NICOLÒ
GIUSEPPE BELLIA
L’ANTROPOCRAZIA
Per correggere
la Democrazia
Edizioni
Bellia
1992 – 1997
SOMMARIO
LA
NEOSOCIETÀ_________
Il Reddito di Cittadinanza_________
Il Denaro Datato___
La Fiscalità Monetaria
I PREZZI E IL LAVORO UMANO___
LA VITA ECONOMICA E LA
FISCALITÀ
L'ESSERE UMANO E IL MERCATO
CARATTERISTICHE DELLA
NEOSOCIETÀ________
PER ELIMINARE L'INFLAZIONE_______
UNA CONCEZIONE
ANTROPOCRATICA__
Le basi di una Filosofia
Sociale__
La Coscienza
Individuale e la Realtà________
L'ESSERE UMANO FONTE DI
OGNI POTERE: CAPISALDI COSTITUZIONALI DEMOCRATICI_______
Il Potere Economico________
Il Potere Giuridico
Il Potere Culturale
UNA CONCEZIONE
ANTROPOCRATICA__
La Coscienza
Individuale e la Vita Sociale__
NON PROTESTE MA PROPOSTE_________
LE ESIGENZE SOCIALI DEGLI
ESSERI UMANI___
LA DEMOCRAZIA E
L'ANTROPOCRAZIA__
ANTROPOCRAZIA E FALLIMENTO
DELLA DEMOCRAZIA________
PUNTI DI VISTA
ANTROPOCRATICI___
DEPRESSIONE PSICHICA E
LAVORO
DALLA DEMOCRAZIA
ALL'ANTROPOCRAZIA
RIFLESSIONI SUL DENARO_
PER SANARE LE SOCIETÀ
ODIERNE_
Punti di vista pratici________
Istituzione della
Datazione Monetaria________
Istituzione della
Fiscalità Monetaria________
Istituzione del Reddito
di Cittadinanza________
Abrogazione di tutte le
Leggi di Regolazione e Governo dell’Economia______
Il Giubileo Sociale__
LA QUESTIONE SOCIALE_
Il Cittadino________
L’istituto Centrale di
Emissione________
Le Banche________
Il Reddito di
Cittadinanza________
La Fiscalità Monetaria________
Il Libero Mercato_
L’Organizzazione
Statale________
Il Problema Culturale
STATALISMO E ANTROPISMO________
Felicità individuale e
universale________
Osservazioni Animiche________
VECCHIA E NUOVA LOGICA
FISCALE_
FISCALITÀ PER LE MODERNE
SOCIETÀ_
VANTAGGI ED ONERI DEL
DENARO NEL LIBERO MERCATO
L'attuale Fiscalità'
causa della Guerra di Tutti Contro Tutti____
I disastri ecologici_
PER USCIRE DAL CAOS SOCIALE
ITALIANO
FILOSOFIA DELLA FISCALITÀ
MONETARIA________
LE RAGIONI DELLA FISCALITÀ
MONETARIA________
IL DENARO_________
RICCHEZZA E VITA SOCIALE_
Il Dovere Fiscale del
Denaro__
CRESCITA INDIVIDUALE NELLA
LIBERTÀ_
Gioia e dolore
nell'attività economica________
LA VIA D'USCITA DAL
PRESENTE CAOS____
LIBERO MERCATO, FISCALITÀ
MONETARIA E SOLIDARIETÀ________
ASSIOMI E POSTULATI SOCIALI_
SPECIALIZZAZIONI UMANE NEL
LIBERO MERCATO
Valutazioni del Libero
Mercato da parte delle varie Categorie Economiche________
Il Problema di una
Moderna Fiscalità
compatibile
con il Libero Mercato_
Il Metodo del Prelievo
Fiscale__
La Solidarietà Sociale__
Conclusioni________
Appendice 1: APPUNTI
BIOGRAFICI_________
Appendice 2 : LA FORMULA DI
NICOLÒ_________
FAMIGLIA CRISTIANA del
25 Dicembre 1996____
Ladispoli 25 Gennaio 1992
Ciò che
principalmente caratterizza la Neosocietà,
rispetto alle attuali organizzazioni sociali è:
- il Reddito di Cittadinanza.
- il Denaro datato.
- La fiscalità monetaria.
Il Reddito di Cittadinanza ( unico mezzo
per realizzare una vera Solidarietà sociale ) consiste nella disponibilità, per
ciascun componente sociale, in un conto Bancario individuale, di una quota monetaria mensile, sufficiente ad
assicurarne, in ogni condizione, il dignitoso mantenimento in vita.
Tali accrediti
avranno la contropartita contabile, in dare,
in conti generali, facenti capo all'Istituto Centrale Di Emissione Monetaria.
Il
corrispondente avere di tale conto,
viene creato, mediante la decurtazione mensile, ad un tasso prestabilito,
dell'intera Massa Monetaria esistente.
A tal fine il
Denaro dovrà essere datato.
Ogni
disponibilità monetaria, in qualunque modo posseduta, sarà caratterizzata,
oltre che dalla propria entità, anche dalla datazione.
Con ciò sarà
possibile assoggettare l'intera massa del Denaro, a quella che si è chiamata fiscalità monetaria.
L'attuale
fiscalità, con la sua incidenza sempre crescente, a seguito delle esigenze
solidaristiche degli attuali contesti sociali, viene scaricata integralmente
sui costi di produzione e sui Prezzi di vendita, con la conseguenza di generare
quella che si chiama inflazione.
L’inflazione,
a sua volta, genera la necessità degli aggiornamenti salariali che, a loro
volta, vanno a scaricarsi sui costi di produzione, con ulteriore aggravio dei
processi inflazionistici.
Il continuo
inseguimento circolare tra salari e Prezzi e le assurde politiche monetarie di
contenimento dell’inflazione, portano le economie moderne verso quelle che si
chiamano recessioni.
La conseguente
disoccupazione porta i Governi verso misure economiche di sostegno sociale, con
il conseguente aumento delle esigenze fiscali, che vanno ulteriormente a
incrementare i costi di produzione e quindi l’inflazione.
Con ciò i
Cittadini si vedono assoggettati non solo ad un continuo incremento dei gravami
fiscali diretti ed indiretti, ma anche ad un ulteriore enorme tributo occulto
costituito dalla continua perdita di valore delle loro disponibilità monetarie.
Ciò porta
fatalmente alla disgregazione dei tessuti sociali, con tutte le conseguenze
tragiche che la Storia registra.
L'unica via
percorribile per uscire da tali spirali disastrose è quella della fiscalità monetaria, che non incidendo
sui costi di produzione, e quindi sui Prezzi, elimina la causa prima
dell’inflazione e dei suoi effetti nefasti.
Tale nuovo
sistema fiscale, da un certo punto di vista, può considerarsi, inoltre, come un
modo per rendere socialmente feconda la precedente continua perdita di valore
del Denaro a seguito dell’inflazione selvaggia, recuperando tale valore a fini
sociali.
Il meccanismo
di tale nuova fiscalità consiste nell'assoggettare il Denaro datato, dell'intera compagine sociale ad un tasso di
decurtazione mensile, di valore non distante dai precedenti tassi
inflazionistici, per creare le contropartite automatiche per le emissioni
monetarie per i Redditi di Cittadinanza
e per le esigenze statali.
La rilevanza
di tale decurtazione sulle spese mensili correnti della popolazione è nulla giacché
essa è differita di un mese e va quindi ad operare sui residui che divengono
capitale monetario.
________________________________________________
I dettagli nonché le rilevanze sociali positive
di tale soluzione sono indicate nei due libri LA VIA D'USCITA del 1979 e LA
NEOSOCIETÀ del 1991.
Ladispoli 1° Febbraio 1992
In un Sistema
Economico operante in Libertà, i Prezzi nascono sulla base dei costi e delle
quote di utili perseguite dai Produttori dei beni.
Tali utili non
aggravano i Prezzi preesistenti in quanto le Aziende che vogliano entrare sul
Mercato debbono offrire prodotti migliori a Prezzi inferiori.
L'avviamento e
lo sviluppo dell'attività produttiva hanno la loro molla nella volontà creativa
e di partecipazione degli Esseri Umani.
Tale
creatività trova la possibilità di estrinsecarsi quando sia possibile prevedere
una corrispondente richiesta del Mercato e quando si abbia una previsione di
Prezzi inferiori a quelli correnti.
I Consumatori
accetteranno un nuovo prodotto solo se esso si dimostrerà per essi più conveniente
dei precedenti, sia sotto l'aspetto qualitativo che per il minor costo.
L’immissione
di nuovi prodotti sul Mercato si giustifica solo se portano dei vantaggi per i
Consumatori.
In un'economia
libera vi è la naturale tendenza all'abbassamento dei Prezzi in dipendenza del
continuo Progresso tecnologico.
Ciò costringe
i Produttori ad un continuo sforzo di aggiornamento per poter restare utilmente
sul Mercato.
Affinché tale
guerra dei Prezzi e della qualità, posta in essere a vantaggio degli
Acquirenti, non produca effetti di emarginazione irreversibile nei confronti di
coloro che non riescono a tenere il passo, è necessario che si sviluppi in un
sistema di Solidarietà di base.
Per ciascun
Essere Umano deve esistere sempre la possibilità di disporre dell'indispensabile
per il proprio mantenimento in vita, indipendentemente da ogni evento economico
avverso.
L'uscita dal
Mercato non deve divenire causa di annientamento della persona umana.
Ciò potrà
ottenersi solo se vi sarà l’istituzione del Reddito di Cittadinanza.
Il reperimento
del Denaro destinato a tale fine, non dovrà più avvenire a carico del settore produttivo e quindi dei
costi di produzione, con lo scatenamento dei processi inflazionistici, bensì a
carico della Massa Monetaria, mediante il meccanismo della datazione del
Denaro, per creare la contropartita per le emissioni monetarie destinate al
Reddito di Cittadinanza e alle esigenze sociali.
Il bene
supremo di ogni contesto economico è il continuo abbassamento dei Prezzi e
pertanto occorre eliminare tutto ciò che provoca dannosi aggravi dei costi di
produzione.
I vecchi
sistemi sociali sono poco attenti a tale aspetto della Vita Economica e considerano
un successo la creazione di opportunità artificiose di lavoro, in vista del
miraggio della piena occupazione.
Tutto ciò con
scarico finale sui costi e quindi sui Prezzi con lo scatenamento dei deleteri
processi inflazionistici.
La finalità dell'Essere
Umano non è quella di essere totalmente assorbito nella Vita Economica, ma
anzi, al contrario, di avere sempre più tempo disponibile per la propria
evoluzione culturale.
