tronconi come era prima negli anni 90...secondo me qui ci troviamo quasi tutti d'accordo.
        21 ore fa · 1
      • Lino Cibernetico Tufano
        PS Mario Gregorio non andava bannato. Come avete visto io ho interrotto il dialogo perché non aveva spiegato dove avrei errato sulla dimostrazione matematica della riserva frazionaria. Educarsi al dialogo è importante. Non serve ribattere, ...ma la fascinazione del metodo scientifico è nella possibilità di fare parlare tutti. Chi legge capisce chi dice cose fondate. Il metodo è quindi non per quantità ma per qualità. Andava bannato solo se continuava a scrivere senza dare info per impostazione di disturbo. Ma se una persona cerca il dialogo bisognerebbe farla parlare e al più non rispondere se non ha una discussione fondata. «Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo». Buon anno a tutti anche a Mario Gregorio ..Visualizza altro
        21 ore fa · 1
      • Fabio Alderigi il dialogo e' costruttivo finche' ce' la reale possibilita' che possa portare un beneficio in questo caso alla collettivita' ma se deve diventare un tiro al piattello e' meglio che qualcuno abbia il buonsenso di stopparlo
        21 ore fa
      • Marco Boggio
        Notizie dal mondo reale : é appena andato via da casa nostra un signore Argentino con cui ho avuto un breve scambio di notizie. E' un imprenditore e vive tra Argentina e Italia. E' la prima volta che parlo con qualcuno che ha perfettamente ...in mente il sistema a deficit dello Stato a favore della cittadinanza, e siamo gia' partiti benissimo, alla mia domanda dopo che aveva espresso quel meraviglioso concetto, se aveva idea di chi fosse Randall Wray, non solo mi ha detto di si, ma mi ha elencato anche, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marchall Averback, William Black J.D. Praticamente la MMT sapeva anche che cosa era "incredibile"!! Ha altresi detto che secondo lui stanno facendo un grandissimo lavoro, soprattutto perche' secondo il suo parere tornano centrali le persone.Visualizza altro
        21 ore fa · 7
      • Damiano Aliprandi Grande Marco Boggio, hai portato una ventata di ossigeno con questa notizia. Grazie! :)
        21 ore fa
      • Stefano Marcuzzo
        Damiano Aliprandi, a quanto mi ha detto il rubinetto della Bce apre alle banche commerciali una certa somma (ricapitalizzazione) che poi viene moltiplicata, cioé usata come garanzia dalle banche commerciali per produrre nuovi prestiti e ch...e diventa nuova ricchezza spendibile da chi chiede il prestito... al momento questo processo di creazione di moneta delle banche commerciali è frenato dal solo fatto che gli interessi sono alti a causa dello spread e quindi la richiesta è calata, ma me l'ha spiegata proprio così... il rubinetto delle banche commerciali va molto più veloce di quello della Bce e, a quanto mi ha detto, si aspetta un ulteriore intervento di Draghi a breve, per calare ancora il tasso d'interesse della Bce, compensare lo spread, che si sta alzando anche negli altri paesi, e dare una spinta al credito in modo che chi usa la leva finanziaria non si faccia remore a continuare come ha sempre fatto... e intanto ad ogni prestito la banca guadagna sugli interessi (che sono un guadagno ben maggiore rispetto alle sole spese di manodopera e gestione)....Visualizza altro
        21 ore fa
      • Damiano Aliprandi credimi Draghi non aprirà i rubinetti. La Germania ha la supremazia, ricordiamoci la odierna Banca Centrale Europea ha ereditato molto la q "testardaggine" della Banca centrale tedesca per quanto riguarda le poltiche restrittive. Micidiali per i Paesi europei, ma per la GERMANIA no. Comunque almeno prendiamo atto che le banche non creano proprio nulla con un clik e che sono a secco...
        21 ore fa
      • Damiano Aliprandi oddio a secco loro ancora no. Ma a noi ci spolpano per "ripianare" il debito senza fondo...
        21 ore fa
      • Stefano Marcuzzo
        Damiano Aliprandi, pensala come vuoi, ad ogni modo Draghi, e stavo parlando proprio di questo ieri con questa persona, la prima cosa che ha fatto alla Bce quando è stato eletto è abbassare il tasso di interesse di un quarto di punto in co...ntrotendenza con Trichet... la risposta che ho ricevuto è stata "era prevedibile, ed è prevedibile che lo faccia ancora, perchè se si somma l'effetto spread i prestiti sono ostacolati le aziende diventano recalcitranti e questo è contro gli interessi commerciali di qualsiasi banca, ma allo stesso tempo sono una fonte di ricchezza, bisogna giocare di strategia sui tassi ed è quello che fa Draghi, ma anche Trichet sono solo apparentemente due strategie diverse". Più o meno il succo è questo...Visualizza altro
        20 ore fa
      • Damiano Aliprandi Stefano Marcuzzo io mi permetto di insistere nel dirti che questa persona ti abbia raccontato una cavolata. Ma se perfino Bini Smaghi ,membro del comitato esecutivo della BCE e ultra liberista, abbia contestato Draghi per la sua linea intransigente, alla "tedesca" per intenderci!
        20 ore fa
      • Damiano Aliprandi Ma è del 3 novembre la notizia Stefano...
        20 ore fa
      • Stefano Marcuzzo è quello che dicevo, Mario Draghi appena insediato alla direzione della Bce ha abbassato il tasso d'interesse in controtendenza con Trichet (la strategia è però una sola, favorire il credito sul quale le banche commerciali guadagnano grazie agli interessi sui prestiti...)
        20 ore fa
      • Stefano Marcuzzo mi pare che non faccia una piega... poi vedi tu....
        20 ore fa
      • Damiano Aliprandi
        e quindi? Te lo ripeto, notizia fresca:Bini Smaghi ,membro del comitato esecutivo della BCE e ultra liberista, contesta Draghi per la sua linea intransigente. E se lo contesta perfino un uomo proveniente dalla scuola di Freedman dovrebbe f...arci riflettere. In più ha detto anche in un intervista." “è inutile nasconderci dietro le regole per evitare di agire (…) se c’è un pericolo di deflazione e recessione economica la BCE deve iniettare fondi nel sistema".Credo che in questo gruppo la contestazione maggiore è proprio rivolta a Draghi, un criminale!Visualizza altro
        20 ore fa · 1
      • Damiano Aliprandi Poi ovviamente se tu mi domandassi a che pro...io ancora ho le idee confuse su questo. Nel senso dove vogliono arrivare.Una cosa è certa: rovinare milioni di persone...
        20 ore fa · 2
      • Stefano Marcuzzo
        ascolta, quello che è successo il 3 novembre è un fatto, ineccepibile, che ha delle conseguenze, la spiegazione che ho ricevuto ieri mi è parsa razionale, convincente, logica e ben informata. Tu riporti una dichiarazione (che dice una cosa ...vera a mio avviso, ovvero che serve liquidità nel sistema e che la Bce deve aprire di più il rubinetto) ma pur sempre una dichiarazione rimane, chiacchiere di Bini Smaghi. Se seguirà un'azione di Draghi in linea con le parole di Bini Smaghi, che manco lavora più alla Bce tra l'altro, allora potrai dire che Draghi ha iniettato fondi nel sistema creditizio europeo, ma finchè non succede non puoi. (PS: Draghi è un traditore figlio di mignotta, e sono la persona più felice della terra a sapere che qua siete contro un tecnocrate menzognero e traditore dell'Italia, come sono felice che Albamediterranea lo abbia denunciato già 3 volte in un mese e mezzo per Alto Tradimento della Patria insieme a Monti, Napolitano, Tremonti e Berlusconi)Visualizza altro
        20 ore fa
      • Stefano Marcuzzo sull'idea criminale che hanno dell'Europa siamo d'accordo Damiano .... mi sembra autoevidente...
        19 ore fa
      • Damiano Aliprandi Scusami, quindi concordi che Draghi ha fatto una piccola azione il 3 novembre..poi ha smesso per la gioia della Merkel. Perchè poi qui il discorso vale per la Germania che non a caso ci guadagna con tutto ciò!
        19 ore fa
      • Stefano Marcuzzo
        Damiano sicuramente sì, ma per come la vedo, sposando l'analisi del direttore di cui sopra, è un intervento pro-banche, di strategia sui tassi d'interesse per favorire un pochino, timidamente, il credito in tutta Europa... la Merkel ci gua...dagna anche solo per il fatto che esiste l'Euro e (finché regge) le esportazioni tedesche nell'Eurozona sono molto remunerative, se invece noi riavessimo da domani la Lira la Germania venderebbe meno da noi (ipotizzando una loro moneta forte) e i tedeschi verrebbero qui a spendere da turisti spendaccioni come erano una volta e comprerebbero i nostri prodotti.... la Merkel sì ci marcia alla grande. la Germania è il dominus della Bce insieme a una cricca di plutocrati.... che ci vogliono in crisi, tassati e vessati... bisognerebbe mandarli a casa loro e noi farci qui una casetta tutta nostra! ;-)Visualizza altro
        19 ore fa
      • Damiano Aliprandi Concordo!
        19 ore fa
      • Lino Cibernetico Tufano
        Damiano Aliprandi e Stefano Marcuzzo: avete ragione entrambi, sui fatti, ma trascurate di dire che Bini Smaghi contestava la "politica della BCE" sul punto che non si comporta come la FED, ossia non è una banca centrale. Una banca centrale... non ha la facoltà di comprare o no i titoli invenduti, ma ha *l'obbligo* di farlo. In particolare c'è una sola restrizione nel caso della FED: che il congresso abbia votato a favore del quantum delle emissioni in titoli sovrani. Una volta che il quantum ha passato il vaglio del congresso e sia stato "autorizzato" (2100 miliardi di dollari fino a inizio 2013: vedi link iin coda) -> la FED emette i titoli sovrani per incarico del governo centrale USA e i titoli vanno all'asta. Se una parte dei titoli rimanesse invenduta la FED deve comprare quelli invenduti. Con che soldi li compra? Sulla garanzia che li pagherà il governo. Come li paga il governo? Emettendo altri titoli. Come si vede è un meccanismo di "pagherò" che equivale al fiat money" ossia creazione di denaro, poiché con tale meccanismo i titoli -in futuro- saranno sempre comperti, quindi uno stato sovrano NON può fallire e non serve acquistare swaps per tale evenienza. Il problema sono i tassi di interesse e il fatto che per pagarli la massa monetaria diviene improponibile: si deve andare con una cariola di banconote per comprare un kg di pane, come nella Germania di Hitler, prima del suo avvento. Si dovrebbe capire che uno stato che emette "cambiali" per pagare cambiali -> in realtà sta facendo il "fiat money" ossia creazione della moneta e per di più ci paga anche gli interessi -quindi- peggiorando la situazione rispetto a una emissione "programmata" come quantum e come arco di tempo. Da cui la prima misura "tampone" per la BCE è quella indicata da Bini Smaghi: "BCE come pagatore di ultima istanza sui titoli sovrani area euro". La seconda misura, ma strutturale: è togliere il potere alle banche nazionalizzandole, e mettendole sotto un ministero del tesoro area UE, che sia garante per mandato elettorale del fiat money e di una nuova politica della riserva delle banche che a mia avviso non ha necessità di essere "frazionaria" sul modello attuale, ma ri-programmato. Infatti la percentuale in cassa ad una banca può anche essere minore dei crediti che la banca ha contratto grazie al prestare denaro. Ma ogni nuovo prestito va calcolato non sui crediti vantati, ma su quelli effettivamente "rientrati in cassa"+ una liquidità lasciata come riserva media minima da lasciare sempre disponibile per la normale circolazione di contanti a chi li chiede (oppure chiede che gli siano girati in maniera elettronica, laddove non devono avvenire rientri nella banca per eseguire la operazione, ma sia denaro già disponibile), altrimenti si prestano dei soldi su una liquidità che non esiste de facto e si possono generare le cosidette "bolle" come nel caso dei mutui che hanno innescato la crisi attuale negli USA.Il link sulla situazione USA: http://www.lettera43.it/politica/22314/usa-l-accordo-c-e.htmVisualizza altro
        10 ore fa
      • Rivoluzione Economica Lo sapete che in Grecia a chi non paga l'ICI levano la luce? Lo sapete di cosa è diventato amministratore delegato Bini Smaghi? Di Terna. Beh fate 2+2 e capite dove stiamo andando...
        9 ore fa
      • Rivoluzione Economica
        Cmq scusate se mi inserisco di nuovo sul tema.. Il complotto sul signoraggio è una grande cazzata, inutile parlarne in questi termini. C'è un problema di gestione della creazione e distribuzione della moneta... Oggi questo sistema è in mano... a dei privati che fanno il bello e cattivo tempo: sovranità monetaria DEVE significare anche il riappropriarsi del controllo della creazione e distribuzione della moneta. Oggi tale potere non è nelle mani pubbliche ne in USA, ne in Argentina e ne in Inghilterra (che sono definiti quì Stati a moneta sovrana)... Se mi sbaglio su questo punto ditemelo, perchè è importante.Visualizza altro
        9 ore fa
      • Rivoluzione Economica Paolo Barnard o qualcuno degli admin... Mi pare che si concorda su questo punto o no? La Moneta Sovrana che intendete non è quella USA o Argentina, ma quella dove è lo Stato (direttamente o tramite banche centrali nazionalizzate) che stampa la moneta per finanziare il deficit. Corretto?
        9 ore fa
      • Rivoluzione Economica Solo un ente non privato può avere come core-business l'interesse della collettività (quindi piena occupazione, ecc. ecc.)
        9 ore fa
      • Leo Aldobrandi Rivoluzione Economica USA ed Argentina sono stati a moneta sovrana che attuano politiche diverse, il fatto di avere la sovranità monetaria non implica che i governi facciano spesa a deficit per il benessere dei loro cittadini (vedi USA) e una scelta politica che richiede la pressione dei cittadini sui governi, non vedo poi come si possa accomunare gli USA con l'Argentina
        9 ore fa · 1
      • Rivoluzione Economica
        Leo Aldobrandi troppo complicato discutere della differenze tra USA e Argentina in post Facebook... Si rischia solo di fare confusione. Diciamo che il modello Argetino assomiglia più a quello UK che a quello USA... ma restano entrambi, sis...temi monetari governati in massima parte da privati. Visto che l'uomo, di indole, non è propriamente buono tende leggermente ad "approfittare" quando gli si da troppo potere. La pressione dei cittadini serve a far si che le banche o le mulitinaizonali si comportino diversamente... ma serve coesione e non formazione di tanti gruppetti dove ognuno va dalla sua parte. Ho capito lo spirito di Paolo Barnard... si vuole procedere per step utilizzando concetti facilmente comprensibili dalla massa (che per scelta non la "raccontano tutta"... perchè altrimenti diventerebbe troppo complicato). Il punto che mi interessa capire è se concordiamo sull'obiettivo finale: creazione della moneta e relativi benefici in mano esclusiva dello Stato (inteso come rappresentanza del 99% e non dell'1% come è oggi).Visualizza altro
        8 ore fa
      • Rivoluzione Economica Lo Stato dovrebbe USCIRE da tutto ciò che possono fare i privati. Ma la creazione della moneta non può essere un affare lasciato ai privati... neanche al 49%.
        7 ore fa
      • Leo Aldobrandi Rivoluzione Economica lo stato dovrebbe entrare al 51% nell'economia con la sua azione e dovrebbe intervenire solo quando l'azione privata si dimostra in difficoltà o fallimentare, questo solo per evitare problemi di occupazione o perdita di complessi industriali
        7 ore fa
      • Leo Aldobrandi Rivoluzione Economica sto parlando con un sordo?. non parlavo di moneta ma economia.
        7 ore fa
      • Leo Aldobrandi ti pare che le monete sovrane siano gestite dai privati (banche) la moneta è di competenza delle banche centrali degli stati.
        7 ore fa
  • Ritengo questo passaggio illuminante per entrare nello spirito della MMT dal sito di PB: "Randall Wray stava là, aveva capito che io avevo capito, e solo al termine del mio pathos aveva aggiunto, e sempre con la sua cantilena da Mid-West: “It’s so frustrating. You see all these progressives that scream about the bad stuff in the peripheral, like the big banks, the multinationals, capitali...sm. Ok, you can criticize that, but they don’t understand the core issue, what modern money could have done for people and for democracy. What it could do now”. “E’ così frustrante. Vedi tutti questi di sinistra che si agitano sui mali laterali, come le mega banche, le multinazionali, il capitalismo. Ok, si possono criticare, ma non capiscono il punto centrale, cioè cosa il denaro moderno avrebbe potuto fare per la gente e per la democrazia. Cosa potrebbe fare ancora oggi”.