A questo serve
il Progresso tecnologico che con la creazione delle macchine rende possibile la
liberazione degli Esseri Umani dall'asservimento forzato alla Vita Economica.
Il lavoro
dovrà sempre più divenire mezzo di autorealizzazione e non impellente necessità
per sopravvivere.
La volontà
lavorativa dovrà scaturire dalle vocazioni individuali la cui coltivazione è
possibile solo se si dispone del tempo necessario alla loro maturazione.
Vivere per
lavorare e lavorare per vivere è stato un falso ideale fonte di innumerevoli
catastrofi.
Il lavoro è
fatica e dolore ed esso può essere sviluppato se nell'Essere Umano vi è una corrispondente
quantità di specifico desiderio scaturente liberamente dagli ideali della
singola Personalità.
Solo il calore
degli ideali coltivati dai cuori umani può fare da compenso al dolore che inevitabilmente
ogni lavoro comporta.
Chi si illude
di poter lenire il dolore umano, scaturente dall'attività lavorativa, con
compensi di natura economica, commette un grossolano errore.
Il dolore si
compensa con la gioia e la gioia può scaturire solo dagli ideali coltivati dai
cuori umani.
La Libertà è
l'ingrediente essenziale per la nascita degli ideali.
Se chi si
accinge a lavorare partecipa alle idealità che sottostanno a ciascuna attività
produttiva, contratterà i compensi con altro spirito rispetto a chi lavora solo
per far fronte ai propri bisogni di sopravvivenza.
Ciò si
rifletterà positivamente sui costi e quindi sui Prezzi, con beneficio di ogni
singolo componente della comunità e quindi anche del singolo lavoratore.
Per avviarsi su tale strada due sono i ponti
indispensabili, il Reddito di Cittadinanza e la fiscalità monetaria basata sul
meccanismo del Denaro datato.
Tali ponti
permetteranno di scavalcare gli abissi che hanno terrorizzato le precedenti
generazioni.
Ladispoli 2
Febbraio 1992
La catena
della vita inizia dall’assimilazione dei minerali da parte delle piante.
Gli animali si
nutrono delle piante e dei minerali.
Gli Esseri
Umani si nutrono degli animali, delle piante e dei minerali.
Le piante
esplicano la loro attività vitale elaborando quanto ricavano dal regno minerale.
Gli animali
aggiungono all'attività vitale il desiderio.
Gli Esseri
Umani all'attività vitale e al desiderio aggiungono la fantasia.
Salendo dal
regno minerale a quello umano si nota un cammino verso l'indipendenza.
Le piante
restano fisse al suolo, gli animali si muovono per la ricerca del cibo e dei
ripari, gli Esseri Umani elaborano le loro percezioni e prendono delle
decisioni sulla base dei propri pensieri.
Ciò che
caratterizza il lavoro umano, rispetto a quello dei regni inferiori, è la
possibilità di azioni basate sui contenuti interiori della coscienza, elaborati
in autonomia dalle immediate costrizioni derivanti dai bisogni vitali.
Il complesso
delle elaborazioni interiori delle coscienze umane si chiama Cultura personale.
L'Essere Umano
aggiunge alle realtà naturali il frutto della propria Cultura ed interviene sui
regni inferiori per utilizzarli coscientemente per i propri fini.
Le azioni
basate su motivazioni culturali costituiscono il lavoro umano.
Inizialmente
tale lavoro è indirizzato al procacciamento di quanto necessario alla propria
vita materiale e successivamente si specializza sempre più per creare beni da
scambiare con i propri simili.
Con ciò ha
inizio la Vita Economica caratterizzata dal Mercato in cui si realizza lo
scambio dei prodotti individuali.
Per facilitare
tale scambio viene inventato il Denaro che permette di differire gli scambi
reali.
Contestualmente
al Denaro nasce il concetto di Prezzo.
La valutazione
dei Prezzi tra i soggetti degli scambi porta al loro assestamento su livelli di
reciproca convenienza.
La convenienza
rende possibile la prosecuzione degli scambi.
Il Singolo
troverà conveniente produrre e scambiare un proprio prodotto con un altro a condizione
che esso gli appaia più conveniente rispetto a quanto gli costerebbe, in tempo
e fatica, per produrlo direttamente.
La Vita
Economica può essere caratterizzata come la continua offerta e ricerca di convenienze.
Ciascuno si
orienterà verso quelle produzioni che gli risultano più congeniali e troverà vantaggioso
scambiarle con altre, la cui produzione gli risulterebbe più difficile.
Il bisogno di
conservare quanto acquisito con il lavoro e con gli scambi ha portato alle organizzazioni
giuridiche, volte alla difesa dei diritti acquisiti.
Il costo delle
organizzazioni giuridiche ha portato all'esigenza della fiscalità per il reperimento
delle relative risorse.
I criteri
delle azioni fiscali si sono evoluti verso forme che, nelle intenzioni,
dovevano ripartire equamente, tra i componenti sociali, gli oneri delle strutture
giuridiche.
Inizialmente
alla struttura economica veniva chiesta una quota percentuale delle produzioni
e successivamente ci si è orientati verso il prelevamento di una quota dei
margini di utili che i Produttori di beni conseguivano con la propria attività.
A questo
scopo, nelle organizzazioni sociali moderne, si è imposto quella che viene
chiamata denunzia dei redditi, per il
prelevamento fiscale.
Con
l'allargamento delle finalità delle organizzazioni giuridiche verso obiettivi
di Solidarietà sociale è cresciuto, in proporzione, l'onere fiscale,
costringendo i Produttori a tenere conto, nei loro calcoli per la formazione
dei Prezzi.
Ciò ha portato
a quella che viene chiamata inflazione che, a sua volta, ha innescato un altro
processo sociale, costituito dall'esigenza dei continui aggiornamenti salariali,
per adeguare i redditi da lavoro ai costi crescenti dei beni.
Tali
incrementi, a loro volta, scaricandosi sui costi di produzione, divengono causa
di ulteriori elementi di inflazione.
Ciò, con il
tempo, porta alla disgregazione delle strutture sociali, a seguito delle stagnazioni
produttive conseguenti all'eccesso di inflazione.
Per uscire da
tali spirali patologiche è necessario riesaminare la logica sociale, per
trovare delle forme fiscali che non divengano necrotiche per la Vita Economica
e quindi per la sopravvivenza dei Cittadini.
Occorre che
gli oneri fiscali non si scarichino sui costi e quindi sui Prezzi.
Ciò è
possibile solo se si trasferisce il prelievo, dalla produzione, alla Massa
Monetaria presente nella struttura sociale.
Ciò oltretutto
è corrispondente alle finalità originali delle organizzazioni statali in quanto
è la disponibilità monetaria che in concreto rappresenta il ricavo reale
dell'attività economica.
Il
trasferimento degli oneri fiscali, dalla produzione al Capitale, elimina la
causa prima dell’inflazione e consente l'utilizzo dei ricavi in eccesso e non
di quelli che si hanno nel corso dello sviluppo produttivo, che in gran parte
sono destinati a rimborsare gli oneri sostenuti per porli in essere.
Per realizzare
questo obiettivo non vi è altro modo possibile che quello del meccanismo della datazione della moneta e del suo assoggettamento
ad una decurtazione percentuale periodica,
per la creazione delle contropartite necessarie per le emissioni monetarie, a
fini fiscali.
Ladispoli 8
Febbraio 1992
L'Essere Umano
ha la capacità di mettere in rapporto le percezioni
con i corrispondenti concetti,
creando le rappresentazioni che
divengono patrimonio della coscienza individuale.
Ha anche la
capacità di collegare le proprie rappresentazioni secondo nessi derivanti da valutazioni
interiori.
Tale capacità
si chiama fantasia.
Le
elaborazioni della fantasia possono stimolare il desiderio della loro realizzazione.
Se ciò accade
l'Essere Umano tenderà a procurarsi i materiali e gli oggetti idonei a consentirgli
la realizzazione del prodotto della propria fantasia.
Se tale
prodotto è desiderato da altri e l'individuo ha interesse a soddisfare tale
desiderio, egli potrà decidersi a produrlo ripetutamente.
Tale azione
ripetitiva su precedenti modelli operativi si chiama lavoro.
Lo scambio dei
prodotti del lavoro dà inizio al Mercato prima con il baratto e poi in forme
sempre più complesse.
Con
l'introduzione del Denaro e dei Prezzi
lo scambio diviene indiretto.
Il Denaro è
una astrazione che acquista concretezza attraverso la fiducia che gli individui
decidono di porre in esso.
L'Essere Umano
è sommamente interessato a che le emissioni monetarie siano rispettose di
precise regole per non trovarsi a scambiare beni, prodotti con fatica, con
Denaro truffaldino.
Se ci si
trovasse nella condizione di dover creare un Sistema Economico ex novo l'unico
modo accettabile di creare il Denaro sarebbe quello di stabilire un capitale
monetario pro capite e di distribuirlo in eguale misura tra tutti gli Esseri
Umani facenti parte della comunità sociale.
Con lo svilupparsi dell'attività economica,
data la diversità delle capacità individuali, fatalmente il Denaro finirebbe
nelle mani dei più capaci.
A questo punto
nascerebbe il problema della Solidarietà sociale giacché non sarebbe accettabile
un sistema che emarginasse i deboli e gli incapaci.
Per risolvere
tale problema non vi sarebbe altro modo che quello di stabilire la fornitura periodica,
a tutti i componenti sociali, di una quota monetaria per il mantenimento in
vita degli stessi.
In modo
analogo si potrebbe procedere per le esigenze monetarie delle strutture di
pubblica utilità.
Con ciò si
verrebbe a creare una crescita illimitata della Massa Monetaria.
Ciò turberebbe
l'equilibrio tra la Massa Monetaria e i beni del Mercato.
Per evitare
ciò non vi sarebbe altro modo che quello di datare tutto il Denaro emesso e di
deciderne il deperimento percentuale periodico al fine di creare la stabilizzazione
della Massa Monetaria su un livello fisiologicamente accettabile dalla dinamica
economica generale.
Ladispoli 15
Febbraio 1992
Ogni
Cittadino, dalla nascita alla morte, riceve un accredito mensile di
sussistenza, chiamato Reddito di Cittadinanza, in un conto Bancario personale.
I conti dei
minori e degli inabili sono disponibili per i tutori, genitori o facenti veci.
L'iniziativa
economica è totalmente libera e le contrattazioni non sono soggette ad alcuna
formalità.