    Tutto iniziò quella sera. Io ho semplicemente messo assieme ciò che sapevo dei meccanismi di potere sovranazionale con l’essenziale verità di macroeconomia dello Stato di Randall Wray e della sua Modern Money Theory: uno Stato con propria moneta sovrana può comprare tutta l’occupazione che vuole, tutta l’assistenza sociale che vuole, tutta l’istruzione che vuole, tutte le case per gli sfrattati o per i giovani che vuole, e creare una cittadinanza protetta, forte, non impaurita, non ricattata, non ignorante. Può creare la VERA DEMOCRAZIA. Uno Stato con propria moneta sovrana e legittimato dai suoi cittadini nel nome del bene comune, può decretare la morte della mefitica macchina del Vero Potere, e per sempre. Lo può fare, lo poteva fare. Era la nostra gallina dalle uova d’oro. Perché non è mai accaduto? Da qui iniziò la mia ricerca su quel perché, che ha partorito Il Più Grande Crimine.PB
    Visualizza altro
    3 ore fa nei pressi di Bari
    • A 5 persone piace questo elemento.
      • Enzo Garofalo
        ‎" L’Europa collassata, l’esplosione del sistema Euro, il crollo di tutte le economie più deboli come Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia, Francia, Belgio, riporteranno il Vecchio Continente alla situazione precedente il 1999, ma a ...condizioni da sogno per la Germania. Essa, con un Euro a due velocità o anche col suo ritorno al Marco, sarà vista dai mercati come l’unica scialuppa di salvezza su cui saltare con tutti i suoi soldi, mentre noi rimarremo a secco e agonizzanti. In più, i veri manovratori della Merkel, e cioè le mega industrie dell’export Neomercantile della Germania, si troveranno con decine di milioni di lavoratori europei a due passi da casa disposti a lavorare a ritmi da lager e a stipendi da Cina per loro. E l’impero germanico dell’export si presenterà al mondo dei grandi mercati del domani, Brasile, Cina, India, Est asiatico, con prodotti a prezzi competitivi. Egemonia teutonica in trionfo. Là dove Hitler fallì." PBVisualizza altro
        3 ore fa · 1
      • Jeffrey Furci La cosa che fà più paura è che sono tutti concetti condivisibili!!!
        4 minuti fa
  • ‎..scusate se pongo delle domande che magari distolgono un po' dall'argomento..ma vorrei sapere se, la troika europea potrebbe trovare qualche soluzione che permetta ai cittadini di sopravvivere pur rimanendo nell'euro? perche' credo che vista la manovra e quelle che seguiranno nei paesi ora piu' esposti, ci sia veramente il rischio di grosse rivolte sociali..
    14 minuti fa
    • www.youtube.com
      http://www.youfocus.tv/ - La casta non si smentisce. I tagli ai costi della politica promossi ad agosto non ci saranno, confermati oltre 1 miliardo di euro al...
      • ‎33.000 EURO. FASE ESECUTIVA.

        http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=305
        www.paolobarnard.info
        ‎@font-face { font-family: "Cambria"; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 10pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; }
      • Marco Boggio ha aggiunto Giuseppe Verdi.
          • Paola Bolognesi bene dai....ci manca Giuseppe Mazzini e poi facciamo con la "Giovine Italia"....
            26 minuti fa
          • Paolo Flezza ehm, forse Mazzini no... metti che sia vero che ha progettato 'sto po' po' di casino mondiale con Pike, come dicono i complottisti ^_^
            26 minuti fa · 1
      • La domanda aggregata è il motore della situazione poiché il sistema è in grado di sostenere un livello stabile di produzione e di occupazione solo a condizione che esso corrisponda alla capacità di assorbimento delle famiglie, delle imprese, della pubblica amministrazione (e del resto del mondo). Una componente della domanda aggregata, quella dei consumi (e, con il segno negativo, quella delle importazioni), dipende dal livello del reddito, ma un euro di reddito genera meno di un euro di consumi, per cui solo la presenza di un adeguato livello di spesa autonoma può garantire l‘uguaglianza tra domanda e offerta aggregata.
        27 minuti fa nei pressi di Bari
        • ‎"Se vi è un equilibrio perfetto nella quantità relativa dei fattori specializzati disoccupati, il punto dell’occupazione piena sarà raggiunto simultaneamente per tutti quanti. Ma in generale la domanda di alcuni servizi e di alcune merci raggiungerà un livello oltre il quale la loro offerta è, per il momento, perfettamente anelastica, mentre in altre direzioni vi è ancora una notevole eccedenza d...i fattori di produzione disoccupati. Quindi, con l’aumentare della produzione, si avrà una serie di «strozzature» successive, ove l’offerta di particolari merci diviene anelastica e i prezzi di queste devono salire fino a qualunque livello sia necessario per deviare la domanda in altre direzioni"M. Keynes, The General Theory of Employment, Interest and Money, p. 267, op.cit.
          IL POTERE DI UNO STATO SOVRANO!!!!!!!!!!!!!!!
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          29 minuti fa nei pressi di Bari
          • Internet non va bene per la divulgazione. Internet è ottimo per coordinare un gruppo o per creare delle sale di studio virtuali. Basta vedere quante incomprensioni ci sono solo in questo gruppo. I motivi sono semplici ed evidenti. Ci si può sovrapporre in maniera straordinaria: nel frattempo che uno dice una cosa, altri mille ne dicono almeno un'altra a testa. Non si parla faccia a faccia, per cui...Continua a leggere
            2 ore fa
          • «Sono più attaccato alle idee fondamentali e comparativamente semplici che sono alla base della mia teoria che alle forme particolari in cui le ho calate, e non voglio che queste siano cristallizzate al punto in cui si trova ora il dibattito. Se le idee di base possono diventare familiari e accettabili, il tempo e l’esperienza e la collaborazione di molti studiosi scopriranno il modo migliore di esprimerle»
            (J.M. Keynes) e le idee di base sono diventate familiari....ecco l'MMT studiata e divulgata dai professori che avremo nel ns SUMMIT!
            49 minuti fa nei pressi di Bari
          • Questo è un ultimatum. Io oggi sono brevemente intervenuto nella discussione col signoraggista per stimolare una riflessione sulla presa che questi fanatici hanno sul pubblico. Ho risposto a un utente su una cosa tencnica e a un altro. Ma voglio che vi sia chiaro che il mio nome e il mio lavoro non devono finire in pasto a litigi isterici in internet nel pastone del signoraggio, scie chimiche, Gol...dfinger, e fantasie sul dominio satanicomassone del mondo. E invece ci stanno finendo. Ora: io sono comparso qui, luogo che detesto, perché alcuni di voi mi sono sembrati disposti a collaborare al summit MMT. Ok, fin qui apprezzo, e solo per quel fine ho tollerato di scrivere qualche cosa qui. Ma se gente di questo gruppo che viene oggi identificata col mio nome e lavoro si distingue nel pantano dei pazzi sopraccitati, io vi saluto e noi non ci parliamo mai più. Non posso permettere che tanto lavoro e soprattutto che temi così drammatici per la vita di milioni di persone vengano screditati dai "barnardini" che compaiono come funghi a sbraitare qui e sui blog della terra piatta e dei microchip del progetto Vampyria a riserva frazionaria. Questo è un ultimatum che giunge dopo diversi appelli da me rivolti qui. Se volete lavorare con intelligenza io ci sono, se no tanti auguri e non usate più il mio nome né il Più Grande Crimine. P. B.Visualizza altro
            18 ore fa
            • A 24 persone piace questo elemento.
              • Rivoluzione Economica
                Massimiliano Sparacino però una cortesia alla MMT la chiedo: togliamo parallelamente anche il controllo della moneta dalle mani dei privati. Perchè quelli, li conosciamo, non permetteranno mai che sia impegnata per la "piena occupazione", ..."pieno stato sociale", ecc. ecc. La MMT sul sito americano lo dice, diciamolo anche quì in modo chiaro... così leviamo da mezzo malintesi o fraintendimenti di scopo. (ps: il complotto sul signoraggio è una minchiata)Visualizza altro
                circa un'ora fa
              • Shirin Chehayed
                Rivoluzione Economica faremo tutto man mano. Non ci stiamo soffermando molto nel divulgere le questioni etiche, in quanto siamo presi da noiose questioni organizzative, che ci stanno assorbendo totalmente e che al momento sono prioritarie.... Questo non significa che tutto il resto non sia importante e che questi temi non sono interessanti, è solo che non abbiamo davvero il tempo di rispondere a tutti e trattare tutto ora. Siamo concentrati su preventivi e conteggi vari, noiosi ma indispensabili per la buona riuscita del summit. Un passo alla volta e facciamo tutto. :)Visualizza altro
                circa un'ora fa
          • http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/01/02/news/rete_globale_controllo_societario-27490188/?ref=HREC1-5
            www.repubblica.it
            Una ricerca svizzera traccia il quadro delle relazioni tra grandi gruppi: meno di 150 multinazionali dettano le regole del mercato e strozzano la concorrenza: "Controllo sproporzionato, si rischiano ripercussioni disastrose". Unicredit nella top 50 di LIVIA ERMINI
            • Bel gruppo...