L'organizzazione
giuridica impone ai contraenti il rispetto degli accordi non in contrasto con
Codici.
Gli addetti
alla Struttura Giuridica contrattano individualmente i compensi per le loro
prestazioni con i responsabili dei vari dipartimenti.
Tali responsabili si
regolano in base ai poteri e ai compiti loro conferiti dalle Leggi, in accordo
con l'Organo di Rappresentanza della Vita Economica.
La rispondenza
dei comportamenti dei vari dipartimenti, in rapporto alle finalità loro assegnate,
è controllata da organi di sorveglianza di provenienza elettiva.
Il Denaro
datato, per il Reddito di Cittadinanza e quello per gli addetti alla Struttura
Giuridica. viene emesso dalla Banca degli italiani.
La contropartita
di tali emissioni è costituita dalla decurtazione monetaria mensile del valore
del Denaro datato, presente nella compagine sociale, in base al tasso di deperimento,
stabilito dalla rappresentanza della struttura economica e dalla Assemblea Giuridica.
La
determinazione di tale tasso, nonché dell'ammontare del Reddito di Cittadinanza
mensile, sono stabiliti annualmente in funzione delle risultanze dei conti con
l'estero.
La scuola è
privata e i relativi compensi sono stabiliti nelle corrispondenti contrattazioni
individuali.
La scelta dei
piani di studio ricade sui singoli soggetti interessati, nell'ambito delle
norme di legge generali vigenti in tale materia.
La proprietà è
esclusivamente privata e i beni di uso comune sono amministrati da consorzi privati,
sulla base di normative generali.
Le prestazioni
della Struttura Giuridica sono gratuite in quanto miranti al mantenimento della
tutela dei diritti.
Le sanzioni
giuridiche mirano essenzialmente alla imposizione ai trasgressori della ristorazione
dei diritti violati, e, comunque, al risarcimento economico dei danneggiati, e,
in alternativa o ad integrazione, a carico della collettività, con emissioni
monetarie corrispondenti.
Lo scopo deve
essere quello di risarcire e non quello di punire e l'onere coattivo del risarcimento
deve essere considerato sufficiente elemento per il ravvedimento dei rei.
Le devianze
patologiche dovranno essere trattate, a carico della collettività, nell'ambito
di strutture mediche, per i tentativi di recupero.
Ladispoli 16
Febbraio 1992
La
caratteristica naturale del libero Mercato è la tendenza alla continua
diminuzione dei Prezzi, per effetto delle razionalizzazioni produttive, da un
lato, e dall'ingresso sul Mercato di nuove Aziende, che possono trovare spazio
solo a condizione di offrire Prezzi minori.
La presenza
dell'inflazione dimostra l'esistenza di incidenze estranee al settore economico.
In un Mercato,
in condizione di stabilità dei costi di base, e quindi dei Prezzi, se vengono
artificialmente introdotti degli aggravi sui costi, si avviano spinte
inflazionistiche che, dopo aver superato gli effetti della naturale tendenza
alla diminuzione dei Prezzi, vanno a determinare aumenti e quindi inflazione.
L'adeguamento
dei redditi, destinati alla sussistenza dei Cittadini, alle maggiorazioni dei
Prezzi, provoca un conseguente aggravio sui costi di Produzione e quindi sui
Prezzi, con alimentazione della spirale inflazionistica da un lato e della
conflittualità salariale dall'altro.
Ciò porta ineluttabilmente
all'impoverimento generale, a seguito anche degli interventi fiscali, sulle
Aziende, volti a creare artificiali situazioni di Solidarietà sociale, con
ulteriori spinte inflazionistiche.
Superato un
certo livello di sopportabilità, inizia la disincentivazione produttiva, i cui
effetti si manifestano come disoccupazione e come passività nei conti con
l'estero.
Il ricorso,
per fini di Solidarietà sociale, all'indebitamento oneroso dello Stato nei
confronti del Mercato del risparmio, non fa che spostare la conclusione nefasta
del dissolvimento sociale.
Per arrestare
tale marcia verso l'abisso non vi è altro mezzo che quello dello spostamento
del prelievo fiscale, dalla sfera produttiva a quella monetaria.
Ciò può
ottenersi con la datazione del Denaro e con la sua decurtazione mensile, a
tasso programmato, per creare la contropartita per emissioni monetarie a fini
di Solidarietà sociale e per le esigenze di spesa della strutture pubbliche.
La sterilità,
a breve termine, del ricorso dello Stato all'indebitamento monetario, nei
confronti dei Prezzi, ha indotto vari Governi, ad un certo punto, a preferire
tale strada rispetto a quella fiscale.
L'ulteriore
passo, nella via della eliminazione dell'inflazione dai mercati, è costituito
dal totale spostamento della fiscalità sul settore monetario.
Ciò non fa
altro che recuperare, le perdite di valore della Massa Monetaria per inflazione,
a fini sociali, senza aggravio per tale settore rispetto al passato.
Se nel Denaro
si vede il frutto di ricavi provenienti dal passato, il suo assoggettamento a
fini di Solidarietà e sicurezza sociale, appare eticamente corretto, giacché la
contribuzione deriva da chi, possedendo del Denaro, dimostra in concreto di
aver tratto vantaggio dalla vita sociale.
L'obiezione
che parte di tale Denaro può costituire l'unica fonte di sicurezza per le
prospettive di indigenza del futuro, cade di fronte alla possibilità di
assicurare a tutti il Reddito di Cittadinanza, con emissioni in contropartita
delle decurtazioni del Denaro datato.
Ladispoli 7
Marzo 1992
La filosofia sociale più avanzata
è pervenuta all'affermazione che l'Essere Umano è da considerare come il fine
di ogni struttura sociale e come la fonte di ogni forma di sovranità.
Tale concezione viene chiamata
democratica ma sarebbe più appropriato chiamarla "antropocratica".
Chi, in tale campo, voglia
passare dalla teoria alla pratica ha l'obbligo di esplicitare la propria
concezione dell'Essere Umano, alla quale rapportare ogni giudizio in merito
alle strutture sociali, da considerare al suo servizio.
La facoltà umana che consente la
Conoscenza è il pensiero, applicato alle percezioni.
L'unione della percezione e del
corrispondente concetto forma la rappresentazione.
Il complesso delle
rappresentazioni, conquistate con l'attività pensante, costituisce il contenuto
della coscienza individuale.
La vita cosciente dell'Essere
Umano consiste nell'interazione tra la propria coscienza e le percezioni, sia
di natura sensibile che di natura intuitiva, cioè tra le sensazioni e le
intuizioni.
La prima reazione del soggetto,
alle sensazioni e alle intuizioni, è costituita dal sentimento.
La reazione sentimentale viene
superata mediante il lavoro del pensiero, che unisce la percezione del
sentimento con il relativo concetto, conquistato per via intuitiva, con la
formazione della rappresentazione, che diviene patrimonio permanente della
coscienza individuale.
Il fatto che la coscienza
individuale si manifesti nel corpo, che oltre che della capacità di fornire
percezioni con i propri organi di senso, è dotato della capacità di movimento e
quindi di azione, fa si che l'Essere Umano possa agire sulla realtà esteriore,
per modificarla anche in conformità alle risultanze della propria coscienza
individuale.
Se una determinata percezione
provoca nella coscienza un sentimento di gioia o di dolore, l'individuo, dopo
avere scoperto per mezzo del pensiero le ragioni di tali sentimenti, sarà
indotto ad agire sulla fonte della percezione per accrescere o per combattere
le situazioni esterne che gli hanno generato i due tipi di sentimenti.
La capacità di determinarsi a
tali azioni si chiama volontà e la sua fonte va ricercata nella esuberanza
dell'organismo fisico.
Lo sforzo, messo in atto in tali
azioni, costituendo anch'esso percezione del soggetto, assieme al concetto che
lo ha determinato, diviene rappresentazione e come tale entra nella coscienza
individuale come suo patrimonio.
In tal modo la volontà, dalla
natura corporea, entra nella realtà della coscienza individuale, conferendo ad
essa la capacità di generare azioni, non soltanto a seguito di stimolazioni
percettive e sentimentali, ma anche a seguito di intuizioni.
La capacità di agire sotto
l'azione di motivi intuitivi costituisce quella che viene chiamata creatività.
Quanto precede costituisce la
descrizione delle manifestazioni essenziali della vita individuale, nel loro
aspetto archetipico, quali risultano, da un lato, dall'osservazione della vita
umana e, dall'altro, dalla riflessione pensante su tali manifestazioni.
Chi voglia approfondire l'iter di
pensiero che porta a tale concezione dell'Essere Umano, troverà ne "La
filosofia della Libertà" di Rudolf Steiner, una completa trattazione
filosofica di tali argomenti.
Ladispoli 17
Marzo 1992
L'Essere Umano è la fonte ed il
regolatore dei 3 Poteri:
Economico.
Giuridico.
Culturale.
Il Potere economico nasce dall'attribuzione di valore, da
parte dei Cittadini, al Denaro.
La corretta
provenienza del Denaro posseduto deriva dai ricavi conseguiti nelle libere contrattazioni.
Tale
provenienza attribuisce ai possessori il pieno potere sul Denaro posseduto.
Ogni pagamento
potrà derivare dalle scelte di convenienza individuali o dal mantenimento di
liberi impegni contrattuali.
Viene
conferito dai Cittadini attraverso le scelte elettorali, in vista dei servizi
giuridici necessari per il pieno godimento dei diritti individuali.
Le
determinazione dei gestori di tale potere non potranno mai limitare i diritti
dei Cittadini.
La periodicità
delle elezioni rende formativo della Struttura Giuridica il giudizio dei
Cittadini sul lavoro degli eletti.
L'informazione
è l'espressione del potere culturale.
Il corretto
supporto economico del settore dell'informazione può scaturire solo dal gradimento
dei destinatari, espresso con il libero acquisto dei servizi offerti.
Ladispoli 18
Marzo 1992
Ciò che
caratterizza, in generale, la vita dell'Essere Umano è il continuo sviluppo
della propria Cultura individuale, con il lavoro di pensiero applicato alle
percezioni sensibili e a quelle psicologiche.
Tale lavoro
porta continua luce nella Coscienza e pone le basi per i giudizi e per i
comportamenti individuali.
Avanzando su
tale cammino l'Essere Umano sempre più si rende conto che la possibilità di
potere portare completezza e armonia nella propria vita cosciente, diviene la
propria esigenza primaria.
Tutti i
fattori della realtà, compresa la vita sociale, verranno valutati alla luce di
tale esigenza.
La realtà
sociale sarà tanto più apprezzata quanto più metterà l'individuo in condizione
di poter svolgere in Libertà il proprio lavoro di crescita interiore.
Chiunque
voglia operare in campo sociale dovrà tenere conto di tale realtà umana, se non
vuole vedere fallire i propri sforzi in tale direzione.
Ogni forma di
coercizione, in contrasto con tale anelito evolutivo, è destinata ad essere annientata.
La Storia è la
dimostrazione a posteriori di tale assioma.
Si potrà
lavorare correttamente in campo sociale solo se si è preso coscienza di quanto
sopra accennato.
In passato, in
tale campo, si è operato in base a istinti, ma ciò non sarà più possibile in
futuro giacché il rafforzamento delle coscienze individuali imporrà sempre più
il peso del proprio giudizio.
Ogni progetto
sociale resisterà alla critica degli Esseri Umani solo se sarà rispettoso delle
loro esigenze interiori.
L'Essere Umano
anela con tutte le proprie forze ad una organizzazione sociale di servizio e
non di potere, in cui ciascuno possa equilibrare in Libertà l'entità degli
sforzi personali in vista di finalità soggettive di armonico sviluppo della
propria Personalità.
Ogni
coercizione esterna della libera volontà individuale dovrà divenire impossibile
e ove si manifesti dovrà trovare le barriere che la Civiltà giuridica avrà
saputo creare a tale scopo.
Ogni vocazione
alla sopraffazione, fonte di ogni comportamento delinquenziale, sarà da
considerare come un illecito residuo di epoche tramontate, da rendere sterile
con i provvedimenti giuridici in gran parte già previsti ed in parte ancora da
formulare, in base all'evoluzione della scienza giuridica.
Le
organizzazioni sociali del futuro riusciranno ad avere ragione della
delinquenza solo se elimineranno dal proprio interno ogni tendenza autoritaria
la cui fonte psicologica è la stessa di quella che induce a delinquere.
Ciò porterà
sempre più verso organizzazioni statali limitate e concentrate solo per la
difesa dei legittimi diritti individuali, contro ogni forma di violenza e di
sopraffazione.
Il fallimento
degli Stati tutto-fare ammaestrerà verso la loro limitazione alla sfera giuridica,
a tutela dei legittimi interessi della sfera privata che si esplicheranno nella
Vita Economica da un lato e in quella culturale dall'altro.
Il cammino in
tale direzione sarà favorito solo se si riuscirà a trovare dei meccanismi di
selezione, per gli addetti alle funzioni giuridiche, capaci di far prevalere la
valutazione delle vocazioni specifiche rispetto ad ogni altra istanza estranea,
nonché se sarà possibile il controllo del loro operato in base a chiari criteri
di pubblico interesse.
A tal fine
occorrerà rendere impossibile che il potere giuridico possa avere risvolti
economici per evitare il manifestarsi di possibilità di tentazioni degli
interessi personali nello svolgimento delle mansioni di pubblico servizio.
Ladispoli 15
Aprile 1992
Il disagio, le
difficoltà, le sofferenze incontrate nei tentativi di inserimenti sociali
possono portare a situazioni di scetticismo sulla validità delle strutture
contemporanee.
Quanto poi
all'aderire acriticamente a movimenti di opinione che si fanno portavoci di
critiche verso coloro che temporalmente gestiscono tali strutture, senza
prospettare concrete soluzioni alternative, va detto che è ingiustificato dal
punto di vista morale e rischioso dal punto di vista pratico, giacché non è
detto che il semplice cambio dei gestori sia di per se stesso garanzia di miglioramento.
Il panorama
dei movimenti politici e di opinione è ricco di critiche verso l'esistente e
assolutamente carente di prospettazioni organiche alternative tali da offrire
al vaglio critico dei Cittadini la possibilità di giudizi preventivi su quanto
si propone.
In altri
termini si fa appello all'emotività più che alla ragione della gente, per
carpirne il consenso al fine di investiture di potere privo di ogni
condizionamento programmatico concreto.
Tale fatto è
la causa principale delle condizioni disastrose in cui oggi si dibattono i
sistemi sociali del mondo, da un lato, e della disaffezione o disperazione
politica dall'altro.
In mancanza di
chiare proposte alternative e di analisi lucide sulle carenze presenti, gli
onesti restano impotenti, in uno stato di crescente disagio cui non riescono a
contrapporre alcun rimedio.
Chi scrive
queste note ha vissuto tale situazione nella propria gioventù e non volendo
aderire acriticamente ad alcun movimento di massa, ha dato inizio ad una
ricerca personale per conquistare i criteri necessari per la valutazione
dell'esistente e per la creazione di una propria visione sociale.
Il primo
lavoro è consistito nell'accertare quali siano le aspettative sociali legittime
di ogni Essere Umano.
Il secondo è
stato quello di valutare se la realtà sociale fosse tale da rispondere
positivamente a tali aspettative ed eventualmente quali fossero le carenze e
possibilmente determinarne le cause.
Il terzo
lavoro è consistito nella costruzione di una immagine concettuale di un modello
di società corrispondente alle aspettative umane.
Ciò è stato svolto
in un quarantennio di lavoro interiore sviluppato parallelamente ad una normale
vita individuale svoltasi all'inizio in attività subordinate e poi in attività
imprenditoriali.
L'attività
pratica ha fornito il materiale necessario a quella teorica.
Nel 1979 ho
tentato una prima sintesi in un libro intitolato LA VIA D'USCITA.
In tale opera
indicavo alcune impellenze sociali per uscire dal vicolo cieco in cui vedevo avviarsi
la società italiana nonché le altre società.
Il decennio
seguente mi è servito per confrontare le mie previsioni con gli eventi
nazionali ed internazionali, per collaudarne la validità.
In tale
periodo ho visto maturare, a livello di volontà politiche, alcune delle mie prospettazioni,
quali l'esigenza del ritorno al libero Mercato e conseguente privatizzazione
dei beni pubblici ed altre istanze presentate nel libro.
Ma il tutto
sempre in forte ritardo rispetto ai momenti in cui i provvedimenti avrebbero
potuto essere di reale beneficio.
Alcune delle
proposte da me presentate sono ancora assenti dalle visioni politiche
imperanti, anche se cominciano a far capolino nella Cultura sociale contemporanea.
Le esigenze di
una nuova impostazione della filosofia fiscale, di una reale Solidarietà
sociale, nonché di una nuova visione del Denaro, connesso alla vita sociale,
sono ancora questioni aperte.
La lunga
maturazione in solitudine meditativa della visione conquistata mi spinge ora a
tentare di presentarla in maniera organica per assolvere ad un mio dovere di
Cittadino, nel tentativo di contribuire al dibattito culturale volto al
Progresso sociale.
Con questo mio
lavoro non mi rivolgo all'emotività del lettore, ma alla sua coscienza pensante,
nella convinzione che le emozioni siano manifestazioni soggettive, rispettabili
da tale punto di vista, ma che in nulla possono contribuire nei momenti
progettuali.
Ladispoli 17
Aprile 1992
Le esigenze
sociali degli individui scaturiscono naturalmente dalle situazioni ambientali
in cui si viene inseriti con la nascita.
La prima
esigenza è quella della disponibilità di quanto necessario alla sopravvivenza
fisica.
Tale esigenza
viene soddisfatta inizialmente dalla Famiglia.
Nella
Famiglia, normalmente, l'individuo si sente protetto e sicuro di avere a disposizione
quanto necessario al proprio sviluppo.
Ciò avviene
nel regno animale e a maggior ragione si verifica tra gli Esseri Umani.
I problemi
sociali si cominciano a presentare al conseguimento della maggiore età in connessione
all'esigenza di assunzione di responsabilità dirette nella gestione della
propria vita..
È a questo
punto che si entra in contatto autonomo con l'ambiente esterno e non è irrilevante
il fatto che ci si trovi in un contesto sociale aperto ad accoglierci oppure in
uno indifferente ed impenetrabile ai nostri sforzi di inserimento.
in chi si trova in difficoltà nei tentativi
di approccio al mondo del lavoro nascono interrogativi sulla bontà delle
strutture sociali e con ciò ha inizio la nascita della problematica politica,
che fa dell'individuo un Cittadino.
In chi ha
avuto difficoltà nel proprio inserimento sociale vi sarà la tendenza ad aderire
a concezioni politiche rivoluzionarie o riformiste a seconda delle sofferenze
patite in tale sforzo.
Tale adesione
nascerà da impulsi emotivi e difficilmente potrà essere obiettiva e non contribuirà
positivamente allo sviluppo civile.
Chi in tale
campo voglia prendere posizione in base a valutazioni di pensiero si trova
posto nella necessità di svolgere un impegnativo lavoro culturale.
Se da tale
ricerca scaturisce la valutazione dell'inadeguatezza oggettiva delle strutture
sociali e della inesistenza di partiti capaci di incarnare le nostre
convinzioni sociali, si può entrare in uno stato di estremo disagio e solitudine
Ladispoli 17
Aprile 1992
Se noi vediamo
un Cittadino sviluppare una serie di considerazioni critiche nei confronti di
un partito politico, sia esso al potere oppure all'opposizione, restiamo
colpiti dalla capacità dialettica evidenziata e aspettiamo di vederci proporre
dei concreti rimedi contro i mali che di volta in volta vengono evocati, ma
invariabilmente il discorso si conclude con l'indicazione generica di un altro
partito come unico rimedio contro quanto si è lamentato.
I partiti
politici sono considerati come delle pozioni magiche, tossiche o benefiche, da
assumere o non assumere, a seconda del medico di turno che indica la cura.
Il rito
supremo della vita democratica culmina nelle votazioni in cui ogni elettore si
schiera dalla parte dell'una o dell'altra pozione, o combinazione di pozioni, a
seconda del sistema politico particolare.
Con il varo
dei governi vincenti inizia la somministrazione ai Cittadini delle purghe
previste, in attesa che siano poi gli intestini degli stessi ad emettere il
proprio verdetto che poi si esplicherà concretamente al prossimo consulto elettorale.
Quando gli
apparati digerenti restano stravolti da qualche medicina un po' troppo
lassativa, può anche accadere che si manifestino violenti moti di ripulsa o di
ribellione che detronizzano anzitempo gli apparati di potere, con delle pause
preparatorie per la successiva cura miracolosa.
Questa è la
democrazia.
La sua molla
fondamentale è costituita dalle reazioni emotive dei Cittadini ai mali sofferti
con la possibilità di rivolgersi al taumaturgo di turno che spiegherà bene perché
abbiamo sofferto questo o quel male, ma che si guarderà bene dallo spiegarci
chiaramente perché con lui le cose andrebbero in maniera diversa.