              https://www.facebook.com/fermiamolebanche.it?sk=wall
              ISCRIVITI al comitato promotore del referendum per l'abrogazione delle 6 leggi "regala soldi" alle banche e l'abolizione del signoraggio
              Pagina: Piace a 2.541 persone
            • Dario De Angelis ha modificato un documento.
              Paul Krugman Still Gets it Wrong: Modern Money Theory
              Author: L. Randall Wray  ·  August 16th, 2011
               
              On Monday, Paul Krugman tried yet again to spell-out where he disagrees with “modern money theory” (MMT)—the approach that I adopt. (http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/08/15/mmt-again/) And, again, he gets it wrong.... He continues to make two kinds of errors: errors of attribution, and errors in his understanding of money and finance. I don’t normally like to include long quotes followed by critiques, but I think in this case it will be useful. Sorry, this is going to be a bit long and wonkish.
               
              Before proceeding, let me say that I appreciate the role that Krugman plays. Like many of you, I enjoy reading his blogs and more often than not, I agree with him. He is almost the lone, sane, voice in a position of authority who argues against the standard deficit hyperventilation that is driving the nation into a great depression. I mean no disrespect in the following critique. And I am glad that he is writing about MMT—most of those within the Beltway simply ignore it. But there are two reasons to respond to his critique: first, there is some hope that he might change his mind and embrace MMT. That would allow him to mount a much more powerful attack on the deficit hysterians. Second, he is misleading his many readers—by misstating what MMT believes, and by his own misunderstanding of monetary operations.
               
              Ok, on to his critique and my responses.
               
              Krugman: In a way, I really should not spend time debating the Modern Monetary Theory guys. They’re on my side in current policy debates…
               
              Wray: Yes, we often do agree with him on current policy; we need more stimulus, not less. And I often agree with his political musings—although that has nothing to do with MMT. (As I have argued on this blog, MMT is also perfectly consistent with Austrian politics, Bushonomics, Reaganomics, or Ron Paulism. And that is because MMT is not a policy proposal. MMTers do have policy proposals, of course, but Krugman’s complaints do not address them. And in any case, the policy proposals are idiosyncratic—each MMTer has her own preferred policies. More on that at the end of this blog.)
               
              In his previous post, commentators criticized him for his apparent lack of familiarity with MMT—he was attributing ideas to us that we do not hold. (My colleague, Bill Black, takes apart that post: http://neweconomicperspectives.blogspot.com/2011/08/anti-mmt-types-memes-migrate-to-stage.html)
               
              For example, he has many times claimed that we argue “deficits never matter”—a false claim that we have countered on many occasions. (Here is one of my responses: http://www.newdeal20.org/2010/07/20/deficits-do-matter-but-not-the-way-you-think-15355/. ) Hence, in Monday’s post he assured readers he has read some MMT literature:
               
              Krugman: First of all, yes, I have read various MMT manifestos — this one is fairly clear as they go. I do dislike the style — the claims that fundamental principles of logic lead to a worldview that only fools would fail to understand has a sort of eerie resemblance to John Galt’s speech in Atlas Shrugged — but that shouldn’t matter.
               
              Wray: In case the link above does not work, this is the piece he refers to: (http://pragcap.com/resources/understanding-modern-monetary-system) Now let me say that this is a fine summary. (I do not like the seashells example, which perpetrates a dangerously wrong view of the origins of money, but that is a topic for another day.) Still, Krugman seems to believe that MMT resides only in blogs. Now, the blogosphere has played a huge role in dissemination of MMT, and as I argued on Monday, discussions on blogs have helped us to clarify, tighten, and frame the arguments. (See here: http://www.huffingtonpost.com/l-randall-wray/paul-krugman-modern-money-theory_b_926757.html) Further, many bloggers have adopted MMT and have even gone so far as to create their own MMT blog sites.
               
              That is all great! But if Krugman really wants to understand and to debate MMT, he really needs to look to the academic literature. (Some citations are provided below.) After all, he is an academic economist who should be able to read the professional economics journals and books that have published work in this area. I certainly would not want to criticize Krugman’s academic research—let us say, the work that got him his Nobel Prize—based on some blogger’s interpretation of that work. It is just too silly to imagine. But that is apparently the level of analysis that Krugman has done to discover that MMT is wrong.
               
              Let us move on to what he thinks is wrong with our analysis.
               
              Krugman: …I do get the premise that modern governments able to issue fiat money can’t go bankrupt, never mind whether investors are willing to buy their bonds. And it sounds right if you look at it from a certain angle. But it isn’t. Let’s have a more or less concrete example. Suppose that at some future date — a date at which private demand for funds has revived, so that there are lending opportunities — the US government has committed itself to spending equal to 27 percent of GDP, while the tax laws only lead to 17 percent of GDP in revenues.
               