Egli infatti
non fornisce spiegazioni scientifiche, che del resto non sarebbero comprese
dalla stragrande maggioranza dei Cittadini, ma si straccia le vesti per
chiedere di essere creduto sulla parola.
La fiducia!
Ecco la parola magica della democrazia, non importa se essa sarà tradita cento
o mille volte, giacché vi sarà sempre qualcuno che raccoglierà la bandiera
sporcata e prometterà che la prossima volta non sarà così.
Chi ha
scoperto il trucco cerca di tirarsi fuori dal gioco resistendo a tutti i
tentativi di coloro che fanno appello al senso civico e ai rimorsi che
conseguiranno nella coscienza degli appartati o astenuti.
Il numero di
costoro va crescendo sempre più e lascia intravedere il nascere di un nuovo forte
raggruppamento sociale che si orienterà verso l'Antropocrazia, abbandonando
definitivamente la democrazia.
Quando si
sente dire che il toccasana per uscire dal vicolo cieco della democrazia è il
ritorno al libero Mercato, si accolta un discorso antropocratico.
Antropocrazia
vuol dire governo dell'Uomo sui sistemi ed è un ideale, presente in tutti gli Esseri
Umani, che ogni tanto affiora, ma che trova ancora impreparate le coscienze per
capirlo.
Eppure agisce
vigorosamente nelle subcoscienze e si fa strada dove può.
Il campo in
cui tale ideale ha fatto maggiore strada è quello economico.
Quando un
Consumatore acquista una qualunque merce esercita un potere antropocratico,
giacché, con la propria scelta ha premiato chi ha prodotto la merce e punisce
gli altri Produttori che non hanno avuto il proprio gradimento.
Quando uno
spettatore sceglie uno spettacolo esercita un potere antropocratico che attraverso
l'indice di ascolto o il pagamento del biglietto determina il successo dello
spettacolo scelto e l'insuccesso di quelli non preferiti.
Se tali scelte
si estendessero a tutti gli aspetti della vita sociale noi avremmo il trionfo
pieno di fatto dell'Antropocrazia.
Chi ha
successo nella Vita Economica o in quella culturale lo deve alle scelte sovrane
e antropocratiche dei Cittadini e meriterebbe un diverso rispetto da quello che
viene loro riservato dal potere politico che si ingegna continuamente a rendere
dura la vita di costoro, considerati come parassiti e non come benefattori dell'umanità.
L'ideale
antropocratico che come detto sopra urge nei subconsci della grande maggioranza
dei Cittadini, spinge inarrestabilmente verso la sua piena attuazione ed ha
sempre ragione degli ostacoli che le forze retrive gli frappongono.
Chi ha voluto
sottoporre la Vita Economica e quella culturale al dominio di quella politica
lo ha fatto sostenendo la tesi che la Libertà economica e quella culturale
costituiscono pericoli potenziali per la vita sociale giacché dall'Essere
Umano, abbandonato a se stesso, vi è ben poco di buono da attendersi.
Evidentemente
chi fa tali affermazioni, per arrogarsi il diritto di intervenire coattivamente
nella vita sociale, o non è un Essere Umano oppure appartiene ad una speciale
elite scaturita dalla massa, altrimenti non si capisce come da esseri
"cattivi" come lui possano derivare cose buone.
Il bisogno
della organizzazione giuridica scaturisce dalla possibilità di contrasti tra
gli Esseri Umani e dal bisogno di tutela da usurpazioni o danni, ma ciò non
autorizza la Struttura Giuridica a divenire fonte preventiva di paralisi per
ogni azione umana.
Il regime
delle licenze e dei permessi, in costante estensione, realizza la volontà di
predominio della Struttura Giuridica sulla vita sociale con la riduzione del
Cittadino ad un essere ibernato da rivivificare solo su richiesta, di fatto a
discrezione dei governanti che esamineranno il caso quando ne avranno il tempo.
L'Antropocrazia
chiede che tutto ciò che è proibito sia chiaramente indicato nelle leggi, facilmente
interpretabili dai Cittadini, e che l'intervento correttivo avvenga dopo che
l'infrazione si è verificata e non si pretenda di impedire la libera creatività
umana con la scusa che essa, a priori, possa uscire dai canoni consentiti.
La struttura
politica deve sempre tenere presente che il suo potere deriva dal Cittadino e
che il suo compito è quello di rendere sempre più agevole il vivere sociale,
eliminando ogni possibile impedimento al libero manifestarsi della creatività
umana.
Circa il
problema del presunto primato della politica sull'economia, occorre convincersi
che esiste un solo primato giustificato, cioè quello del libero Cittadino e che
da lui dipende il giudizio sulla giustificazione della permanenza in vita di
ogni forma di struttura sociale.
In campo
economico, quando le Aziende non corrispondono più all'interesse degli Acquirenti,
cessano istantaneamente di esistere.
Se ciò è
possibile per la Vita Economica perché non dovrebbe esserlo altrettanto per
quella giuridica?
Quando si
vedono interi sistemi sociali devastati da fenomeni aberranti quali quello
della droga e quello della delinquenza e soprattutto quando si assiste al
continuo peggioramento di tali situazioni, non dovrebbe essere automatico il
riesame di quanto avvenuto nel passato per trovare gli errori ed eliminarli?
Nessuno è
propenso a fare "mea culpa" e si attribuisce ad avversa fatalità
quanto invece ha una precisa origine in errori macroscopici a danno della
libera creatività umana.
Rispetto alla
precedente affermazione vi è una sola eccezione, quella dei sistemi comunisti
che hanno avuto il coraggio , dettato dalla disperazione, di autodistruggersi
per ricominciare tutto da capo.
I sistemi
occidentali vogliono anch'essi trovarsi di fronte a situazioni altrettanto tragiche?
Non a caso nei
paesi ex comunisti si è guardato al libero Mercato come al mezzo per ritornare
ad un vivere normale.
I paesi
occidentali vogliono farsi superare nella battaglia della Libertà, e
soprattutto vogliono farsi costringere dalla tragica forza delle cose?
Ormai gli
ideali antropocratici non daranno più tregua a nessuno e chi si illude di poter
continuare nei vecchi giochi di potere avrà dei ben tristi risvegli.
Tali ideali
sono quello della Libertà, della Solidarietà e della Giustizia.
Per il futuro
non sarà più permesso che uno solo di tali ideali sovrasti gli altri soffocandoli;
essi dovranno realizzarsi tutti contemporaneamente ed in reciproca armonia ed
equilibrio.
Questa è la
sfida del prossimo futuro e chi non sarà alla sua altezza sarà inesorabilmente
travolto.
Chi è ancora
abbarbicato a vecchi schemi ideologici non riuscirà mai a concepire come possa
avvenire la libera coniugazione della Libertà con la Solidarietà e ciò perché a
costoro non passa lontanamente per la mente che il moderno Progresso civile
rende possibili e necessarie soluzioni impensabili in passato.
Chi è abituato
a non pensare ma a camminare sui binari della miope routine rimane terrorizzato
quando si presentano nuovi panorami di pensiero inusuali a tali nature anguste.
Di frotte ad
ogni nuovo progetto essi sbarrano gli occhi e si affrettano ad evocare concetti
di utopia, di scolastica memoria.
Essi non sanno
che ogni nuovo progetto tecnico è di per se stesso un'utopia fino a quando non
entra nella realtà e che quindi il criterio per valutare le idee non è quello
se in qualche parte del mondo esse siano già realizzate, ma quello se esse
contengano delle false proposizioni in contrasto con l'umano buon senso.
Tutto ciò che
è pensabile secondo verità è anche realizzabile e tutto ciò che è reale è nato
dal pensiero.
Il problema di
un sistema di pensiero non è quindi quello della sua realizzabilità ma quello
della sua vantaggiosità umana.
Chi non è in
grado di valutare un progetto ha l'obbligo di chiedersi se ciò risieda nella
natura del progetto oppure nella propria immaturità ed in tal caso gli
scaturisce l'obbligo di tacere e non di azzardare assurdi giudizi.
Di contro chi
presenta un progetto che coinvolge altri ha l'obbligo della chiarezza e deve essere
disponibile a fornire tutti i chiarimenti richiesti.
Se nel
progetto sono contenuti degli errori di fondo allora si ha l'obbligo di combattere
chi lo presenta per smascherarne l'insufficienza.
Quando Marx
presentò il suo progetto sociale, si espresse con estrema chiarezza e fa parte
di un tragico destino se pochi riuscirono a capire l'errore di fondo che lo
rendeva pericoloso.
Tale errore
era quello della lotta di classe che accettava la guerra tra gli Esseri Umani,
divisi arbitrariamente in categorie contrapposte.
Altro nefasto
errore di tale progetto era quello di accettare il dogma del potere riducendo
la Storia a lotta per conseguirlo.
La realtà ha
tragicamente evidenziato nei fatti tali errori, ma sarebbe stato meglio che una
tale mostruosità fosse stata smascherata sul nascere, correndo alla ricerca
delle cause che facevano diffondere tale morbo tra gli operai.
Se al concetto
di potere Marx avesse sostituito quello di Essere Umano come supremo e inappellabile
motore della Storia allora il suo movimento avrebbe preso un'altra via.
Hitler nel suo
Mein Kampf ha chiaramente espressa la sua visione sociale ponendo al vertice
dei suoi ideali la Nazione e per chi avesse avuto normali facoltà pensanti sarebbe
stato facile prevedere tutto quanto poi è stato tragicamente realizzato.
Anche qui se
al concetto di Nazione fosse stato sostituito il concetto di Essere Umano, la cosa
avrebbe preso una strada diversa.
La Chiesa
cattolica, nelle varie encicliche sociali, rifacendosi al pensiero di S. Tommaso,
ha chiaramente espresso il pensiero che la base e il fine di ogni
organizzazione sociale è da considerare l'Essere Umano.
Alla Chiesa si
può solo addebitare il fatto di non aver tratto tutte le conseguenze pratiche
di tale premessa ed essersi soltanto limitata a consigliare atteggiamenti
generici e non dato precise indicazioni, possibili partendo dal pensiero
cristiano.
Ciò fa sperare
ragionevolmente che qualsiasi progetto ispirato a tale pensiero troverà l'appoggio
culturale della Chiesa.
L'Antropocrazia
parte dalle basi culturali del pensiero cristiano ed analizza i fatti della
vita per valutarne la compatibilità con tale visione, smascherando tutte le
concezioni e i comportamenti in contrasto con tale pensiero.