              Wray: Here he has painted an unrealistic scenario. It is certainly possible that government ex ante constructs a budget that is projected to generate spending equal to 27% of GDP with a tax law expected to generate an amount equal to 17%. It expects to have an ex post deficit of 10% of GDP. But there can be many slips ‘twixt lip and cup’. At least some spending will be endogenously determined (for example, unemployment benefits will depend on unemployment outcomes); some tax revenue will be endogenously determined (income tax receipts depend of course on economic performance); and GDP itself is endogenously determined. So the resulting deficit could end up much smaller or much larger than 10% of GDP.
               
              But more importantly, it takes three to tango: the sum of the government balance, domestic private sector balance, and foreign (current account) balance must be zero. That is to say, government can achieve that 10% deficit ex post only if the sum of the private and foreign balances equals 10. Now, in his example he has presumed the economy has recovered (that is why the private sector wants to borrow again). At that point it is plausible that private sector desired saving has fallen from current very high levels of almost 9% (the private sector doesn’t want to spend now—it is reducing debt and trying to accumulate saving in the face of an uncertain future). By spending more, the economy will grow faster; that increases government revenue and reduces some of its own spending. The deficit will be reduced pari passu with reduction of private saving—as a percent of a rising GDP.
               
              To get the 10% deficit that he assumes, we would need—say—a 5% private sector surplus (saving) and a foreign sector surplus of 5% (our current account deficit would be 5%). Now, this is possible, but it is unlikely. Our private sector saving rate is normally much below 5% when the economy is growing on trend—typically more like 2% of GDP (and saving was actually negative for almost the whole decade before the global financial crash). If it is 2%, then our current account deficit would have to be 8% to get the 10% budget deficit Krugman assumes. This is within the realm of possibility, but based on historical experience, with domestic saving that low—meaning domestic spending is high—the government budget tends to move toward balance (it went into surplus in the Clinton years). So I think there is a bit of inconsistency in his example.
               
              So I think the whole set-up of his example is wrong-headed. But let us go on with it.
               
              Krugman: …consider what happens in that case under two scenarios. In the first, investors believe that the government will eventually raise revenue and/or cut spending, and are willing to lend enough to cover the deficit. In the second, for whatever reason, investors refuse to buy US bonds.
               
              Wray: Well, the first scenario is a non-starter. Sovereign US government does not “borrow” its own dollars from “investors”. So what he actually means is that banks and others holding government IOUs (coins, Federal Reserve notes, and bank reserves) willingly exchange them for government IOUs that pay higher interest (Treasuries). OK, that is a quibble, but it helps to resolve his misunderstanding about the second scenario:
               
              Krugman: The second case poses no problem, say the MMTers, or at least no worse problem than the first: the US government can simply issue money, crediting it to banks, to pay its bills. But what happens next? We’re assuming that there are lending opportunities out there, so the banks won’t leave their newly acquired reserves sitting idle; they’ll convert them into currency, which they lend to individuals.
               
              Wray: Oh boy. Three big errors in that short passage. First, as I discussed last week, the sovereign US government always spends via “keystrokes”—what he is calling issuing money and crediting it to banks. But he presents that as an option. It is simply a description—how government spends. Second, he says banks won’t leave the reserves idle, but will convert them to currency.
               
              Reserves are the Fed’s IOU, a number on the liability side of the Fed’s electronic balance sheet; they are simultaneously an asset on the asset side of bank balances. There are only three things banks can do with them: lend them to other banks; buy Treasuries; or convert them to cash (the Fed sends an armored truck to the bank that wants to exchange reserves for cash). He already assumed no one wants to buy bonds. And if the government is running the 10% deficits he presumes, banks are going to get stuffed full of excess reserves—so banks won’t be lending them to one another.
               
              The final option is to convert them to cash. That would be a poor choice for banks, since the Fed pays 25 basis points on reserves and cash earns nothing (and has nonzero storage costs). However, Krugman says they will do this in order to lend cash to individuals. Really? Has he ever borrowed from a bank? If you have ever borrowed—say, for a house or a new car—did the loan officer give you a wheelbarrow filled with cash?
               
              OK so let us presume he did not mean this literally. What could possibly have crossed his mind? There used to be something called the “deposit multiplier” that was taught in the old textbooks. Banks sit around and wait until they have excess reserves, then they make loans by creating demand deposits. So his view must be that because the banks have got excess reserves they now decide to make loans—not by lending “green paper”. But a bank facing a willing and credit worthy borrower will always make the loan even without excess reserves. I will not go into all the wonky stuff, but Krugman simply shows he does not know much about banking.
               
              That is not a criticism. Economists specialize and cannot know every area of economics. After all, his Nobel was not in the area of money and banking. The reality is that excess reserves in the banking system do not encourage banks to lend more to individuals; instead they try to lend reserves to other banks (individuals cannot borrow them) and that pushes the overnight interest rate (called fed funds rate in the US) to the central bank’s support rate (for example, the 25 basis points the Fed now pays). The impact in other words is not on lending but on interest rates.
               
              Krugman: So the government indeed ends up financing itself by printing money, getting the private sector to accept pieces of green paper in return for goods and services. And I think the MMTers agree that this would lead to inflation; I’m not clear on whether they realize that a deficit financed by money issue is more inflationary than a deficit financed by bond issue. For it is. And in my hypothetical example, it would be quite likely that the money-financed deficit would lead to hyperinflation.
               
              Wray: Quite a mess here. Government finances its spending by keystrokes, that generate demand deposits in the private sector, with banks holding reserves. MMTers agree this COULD lead to inflation—for example, if the spending pushes the economy beyond full employment. Inflation can result even before full employment—for example if bottlenecks in important resources develop. All government spending is financed by what he calls money issue—always—so it is wrong to state this would necessarily lead to inflation.
               
              Finally the “deficit financed by bond issue” is not technically possible. Banks must have the reserves before they can buy the bonds. The government spending must come first, then the bonds can be sold. I suppose, however, that what Krugman has in mind goes back to his scenario in which no one wants to buy the bonds. But why would that be more inflationary. The only reason not to buy the bonds is because banks are happy with their excess reserves that earn 25 basis points.
               
              (You could even argue that if banks and others do buy bonds, that will be more inflationary—because now they will earn higher interest income that could be used to fuel more spending, driving the economy beyond full employment.)
               
              Again, Krugman does not understand the basics of banking. That is not a criticism. But it does mean his critique of MMT is simply wrong.
               
              Returning to his 10% deficits, as we discussed above, that must mean that private savings plus the foreign surplus (our current account deficit) must sum to 10%. Let us again presume that each is saving an amount equal to 5% of GDP. As a result of the government’s spending in excess of taxing, an amount of bank reserves equal to 10% must have been created. Note that the government’s spending has already been “financed” at that point—the reserves are created as the government spends. Selling Treasuries allows banks to substitute low-earning reserves (25 basis points) for higher earning Treasuries (maybe 2%). Krugman assumes they do not want to do that. OK, let us say they are not interested in profits, so they hold the reserves. Is there any problem with government finance of its deficit, due to a “strike” by the “bond vigilantes”? No. Government already spent. If markets don’t want to hold Treasuries, government can just let them hold reserves.
               
              (For the wonkier readers: yes, the Treasury and the Fed have adopted procedures so that Treasuries are sold to special banks, that credit Treasury’s demand deposit. Treasury then moves the deposit to the Fed, which credits the Treasury’s account and debits the special bank’s reserves. To replace the reserves, the bank then sells the Treasuries to the Fed. And there they stay if no “bond vigilantes” want them. Note that these special banks must buy the Treasury issues—that is why they are special. In return, they get to temporarily hold Treasury deposits in special “tax and loan accounts”.)
               
              Krugman: The point is that there are limits to the amount of real resources that you can extract through seigniorage. When people expect inflation, they become reluctant to hold cash, which drive prices up and means that the government has to print more money to extract a given amount of real resources, which means higher inflation, etc.. Do the math, and it becomes clear that any attempt to extract too much from seigniorage — more than a few percent of GDP, probably — leads to an infinite upward spiral in inflation. In effect, the currency is destroyed. This would not happen, even with the same deficit, if the government can still sell bonds.
               
              Wray: While I do not like his use of “seigniorage” to describe normal government spending operations, I do agree with the general argument. Yes, MMT definitely agrees there are limits to real resources, and trying to go beyond full employment of them will cause inflation. Since government has an infinite number of keystrokes to spend, it can always win any bidding war against private uses for those resources. The result is runaway inflation. We agree.
               
              But selling bonds does not help! Bonds just mop up excess reserves. Even after buying the bonds, banks can continue to lend to borrowers who can continue to borrow and spend in an effort to win the bidding war against the government. Indeed, holding bonds provides good collateral against borrowing! And the bonds pay interest that can be used to raise the bids! So, yes, government spending can be so great it causes inflation—maybe hyperinflation—but that can occur with or without bond sales. Krugman is just wrong on this.
               
              Krugman: The point is that under normal, non-liquidity-trap conditions, the direct effects of the deficit on aggregate demand are by no means the whole story; it matters whether the government can issue bonds or has to rely on the printing press. And while it may literally be true that a government with its own currency can’t go bankrupt, it can destroy that currency if it loses fiscal credibility.
               
              Wray: We agree that government cannot go bankrupt (in its own noncovertible, floating rate currency). We agree that too much spending will cause inflation. We agree government can lose fiscal credibility—if it spends too much, causing inflation. The solution is to restore credibility by cutting spending and/or raising taxes—to lower aggregate demand. In addition there are other things that can be done to fight inflation—industrial policy (increasing resources where bottlenecks occur), incomes policy (wage and price controls, for example), encouraging imports to relieve constraints, and management of buffer stocks (releasing strategic reserves of oil, etc). I suspect Krugman agrees with all of this.
               
              But he is wrong about the “choice” of selling bonds or relying on “the printing press”. There is no such choice. Spending is done by keystrokes; bond sales mop up the resulting reserves. Selling bonds in no way reduces inflationary pressure. (One caveat: in WWII the government had to deal with inflation pressures, and used a combination of rationing and patriotic saving. It convinced the public that it was their patriotic duty to reduce consumption and to save in the form of US war bonds. By reducing private consumption, government attenuated inflation—effectively preventing a bidding war for scarce resources. But by itself, selling bonds will not normally reduce consumption—consumption can still find finance whether banks hold reserves or Treasuries.)
               
              Let me conclude with the most frustrating aspect of Krugman’s critique—a characteristic he shares with virtually all critics of MMT. They see our explanation of how things actually work in a country that uses a sovereign (government-issued, floating exchange rate) currency as a proposal to change policy. Everything I have said in this post about government finance is a description, not a proposal. The problem is that the critics almost universally have no idea how the government actually spends; they have no understanding of the operational details and coordination between the Fed and the Treasury that allows government to spend, collect taxes, and sell bonds.
               
              Everything I said above describing these operations has been vetted by operations people within Treasury and the Fed. And so all those who immediately jump to accusations of Zimbabwe!, Weimar Germany!, Hyperinflation!, simply display their ignorance of fundamental operating procedures for sovereign currencies.
               
              If government spending “by keystroke” automatically causes hyperinflation, then all the nations of the world that have been spending that way should have hyperinflation all the time. Every nation in the world that issues its own floating exchange rate currency spends by keystrokes. That is the essential “take away” point that every reader should understand. Yes, such governments can cause inflation, and they could probably produce hyperinflation if they tried hard enough. But there is no inevitability about this. Yes, governments need to be constrained. That is what budgeting is all about. But budgeting, itself, will be improved if we actually understand how the government spends—and understand that it is not affordability but rather inflation that is the problem.
               
              Once we get past Krugman’s errors of attribution, we really are left with misunderstandings over banking and government finance. I realize that a lot of the stuff I have summarized here is exceedingly wonky. The operational details are complex. The longish blog that Krugman claims he read (cited above) actually goes through a lot of these details, with appropriate quotes from “insiders” at the Treasury and Fed.
               
              They are presented in much more detail in a lot of academic literature as well as publications available from the Treasury and Fed. Few readers are going to want to go through them—and I rather doubt that even someone like Krugman, who is quite capable of understanding them, is going to do so. But if one wants to criticize academic literature, one actually has to understand it. Krugman has yet to make the effort.
               
              Here is just a small sample of some of the more accessible literature, again from the blog he mentioned. If the links do not work, go directly here: http://pragcap.com/resources/understanding-modern-monetary-system.
               
              And for those interested in my Modern Money Primer, go here: http://neweconomicperspectives.blogspot.com/p/modern-money-primer-under-construction.html.
               
              A) The following are reasonably simple expositions for general audiences.
               
              Understanding Modern Money, By L. Randall Wray
               
              Soft Currency Economics, by Warren Mosler
               
              7 Deadly Innocent Frauds, by Warren Mosler
               
              Interest Rates and Fiscal Sustainability, By Scott Fullwiler
               
              It’s Time to Rein in the Fed, By Scott Fullwiler and L. Randall Wray
               
              9 Myths We Can’t Afford, by L. Randall Wray and Marshall Auerback
               
              MMT and the Operational Realities of Our Monetary System, By Scott Fullwiler
               
              Deficit Spending 101 (part 1), (part 2), (part 3), by Bill Mitchell
               
              Barnaby, Better To Walk Before You Run, By Bill Mitchell
               
              Stock-Flow Consistent Macro Models, By Bill Mitchell
               
              Modern Central Bank Operations – The General Principles, Scott Fullwiler
               
              Sector Financial Balances Model of Aggregate Demand, by Scott Fullwiler
               
              Helicopter Drops Are Fiscal Operations, By Scott Fullwiler
               
              A collection of Essays by Wynne Godley, Wynne Godley
               
              The Financial Instability Hypothesis, Hyman Minsky
               
              The Natural Rate of Interest is Zero, Warren Mosler & Mathew Forstater
               
              The Neo-Chartalist Approach To Money, By Randall Wray
               
              Protecting the Budget From Intergenerational Warriors, By Galbraith, Mosler, Wray
               
              The Collapse of Monetarism and the Irrelevance of the New Monetary Consensus, James Galbraith
               
              B) For the truly masochistic readers with way too much time on their hands, here are additional articles, chapters, policy notes and briefs by Yours Truly, on money, finance (including instability and crises), government budgets, and employer of last resort policy. These include some of my more academic expositions. Probably best to read in reverse chronological order, as my ideas evolved.
               
              “If Free Markets Cannot Efficiently Allocate Credit’, What Monetary Policy Could Move us Closer to Full Employment?”, Review of Political Economy, Vol. 7, no. 2, 1995, pp. 186-211.
               
              “Deficits, Inflation, and Monetary Policy”, Journal of Post Keynesian Economics, Summer 1997, vol 19, no. 4, pp. 553-571.
               
              “A Tribute to Hyman Minsky”, (with Dimitri Papadimitriou), Journal of Economic Issues, June 1997, vol. 31, no. 2.
               