La Libertà
viene connessa alla trascendenza umana, la Solidarietà viene collegata alla preziosità
e insostituibilità di ogni singolo Essere Umano, la Giustizia viene considerata
come mezzo per realizzare la pace tra gli individui.
Per l'Antropocrazia
ogni forma di potere astratto viene considerato come sorpassato retaggio di epoche
passate.
L'unico potere
legittimo è quello che l'Essere Umano conquista su se stesso e sui prodotti
della propria attività.
La libera
contrattazione consente lo scambio di impegni nell'ambito dei legittimi poteri
individuali.
L'organizzazione
statale viene considerata come un mezzo per la tutela dei legittimi poteri e
per la salvaguardia dei diritti naturali.
Tale
organizzazione deve essere costantemente impegnata ad ottimizzare i propri
tempestivi servizi alla collettività ed ha l'obbligo di adeguarsi continuamente
al progredire delle situazioni culturali del contesto sociale ed ogni suo
componente deve essere considerato personalmente responsabile dei danni arrecati
ai Cittadini da colpevoli ritardi o inadempienze.
Su tutta la
vita sociale deve sovrastare il concetto che il giusto vantaggio dell'individuo
è la base del bene comune.
Dall'organizzazione
statale deve essere estromessa ogni forma di gestione di servizi che possano
essere lasciati al settore economico, senza esclusive, in regime di concorrenza
tra le Aziende.
Alla struttura
pubblica deve restare solo ciò che non può essere lasciato al giudizio del Mercato,
cioè la gestione delle funzioni di natura strettamente giuridica.
La vecchia e
nefasta tendenza di trasferire alla pubblica amministrazione ogni possibile funzione
dovrà essere completamente rovesciata.
Ciò che
caratterizzerà l'organizzazione statale sarà l'impossibilità di ogni
discrezionalità, dovendo essa essere gestita solo in base a precise norme di
legge.
Di contro la
Vita Economica sarà caratterizzata dal continuo intervento degli interessi e
delle capacità delle Soggettività che, in mutua dialettica contrattuale, ne
assicureranno la vitalità.
Poiché la Vita
Economica diventerà sempre più il campo in cui si affermeranno gli abili e i forti,
sarà compito dell'organizzazione giuridica di creare le leggi per la
salvaguardia dei diritti di base, quale quello alla possibilità di poter sempre
far fronte, autonomamente, a quanto scaturisce dalle naturali esigenze di
sopravvivenza di ciascun componente sociale, qualunque sia la condizione di
difficoltà o menomazione in cui possa trovarsi.
Poiché tale
esigenza di Solidarietà di base implica la disponibilità di Denaro e poiché in
passato ciò ha portato all'innesco di nefasti fenomeni inflattivi, da un lato,
e a disincentivazioni produttive, dall'altro, sarà necessario riesaminare
profondamente il problema fiscale e quello monetario che ad esso si connette.
L'Antropocrazia
considera il problema monetario come di esclusivo interesse dell'individuo,
giacché i beni che danno concreto valore al Denaro sono prodotti dagli Esseri
Umani e non dalle strutture pubbliche.
Nei sistemi
del passato l'emissione monetaria veniva governata dagli Stati con scarico dei
relativi oneri sul settore produttivo, attraverso il meccanismo fiscale, e
quindi sui Prezzi, con generazione di nefaste inflazioni.
L'Antropocrazia
ha una diversa visione di tale problema.
Per spiegare
la concezione monetaria antropocratica è opportuno prospettare una situazione
sociale puramente ipotetica.
Immaginiamo di
trovarci in una società improvvisamente priva di Denaro, ma per il resto in
grado di avviare e svolgere una normale vita produttiva.
Per una situazione
del genere l'Antropocrazia proporrebbe di creare un Istituto di Emissione
Monetaria, di proprietà della collettività, per fare delle emissioni monetarie
a favore di ciascun Cittadino, in misura egualitaria, anche in forma di
accrediti Bancari, registrati, in dare, in schede di contropartita dei singoli
Cittadini tenute presso l'Istituto di Emissione.
Con tale
provvedimento si vedrebbe, come è facile immaginare, un immediato avvio di una
vitale dinamica economica, con soddisfazione di tutti, Produttori e Consumatori.
Tale
provvedimento sarebbe assolutamente equo in quanto ne beneficerebbero in eguale
misura tutti i Cittadini ed inoltre fornirebbe alla Vita Economica la liquidità
monetaria essenziale al suo svolgimento.
La misura
delle quote individuali è questione di cui si parlerà in seguito in connessione
con altre considerazioni relative al rapporto della Massa Monetaria globale con
il Sistema Economico.
Continuando a
seguire con l'immaginazione l'evoluzione economica di un sistema così avviato è
facile prevedere che dopo un certo tempo vi sarà un flusso monetario verso la
Produzione ed un continuo assottigliarsi delle risorse monetarie di coloro che
non sono in grado di inserirsi attivamente in tale processo.
Quanto a
questi ultimi va detto che essi non appartengono ad una particolare categoria umana
precostituita bensì sono individui in situazione di disagio anche per il sopraggiungere
di sventure imprevedibili.
Nessun Essere
Umano può considerarsi al riparo da tali evenienze e quindi il problema sopra
posto riguarda ciascun componente sociale, qualunque sia la sua condizione contingente.
Per porre
rimedio alla evenienza certa di assenza di disponibilità monetaria, in cui dopo
un certo tempo verrebbero a trovarsi coloro che non riescono a partecipare
utilmente alla Vita Economica, l'Antropocrazia proporrebbe un ulteriore
provvedimento consistente nello stabilire che mensilmente ciascun Cittadino
riceva dall'Istituto di Emissione, con le modalità accennate sopra, una quota
monetaria, che potrebbe chiamarsi Reddito di Cittadinanza, idonea a consentirne
il mantenimento in vita, indipendentemente dalla sua posizione rispetto al
settore produttivo.
L'adozione di
una tale soluzione immetterebbe nel Mercato mensilmente una notevole Massa
Monetaria che alla lunga potrebbe portare a situazioni abnormi dipendenti dalla
potenziale eccessiva disponibilità monetaria di settori produttivi
specialistici.
Per mantenere
la Massa Monetaria globale entro limiti fisiologici, evidenziabili da parametri
econometrici noti, l'Antropocrazia proporrebbe l'adozione della data su
ciascuna entità monetaria al fine di consentirne una graduale costante
decurtazione, compensativa delle emissioni aggiuntive, con l'adozione di un
tasso mensile o annuo posticipato di deperimento matematico dei valori monetari.
Con tali
provvedimenti sarebbe realizzata la certezza e l'equità dell'emissione monetaria
ed inoltre sarebbe pienamente attuato il principio imprescindibile della Solidarietà
sociale..
È evidente che
per le necessità monetarie dell'organizzazione pubblica si dovrà provvedere con
emissioni monetarie analoghe a quelle per il Reddito di Cittadinanza.
La concezione
antropocratica a questo punto mette in evidenza che non essendovi scarichi
fiscali sul processo produttivo si determinerebbe la stabilizzazione dei Prezzi
dei prodotti con la tendenza alla diminuzione per effetto delle
razionalizzazioni dei relativi processi e delle scoperte tecnologiche.
Tutto quanto
detto finora sulle emissioni monetarie è stato riferito all'ipotesi di un avvio
ex novo di un'economia monetaria, ma tale ipotesi non ha alcun riscontro nelle
realtà sociali evolute e pertanto è necessario trasferire i concetti
conquistati, a tali realtà.
Per avviare
un'analoga riforma monetaria in una società economica avanzata, la concezione
antropocratica indica il punto di partenza nella decretazione della datazione
convenzionale del Denaro esistente, alla data del momento d'inizio di tale
riforma e contemporaneamente delle emissioni monetarie mensili per il Reddito
di Cittadinanza e per le esigenze della pubblica amministrazione, nonché
dell'avvio del processo automatico di decurtazione monetaria per creare le contropartite
reali per le emissioni.
Con ciò si può
dar vita a sistemi sociali realmente solidali e dotati di una libera Vita
Economica e Culturale.
La Libertà
culturale scaturisce dall'esistenza del Reddito di Cittadinanza che offre la
possibilità di sviluppare le proprie vocazioni in tale direzione fino al
momento della loro maturazione per il successivo inserimento operativo nella
vita sociale.
Per chi voglia
portare avanti la propria riflessione sulle conseguenze di tali riforme sugli assetti
preesistenti si presenterà il quadro delle modifiche che si renderanno
necessarie, a seguito della superfluità di molte delle precedenti strutture,
superate nelle loro ragione d'essere dal nuovo assetto conseguito.
Qui non ci si
addentra in tale campo giacché il normale buon senso sarà sufficiente per apportare
le necessarie correzioni, alla luce dei principi generali antropocratici che
vogliono l'eliminazione di ogni arbitrario privilegio e chiedono la
semplificazione costante di ogni apparato legittimo in vista del miglior
servizio a ciascun Cittadino.
La visione
antropocratica della realtà non si è ancora ufficialmente presentata alla
ribalta della storia per il fatto che deve prima avere termine l'era politica.
La politica
come è stata vissuta nelle realtà sociali si è basata nella difesa di interessi
omogenei di grandi gruppi sociali in contrapposizione a quelli di gruppi
diversi.
Il consenso
viene cercato con la sollecitazione dei fattori emotivi connessi agli interessi settoriali.
Sulla base di
tali consensi si determinano maggioranze di governo miranti alla realizzazione
dei vantaggi settoriali in contrapposizione ai gruppi minoritari.
Da tali
sollecitazioni settoriali derivano tutti i mali dell’attuale vita sociale.
Ladispoli 5
Maggio 1992
La
democrazia come si è venuta realizzando
nella storia è il governo delle comunità nazionali basato su coalizioni di
partiti politici.
I partiti
raccolgono il consenso in settori sociali accomunati da interessi omogenei.
Ogni governo
democratico tende a privilegiare gli interessi dei gruppi sociali rappresentati
dai partiti che lo compongono.
Con
l'alternarsi dei gruppi la compagine sociale viene impregnata da leggi spesso
contrastanti tra loro in un quadro sempre più disorganico.
Con il
procedere di tale stato di cose crescono le difficoltà ed i disagi dei
Cittadini fino al punto da pervenire al disgusto della politica da un lato e
alla disaffezione imprenditoriale dall'altro.
La
disaffezione imprenditoriale è la causa dell'aumento della disoccupazione che
colpisce prevalentemente i giovani emarginandoli dal tessuto sociale e
rendendoli preda dell'imprenditoria del crimine oppure portandoli a stati di
angoscia che li rendono succubi di farmaci e di droghe.