              “The Institutional Prerequisites for Successful Capitalism”, (with Dimitri Papadimitriou), Journal of Economic Issues, June 1997, vol. 31, no. 2.
               
              “Kenneth Boulding’s Reconstruction of Macroeconomics”, Review of Social Economy, vol LV, no. 4, Winter 1997, pp. 445-463.
               
              “The Economic Contributions of Hyman Minsky: Varieties of Capitalism and Institutional Reform”, (with Dimitri Papadimitriou) Review of Political Economy, vol. 10, no. 2, 1998, pp. 199-225.
               
              “Surplus Mania: A Reality Check”, Policy Notes, 1999/3, Jerome Levy Economics Institute.
               
              “The 1966 Financial Crisis: financial instability or political economy?”, Review of Political Economy, Vol 11, No. 4, 1999, pp. 415-425.
               
              “Can Goldilocks Survive?”, with Wynne Godley, Policy Notes, 1999/4, Jerome Levy Economics Institute.
               
              “Is Goldilocks Doomed?”, with Wynne Godley, March 2000, Journal of Economic Issues.
               
              “Implications of a Budget Surplus at Mid-Year 2000”, Policy Note, Center for Full Employment and Price Stability, 2000/1.
               
              “Can the Expansion be Sustained? A Minskian View”, Policy Notes, 2000/5, Jerome Levy Economics Institute.
               
              “Fiscal policy for the coming recession: large tax cuts are needed to prevent a hard landing”, (with Dimitri Papadimitriou), Jerome Levy Economics Institute, Policy Note 2001/2.
               
              “Are we all Keynesians (Again)?”, Levy Economics Institute Policy Notes 2001/10 (with Dimitri Papadimitriou).
               
              “Demand Constraint and the New Economy” (with Marc-Andre Pigeon), in A Post Keynesian Perspective on Twenty-First Century Economic Problems, edited by Paul Davidson, Edward Elgar Publishing, pp. 158-194, 2002.
               
              “A Monetary and Fiscal Framework for Economic Stability”; Center for Full Employment and Price Stability Policy Note No. 2002/02
               
              “What Happened to Goldilocks?” in Journal of Economic Issues, June 2002, vol 36, No. 2.
               
              “Social Security: Truth or Useful Fictions?”, Center for Full Employment and Price Stability Policy Note No. 2002/04.
               
              “The Demise of the Goldilocks Economy: Causes (!) and Cures (?)”, in The Urgency of Full Employment, Edited by William Mitchell and Ellen Carlson, 2002.
               
              “A Fiscal and Monetary Framework for Economic Stability: A Friedmanian Approach to Restoring Growth”, in Problemas del Desarrollo: Revista Latinamericana de Economia”, 2002.
               
              “The Perfect Fiscal Storm”, Challenge, January-February, vol 46, no 1, 2003, pp. 55-78
               
              “The War on Poverty after 40 Years: A Minskyan Assessment”, (co-authored with Stephanie Bell), Public Policy Brief, Levy Economics Institute of Bard College, No. 78, 2004.
               
              “The War on Poverty Forty Years On” (co-authored with Stephanie Bell), lead article in Challenge, September-October 2004, vol 47, no. 5, pp. 6-29.
               
              “The Ownership Society: Social Security Is Only the Beginning . . .” Levy Economics Institute Public Policy Brief No. 82, August 2005
               
              “Neocons and the Ownership Society”, Challenge, 49(1) January-February 2006, pp. 44-73.
               
              “Can Basel II Enhance Financial Stability? A Pessimistic View”, Public Policy Brief No. 84, The Levy Economics Institute of Bard College, 2006.
               
              “Twin Deficits and Sustainability”, Policy Note 2006/3, Levy Economics Institute of Bard College, 2006.
               
              “Extending Minsky’s Classifications of Fragility to Government and the Open Economy”, Levy Economics Institute Working Paper, May 2006
               
              “Keynes’s Approach to Money: An assessment after 70 years”, invited paper for symposium in Atlantic Economic Journal, vol 34, no 2, June 2006, pp. 183-193.
               
              “Banking, Finance, and Money: a Socio-economics Approach”, Levy Economics Institute Working Paper #459, July 2006.
               
              “A teoria do dinheiro de Keynes: uma avaliacao apos 70 annos”, Revista de Economia, vol 32, No 2, Jul/Dec 2006, pp. 43-62.
               
              “Demand Constraints and Big Government”, the Journal of Economic Issues vol xlii, no 1, March 2008, pp. 153-173
               
              “The April AMT Shock”, Policy Note, (with Dimitri Papadimitriou) Levy Economics Institute, January 2007
               
              “Veblen’s Theory of Business Enterprise and Keynes’s Monetary Theory of Production”, Journal of Economic Issues, vol XLI no 2, June 2007, pp. 617-624.
               
              “Minsky’s Approach to Employment and Poverty”, Working Paper #515, Levy Economics Institute, September 2007; also forthcoming in volume edited by Dimitri Papadimitriou.
               
              “The Continuing Legacy of John Maynard Keynes”, Working Paper #514, Levy Economics Institute, September 2007.
               
              “Lessons from the Subprime Meltdown”, Challenge, March-April, 2008, pp. 40-68.
               
              “Financial Markets Meltdown: what can we learn from Minsky?”, Levy Economics Institute, Public Policy Brief, No. 94, April 2008.
               
              “Financiarización y burbuja especulativa en materias primas,” Ola Financiera, Vol. 1, No. 3 (May–August) 2009
               
              “The Rise and Fall of Money Manager Capitalism: A Minskian Approach,” Cambridge Journal of Economics, Vol. 33, No. 4 (July) 2009
               
              “Minsky, the Global Financial Crisis, and the Prospects before Us,” Development, Vol. 52, No. 3 (September) 2009
               
              “An Alternative View of Finance, Saving, Deficits, and Liquidity,” International Journal of Political Economy, Vol. 38, No. 4 (Winter 2009–10)
               
              “Alternative Approaches to Money,” Theoretical Inquiries in Law, Vol. 11, No. 1 (January) 2010
               
              “Minsky, the global money-manager crisis, and the return of big government”, in Macroeconomic Theory and its Failings: alternative perspectives on the global financial crisis, edited by Steven Kates, Edward Elgar 2010.
               
              Review Article: “This Time is Different: Eight Centuries of Financial Folly”, Challenge, Jan-Feb Vol 54, no 1, 2011, pp. 113-120 (co-authored with Yeva Nersisyan).
               
              “Money manager capitalism and the global financial crisis”, Soundings: a journal of politics and culture, issue 45, pp 76-88.
               
              “Finansiell Instabilitet”, SocialistiskDebatt, No 4/08 p. 13-19.
               
              “The global financial crisis and the shift to shadow banking” (co-authored with Yeva Nersisyan), Intervention: European Journal of Economics and Economic Policies, vol 7 no 2, 2010, pp 377-400. Republished by K Suguna Nagaraj, Publications Department, Institute of Public Enterprise, Osmania University Campus, Hyderabad, Andhra Pradesh, India, in a forthcoming book on the global financial crisis.
               
              “La crisi financier actual y sus secuelas” Rojo-Amate: Revista de politica, economia y cultura (Mexico City), August 2010.
               
              “Ανταγωνιστικότητα με εργασιακό Μεσαίωνα: «Η Ελλάδα έχει ξεκινήσει μια κούρσα προς τα κάτω” article in ENET Ελευθεροτυπία 14 august 2010 . http://www.enet.gr/?i=issue.el.home&date=14/08/2010&id=192887
               
              “The Development and Reform of the Modern International Financial System”, in Post Keynesian Foundations in the Analysis of International Economics, edited by Johan Deprez and John Harvey, Routledge, 1999, pp. 171-200
               
              “Money, Credit and Finance”, in Encyclopedia of Political Economy, edited by Phillip O’Hara, Routledge, 2000
               
              “Monetary Theory of Production”, with Johan Deprez, in Encyclopedia of Political Economy, edited by Phillip O’Hara, Routledge, 2000
               
              “Financial Instability”, in An Encyclopedia of Macroeconomics, edited by Howard Vane and Brian Snowdon, Edward Elgar publishing, 2003.
               
              “Functional Finance and US Government Budget Surpluses in the New Millennium”, in Reinventing Functional Finance: Transformational Growth and Full Employment, edited by Edward Nell and Mat Forstater, Edward Elgar, Cheltenham, UK, 2003
               
              “What a long, strange trip it’s been: can we muddle through without fiscal policy?”, co-authored with Stephanie Kelton, in Post-Keynesian Principles of Economic Policy, edited by Claude Gnos and Louis-Phillippe Rochon, Edward Elgar, 2006, pp. 101-119.
               
              “The Continuing Legacy of John Maynard Keynes”, in Keynes for the twenty-first century: The Continuing Relevance of The General Theory, Edited by Mathew Forstater and L. Randall Wray, Palgrave, April 2008.
               
              “Lessons from the Subprime Meltdown,” in N. B. Rapoport, J. D. Van Niel, and B. G. Dharan, eds., Enron and other Corporate Fiascos: The Corporate Scandal Reader, 2nd ed., Foundation Press, 2009
               
              “Money Manager Capitalism and the Global financial Collapse,” in E. Hein, T. Niechoj, and E. Stockhammer, eds., Macroeconomic Policies on Shaky Foundations: Whither Mainstream Economics? Metropolis-Verlag, 2009
               
              “Minsky, the global money-manager crisis, and the return of big government”, in Macroeconomic Theory and its Failings: alternative perspectives on the global financial crisis, edited by Steven Kates, Edward Elgar 2010.
               
              “Transformation of the financial system: Financialisation, concentration and the shift to shadow banking” (co-authored with Yeva Nersisyan) in Minsky, Crisis and Development, edited by Daniela Tavasci and Jan Toporowski, Palgrave Macmillan, 2010, 32-49.
               
              “Keynes’s approach to money: what can be recovered?” in Keynes’s General Theory after Seventy Years, ediged by Robert Dimand, Robert Mundell, and Alessandro Vercelli, Palgrave Macmillan 2010 pp. 222-240.
               
              “Macroeconomics Meets Hyman P. Minsky: The Financial Theory of Investment” (with É. Tymoigne), in G. Fontana and M. Setterfield, eds., Macroeconomic theory and Macroeconomic Pedagogy, Palgrave Macmillan, 2009; second edition paper 2010.
               
              “Excessive Bank Lending in China: a modern money perspective” (co-authored with Xinhua Liu), forthcoming in International Journal of Political Economy, 2011.
               
              Forthcoming (2011):
               
              Forthcoming: “The financial crisis viewed through the theory of social costs”, contribution to The Social Costs as Cause and Effects of Contemporary Crises edited by Wolfram Elsner, Routledge.
               
              Forthcoming: “Minsky’s money manager capitalism and the global financial crisis” in an Italian-edited volume.
               
              Forthcoming: “A Minskian road to financial reform”, in a volume edited by Martin Wolfson and Gerald Epstein.
               
              Forthcoming: “The dismal state of macroeconomics”, in a volume edited by John Davis.
               
              Forthcoming: “Minsky’s money manager capitalism: Assessment and reform”, in a volume edited by Steven Fazzari and Mark Setterfield.
               
              Forthcoming: “Money in Finance”, for an encyclopedia.
               
              Forthcoming: “Money”, in a volume edited by Geoffrey Harcourt and Peter Kriesler.
               
              Forthcoming: “Financial Keynesianism and market instability”, in a volume edited by Cristina Marcuzzo.
               
              Forthcoming: “Does Excessive Sovereign Debt Really Hurt Growth?” (co-authored with Yeva Nersisyan) in French language.
               
              Forthcoming: “Money”, for a volume edited by John King.
               
              Forthcoming: “Minsky Crisis” for a Palgrave Macmillan reference volume.
               
              Forthcoming: “What should the financial system do?”, for a volume edited by Steve Kates.
               
              Forthcoming: “Keynes’s approach to money after 75 years: money as a monopoly”, in a volume edited by Tom Cates.
              Visualizza altro
            • Mirkuz Celii ha modificato un documento.
              Paolo Barnard aveva indicato nella zona Umbra/Toscana la zona ideale per il meeting.
              Io invece sono convinto che il posto migliore sia Roma, o comunque nei paraggi per una serie di motivi.
              Roma è facilmente (ed a prezzi anche bassi) raggiungibile via aereo. Roma è senza dubbio la città del centro Italia più collegata v...ia treno Anche via autobus il collegamento con il Lazio e le altre regioni è sicuramente migliore rispetto a Toscana o peggio ancora Umbria. Il sabato ci sono offerte trenitalia 2 biglietti al prezzo di uno, quindi anche per chi viene da Nord o Sud il prezzo diventa abbastanza accessibile sui treni frecciarossa. Il punto forse più importante è il fatto che molto probabilmente ognuno di noi ha almeno un amico/parente in una grande città come Roma e risparmiare sul costo del pernottamento non sarebbe affatto male!! Roma è comunque piena di ostelli, B&B etc. con prezzi intorno ai 15 euro a notte. Visualizza altro
              • A 7 persone piace questo elemento.
                • Fulvia Falconi quoto
                  circa un'ora fa
                • Daniele Santolamazza si farà molto probabilmente in zona toscana-umbria-emilia...dipenderà soprattutto dalle condizioni poste da coloro che ci affitteranno il centro congressi :)
                  circa un'ora fa
            • Cecilia Clementi ha aggiunto Grazia Giancaterina.
            • Federica Picknick ha aggiunto Cecilia Clementi.
            • www.youtube.com
              www.animalibera.net---- ragazzi bisogna darsi da fare... aiutiamoci a vicenda, contattiamoci per combinare qualcosa di buona
              • A Cmg Grazia piace questo elemento.
                • Maura Potì L'ho riportato proprio per rifletterci su
                  5 ore fa · 1
                • Lino Cibernetico Tufano In altro campo -diverso dal giornalismo- la scienza dice la stessa cosa detta da Barnard: un fatto non va provato sulla autorevolezza della fonte, ma dal concetto di ripetibilità a presciendere dell'osservatore.
                  2 ore fa
            • ‎[OT] Chiunque può,partecipi a questo progetto...quello che può...la ritengo una cosa incredibilmente seria e vera,mi è arrivata da coloro che gestiscono oggi l'account di Vittorio Arrigoni

              http://vimeo.com/34464326
              vimeo.com
              ITALIANO "Ciao a tutti, sono Fulvio Renzi, curatore del progetto "Restiamo Umani - The Reading Movie", la lettura dei capitoli del libro di Vittorio Arrigoni "Gaza Restiamo Umani". Lo scorso 27 dicembre a tre anni dall'inizio dell'offensiva "Piombo...
              · 2 ore fa nei pressi di Tivoli
              • A 6 persone piace questo elemento.
                • Sandro Bisi Grande Vittorio, esempio di umanita e coraggio, resterà sempre nei nostri cuori!!
                  2 ore fa · 2
            • http://www.libreidee.org/2011/12/fuga-dalleuro-vigilia-di-panico-leurozona-sta-per-saltare/
              www.libreidee.org
              Fuga dall'euro, le maxi-banche si preparano al ritorno alle monete precedenti mentre volano i titoli inglesi, garantiti dalla sterlina