Quando i
sistemi sociali mostrano il crescere di tali fenomeni evidenziano una situazione
di progressivo degrado che deve portare la Cultura a riesaminare le origini di
tali situazioni.
La concezione
democratica è partita dal presupposto che la fonte del potere era quella che ne
avrebbe determinato il carattere.
Si era certi
che facendo derivare il potere politico dal suffragio universale si sarebbe
ottenuto un comportamento di esso benefico per l'interesse della collettività e
quindi della Civiltà.
La pratica ha
dimostrato che essendo i governi espressione di maggioranze rappresentative di
settori sociali ne deriva il danneggiamento di gruppi sociali minoritari dal
punto di vista numerico, ma determinanti ai fini del sano sviluppo produttivo.
La classe
imprenditoriale, numericamente ridotta, ha fatto le spese del populismo
democratico con la conseguenza del crescere della propria disaffezione produttiva,
con tutte le conseguenze negative che sono sotto gli occhi di tutti.
La storia
degli ultimi decenni mostra il fallimento sociale della democrazia.
La causa prima
di tale fallimento risiede nel fatto che i padri della democrazia non si sono
posti il problema del potere non solo dal punto di vista della sua derivazione
ma soprattutto non si sono chiesti se il potere del passato dovesse essere
mantenuto nella sua forma preesistente oppure andasse riesaminato per
verificare se esso corrispondesse più alle esigenze della moderna evoluzione
umana.
Se avessero
correttamente risolto tale problema non si sarebbe poi, con il tempo, pervenuti
alle disastrose condizioni attuali.
La società
civile, negli spazi di Libertà lasciati dal potere politico, ove ciò è stato
possibile, ha realizzato strutture sociali che evidenziano nei fatti una
moderna concezione del potere, diversa da quella del passato.
Una di queste
strutture è quella economica del libero Mercato.
In tale campo
si verifica che tutto il potere determinante è nelle mani dei Cittadini, che
determinano, con le loro scelte di acquisto, il successo o l'insuccesso delle
Aziende fornitrici di beni o di servizi.
Con ciò si
dimostra, in concreto, la funzione subordinata di servizio di ogni organizzazione
produttiva e la sovranità dell'individuo in quanto Acquirente.
Cioè si
realizza a pieno non già la democrazia ma l'Antropocrazia.
L'ideale
antropocratico opera prepotentemente nel fondo delle coscienze di tutti e la
sua piena realizzazione assicurerà quel benessere e quella pace sociale da
tutti desiderata.
Ciò che si è
realizzato in campo economico dovrà attuarsi pienamente anche in campo politico.
Perché ciò
possa accadere è necessario eliminare dal settore politico ogni forma di potere
astratto che non abbia riscontro immediato nella valutazione dei Cittadini.
Con l'attuale
sistema il Cittadino che ha votato per un candidato che poi concorrerà alla formazione
di una maggioranza legislativa non potrà mai verificare la validità della
propria scelta giacché le conseguenze sociali delle deliberazioni legislative
si verificano dopo lunghissimi tempi e oltretutto senza la possibilità di
risalire alle fonti reali di tali deliberazioni.
In pratica il
Cittadino non ha alcun potere costruttivo reale sulla vita politica se non
quello di demolire i sistemi quando la vita dovesse divenire insopportabile a
seguito di errate azioni legislative.
Questo è il
destino naturale di ogni democrazia.
L'ideale
antropocratico vuole che il potere legislativo venga limitato alla sola materia
giuridica con il divieto assoluto di legiferare in campo economico.
Il cavallo di
Troia della legislazione regolamentatrice della Vita Economica è costituito
dall'esigenza della Solidarietà sociale.
Poiché
l'attività economica richiede notevoli capacità creative e di sacrificio da parte
dei suoi Operatori, ne deriva la naturale emarginazione degli incapaci, per
cause oggettive o soggettive, con palese violazione del loro diritto a vivere.
A ciò si è
voluto porre rimedio con leggi sociali miranti a fini di Solidarietà umana.
La conseguenza
certa è stata quella di portare immense risorse economiche nella sfera del
potere politico, con tutte le prevedibili conseguenze connesse, data l'entità
dei valori in gioco, a prevedibili tentazioni personali, senza peraltro
riuscire mai compiutamente ed equamente a realizzare la Solidarietà umana.
Al fallimento
in tale settore si è aggiunto il danno causato al campo economico che è
arrivato al punto di patire la diffusa disaffezione dei suoi Operatori con
tutte le gravi conseguenze che ne derivano.
I peggiori
avversari del Progresso sono tutti coloro che vogliono conservare il vecchio proponendo
la questione morale, cioè scaricando sulla responsabilità degli individui le
conseguenze di difetti strutturali che sono incapaci di percepire.
L'ideale
antropocratico vede il problema della Solidarietà in termini diversi.
Si dà per
scontato che ogni Essere Umano, in qualunque condizione possa trovarsi, ha il diritto
sacro a disporre di quanto gli necessita per restare nella pienezza della propria
vita.
Se non
esistesse alcuna struttura sociale ogni individuo sarebbe libero di procurarsi
dalla natura il necessario per vivere e tale possibilità non può venirgli meno
per il fatto di far parte di una organizzazione sociale.
Per risolvere
tale problema fondamentale di Solidarietà umana, senza passare per le strutture
giuridiche, l'Antropocrazia ha dovuto porsi il problema della fonte del valore
del Denaro.
Il Denaro
deriva il suo valore dal fatto che esista qualcuno che sia disponibile a cedere
un proprio bene in cambio di esso ad un determinato Prezzo.
I creatori del
valore del Denaro sono coloro che mettono sul Mercato un proprio prodotto o un
proprio servizio ad un determinato Prezzo in regime di libera concorrenza.
Tutti i
componenti sociali sono potenzialmente o concretamente i creatori del valore
del Denaro e quindi sono essi che possono decidere in merito a quanto attiene
al Denaro comprese le regole per la sua emissione.
Se i Cittadini
decidessero per emissioni monetarie mensili, a fini di Solidarietà di base, a favore di ciascun componente
sociale, non violerebbero il principio di eguaglianza in quanto tutti
diverrebbero beneficiari di tali emissioni.
Poiché ciò,
con il tempo, turberebbe il rapporto ottimale tra la Massa Monetaria globale e
i beni reali, è necessario prevedere un artificio che consenta di riassorbire,
dalla massa circolante, il valore monetario immesso mensilmente.
Tale esigenza
può essere facilmente realizzata con la decisione di datare il Denaro esistente
al momento dell'avvio della riforma e quello delle emissioni successive, per assoggettarlo
ad una decurtazione mensile automatica a tasso programmato, in sostituzione
della vecchia inflazione selvaggia.
Con il sistema
delle emissioni monetarie datate può essere ugualmente provveduto alle esigenze
delle strutture pubbliche.
Con ciò verrà
meno ogni ragione della sopravvivenza del vecchio regime fiscale con tutte le
imperfezioni e le complicazioni che esso comportava.
La scomparsa
dalla sfera pubblica della gestione del Denaro privato eliminerà per sempre
ogni possibilità di corruzione e di profitti illeciti.
Questi sono i
primi passi che l'Antropocrazia propone per realizzare il governo della vita sociale
da parte dei suoi componenti anche in campo statale.
Come in campo
economico è la ricerca del Denaro la molla che lo fa muovere, in campo giuridico
la molla sarà costituita dalla ricerca della stima e del prestigio sociale che
derivano da funzioni pubbliche.
Chi troverà
prevalentemente stimoli all'azione in fattori affettivi, orienterà le proprie
scelte di lavoro verso il settore giuridico per la soddisfazione e il prestigio
che dal lavoro in tale settore deriva.
Tutto ciò, con
il tempo, troverà il naturale assetto analogamente a come è avvenuto in campo
economico.
La pubblica
stima sarà considerata un valore pagante e sarà cercata con comportamenti disinteressati
e non per secondi scopi.
Del resto
l'eliminazione della gestione di pubblico Denaro dalle strutture statali scoraggerà
coloro che mirassero esclusivamente al Denaro e li farà confluire nel settore
economico, dove nulla viene dato per nulla e tutto si deve guadagnare in libera
contrattazione.
I cultori
dell'Antropocrazia conoscono gli altri vantaggi che deriveranno a tutti dall'avvio
di tale nuovo sistema, ma qui ci si limita a questi sintetici accenni per
offrire una panoramica, rinviando altri dettagli ai libri che trattano tale argomento.
Ladispoli 6
Maggio 1992
Un sistema
sociale può consentire lo sviluppo dei Cittadini a condizione che sia in situazione
di ordine.
Tale
condizione deve essere garantita e mantenuta dall'organizzazione statale.
Quando si
verifica che i Cittadini sono vessati da comportamenti delittuosi privati e
sottoposti a innumerevoli limitazioni da parte dei pubblici poteri la cui
necessità di superamento porta spesso a situazioni di diffusa corruzione, ne
deriva la delegittimazione del sistema e la necessità di riprogettare un assetto
sociale privo di tali difetti.
Ogni
organizzazione sociale ha la sua giustificazione nel fatto che abbia una Vita
Economica tale da consentire l'inserimento produttivo dei Cittadini e una
Struttura Giuridica tale da tutelare i Cittadini nei loro diritti compreso
quello alla vita.
La Vita
Economica può considerarsi sana se permette la collaborazione dei vari settori
umani in base a libere contrattazioni individuali.
Perché una
contrattazione possa considerarsi libera è necessario che i contraenti siano in
grado di indipendenza cioè possano decidere in base a criteri di convenienza e
non sotto la spinta di condizionamenti esterni.
Perché ciò
possa attuarsi concretamente è necessario che ciascuno disponga in ogni caso
dei mezzi indispensabili alla sopravvivenza.
Il vecchio
criterio di tentare di andare incontro ai bisognosi, dopo l'accertamento burocratico
di tale stato, va considerato ingiusto in quanto sottopone il Singolo a giudizi
esterni lesivi della Dignità umana.
Ogni Essere
Umano può essere, o improvvisamente trovarsi, in condizione di incapacità lavorativa
per eventi esterni o interni su cui nessuno può intervenire con giudizi.
Le scelte di
lavoro vanno considerate come di assoluta competenza personale e le relative
condizioni dovranno essere liberamente pattuite dal Singolo che, da quel
momento resta vincolato al patto, nel rispetto di norme generali relative alle
facoltà di recessione.
In un Sistema
Economico in cui le Aziende siano da un lato condizionate dal gradimento degli
Acquirenti e dall'altro dal libero afflusso dei Prestatori d’Opera, si determinerà
uno sviluppo della Civiltà creata dal potere che emana integralmente dai
Cittadini, nella duplice veste di Consumatori e di lavoratori, con la
realizzazione in tale settore dell'Antropocrazia.
L'Antropocrazia
vuole che ciascun Essere Umano sia determinante in ogni atto che riguarda la
vita sociale da cui dipende la propria condizione.
Tale esigenza
viene realizzata integralmente nel libero Mercato con l'attuazione del Reddito
di Cittadinanza generalizzato ed incondizionato.
Per potere
realizzare la stessa situazione nel settore giuridico è necessario che gli
Stati vengano privati di ogni potere sulla Vita Economica e si occupino
esclusivamente della tutela dei diritti umani.
Ciò potrà
ottenersi con la riforma fiscale e monetaria resa indispensabile dalle esigenze
antropocratiche.
Compreso che
il valore del Denaro nasce dall'esistenza di prodotti e servizi sul Mercato a
Prezzi di concorrenza ne deriva la necessità che tutto quanto attiene alle emissioni
monetarie sia strettamente connesso alla vita dei Singoli attraverso un Istituto
Pubblico di Emissione che non risponda al Governo ma direttamente ai Cittadini.
Ciò si ottiene
con il criterio che le uniche ragioni per emissioni monetarie sono costituite
dall'esigenza di fornire mensilmente ciascun Cittadino del Denaro per il proprio
mantenimento in vita e dall'altra di fornire alla pubblica amministrazione il
Denaro necessario alla sua gestione.
Con ciò viene
rispettato il principio di uguaglianza e non sono possibili manovre incontrollabili
dai Cittadini.
Per il
riassorbimento delle emissioni mensili è sufficiente che il Denaro sia datato e
che si decreti un tasso di decurtazione mensile dell'intera Massa Monetaria che
si stabilizzerà sul valore determinato dal numero dei Cittadini, dal Reddito di
Cittadinanza e dal tasso di deperimento.
Per tutti
coloro che opereranno nel campo giuridico la molla principale sarà costituita
dalla ricerca del gradimento da parte dei Cittadini delle proprie prestazioni
al servizio della comunità.
Il
corrispettivo della ricchezza come misura del servizio economico reso in tale
campo; in campo giuridico sarà costituito dal prestigio acquistato in tale
campo.
Chi mirerà
alla ricchezza si orienterà verso il settore economico e chi mirerà
prevalentemente al prestigio giuridico si orienterà verso il settore della
pubblica amministrazione.
Per quanto
riguarda l'attività culturale l'Antropocrazia si realizzerà automaticamente in
base all'esistenza del Reddito di Cittadinanza che permetterà a coloro che avranno
tali vocazioni di coltivarle liberamente potendo quindi realizzare le imprese
culturali volte a fornire gli specifici servizi richiesti dai Cittadini.
Tali imprese
saranno analoghe a quelle del settore economico con la differenza che forniranno
servizi culturali anziché beni.
Faranno parte
di tali strutture anche le scuole che saranno a pagamento e quindi subiranno la
selezione da parte dei Cittadini analogamente a quanto avviene per le Aziende
del settore economico.
Il giudizio
sulle capacità dei fruitori dei servizi culturali spetterà ad essi e non già alle
strutture sulla base della considerazione che alla fine il giudizio vero sarà
dato dal Mercato che decreterà le sufficienze o le insufficienze.
Ladispoli 7
Maggio 1992
La fonte
d'informazione più diffusa è la televisione.
È noto a tutti
che i telegiornali, con il passare del tempo, trasmettono sempre più notizie di
eventi negativi e sempre meno di eventi positivi.
Questo è un
fatto che può costituire un sintomo importante della situazione critica delle società
contemporanee.
La domanda che
occorre porsi è se siano maggiori gli accadimenti negativi oppure se siano gli
organi di informazione a fare un tale tipo di scelta.
La
giustificazione che spesso si ascolta in merito a questo problema è costituita
dall'asserzione che il pubblico è più interessato alla cronaca negativa.
Se ciò fosse
vero occorrerebbe trarre la conclusione che i mezzi di informazione si considerano
al servizio dei desideri delle maggioranze.
La Cultura è
lavoro d'avanguardia e pertanto mai troverà spazio nei mezzi d'informazione di
massa.
Eppure sono
proprio le avanguardie che modificano il mondo e ciò deve verificarsi per altre
vie che non siano quelle delle comunicazioni di massa.
La vera
Cultura è esoterica non già perché vuole tenere riservato il proprio lavoro, ma
perché esso non interessa alla gente.
Ciò dipende
dal fatto che l'esperienza culturale nasce in uno stato rarefatto privo di
emozioni e pertanto poco utilizzabile da coloro che necessitano delle emozioni
nei loro atti quotidiani.
La costituzione
umana è tale che in essa sono i fattori emotivi e le abitudini quelli che determinano
nella gran massa i comportamenti pratici.
Rari sono gli
Esseri Umani che determinano i loro comportamenti in base a decisioni di puro
pensiero e questi sono proprio gli uomini di Cultura.
Essi appaiono
alla massa come privi di emozioni e quindi freddi.
Chi agisce
esclusivamente sotto lo stimolo di emozioni e di istinti soggiace al peso della
propria materialità e da essa si lascia dominare senza Libertà interiore.
Le azioni
basate sulle emozioni chiedono subito contropartite appaganti.
Il piacere è
il fine che si ripromette il materialista.
Gli uomini di
Cultura hanno piaceri diversi da quelli della massa.
Essi mirano a
liberarsi dalle costrizioni esteriori e vogliono divenire i padroni delle
proprie emozioni e dei propri stati d'animo.
Per realizzare
questo obiettivo potenziano la propria forza interiore rovesciando la dinamica
emotiva e divenendo forti al punto tale da determinare i propri stati d'animo
in base a valutazioni interiori senza subire le imposizioni delle condizioni
esterne.
Tra le persone
ve ne sono alcune che si appagano della normale vita emotiva ed altre che
invece subendola entrano in stati di depressione.
La depressione
è il sintomo del risveglio di una coscienza superiore che non è più disposta a
subire i condizionamenti esterni ma che cerca una propria autonomia emotiva,
spesso senza successo.
Vi sono epoche
in cui il numero dei depressi è ridotto e altre in cui tale numero diviene enorme.
L'attuale
momento è uno di quelli in cui enorme diviene il numero dei disadattati e degli
infelici.
Il lavoro ha
sempre costituito un valido antidoto alla depressione.
Chi vuole
aiutare il mondo ad uscire dalla presente disastrosa condizione deve meditare
sul valore del lavoro.
Il lavoro
richiede attivazione della volontà per realizzarne i prodotti.
Ogni atto
lavorativo è una creazione, giacché conferisce una forma a qualcosa di
materiale per mezzo di uno sforzo volitivo.
Mentre si
lavora l'Essere Umano attiva la propria volontà rafforzandola.
Il
rafforzamento della volontà porta all'acquisizione della capacità di opporsi
con forza a tutto quanto agisce sulla coscienza in maniera non conforme alla
sua natura.
Chi è in stato
di depressione dimostra con ciò una debolezza volitiva e quindi una incapacità
a dominare gli eventi.
L'unica cura
possibile è quella di impegni in difficoltà lavorative per conseguire il
potenziamento della volontà.
Purtroppo la
gioventù contemporanea ha vissuto in situazioni di benessere e di appagamento
che ne hanno infiacchita la volontà.
A tale
circostanza si aggiunge l'altra della rarefazione delle opportunità di lavoro e
dell'allentamento dei rapporti disciplinari a causa di una legislazione
protettiva che appare quasi la prosecuzione della protezione materna.
Occorre
convincersi che è impossibile lavorare senza che ciò comporti una sofferenza ed
è proprio tale sofferenza che rafforza la volontà.
Il fattore
compensativo di tale sofferenza è costituito non già dal compenso economico ma
dalla speranza di realizzare i propri ideali, amati intensamente, e dalla
fiducia nel domani.
La ribellione
al dolore del lavoro porta al proprio infiacchimento interiore che poi porta
alla depressione psichica.
Il mondo non è
mai come lo vorremmo e dobbiamo lottare vigorosamente per trasformarlo con il
nostro sacrificio e non dobbiamo pretendere che esso ci venga incontro secondo
le nostre esigenze.
Chi si ribella
va incontro a situazioni sempre peggiori.
Occorre capire
che siamo noi a dichiararci insoddisfatti perché usiamo un metro forse un po'
troppo lungo e dobbiamo riflettere sul fatto che se quello che abbiamo intorno
non ci rende soddisfatti, con il nostro ribellarci non facciamo nulla per
modificarlo e con ciò contribuiamo a che le cose diventino sempre peggiori.
Occorre
abituarsi a vedere il positivo che già è stato realizzato e se esso ancora non
ci sembra sufficiente dobbiamo convincerci che ciò ci impone di attivarci per
rendere possibile quello che ancora non esiste.
Perché
dovrebbero essere gli altri a realizzare i nostri sogni?
Che cosa noi
facciamo per realizzare i sogni degli altri?
Se la realtà
non ci offre occasioni di lavoro dobbiamo crearcele da noi attivando la nostra
fantasia e cercando i varchi, anche stretti, che ci si presentano intorno.
Chi cerca il
lavoro solo per il compenso economico non ha capito nulla della vita.
Il compenso
economico non è un diritto, ma il risultato del proprio contributo alla Produzione
del bene la cui vendita procura il Denaro da cui trarre la parte di nostra spettanza.
L'individuo
deve acquisire coscienza del valore del proprio apporto all'opera e poi
contrattare il compenso economico tenendo anche conto della convenienza di chi
deve dare la contropartita economica.
Il lavoro
considerato come diritto è uno degli errori più nefasti nella storia della Civiltà.
Il lavoro
quando ha finalità economiche deve fornire le convenienze altrimenti diviene
un'astrazione non tollerata dalla realtà.
L'Essere Umano
ha un solo diritto incondizionabile quello ad avere a disposizione quanto
necessario per la propria sopravvivenza materiale, ma tale diritto non va
soddisfatto dalle strutture produttive, bensì attraverso provvedimenti generali
che non gravino direttamente sui Prezzi. se non si vuole innescare disastrosi
processi inflazionistici.
Quando si
capirà che l'esuberanza produttiva, resa possibile dalla moderna tecnologia, permette
di creare dei meccanismi sociali di garanzia della sopravvivenza di base,
indipendentemente dalla partecipazione ai processi produttivi, senza scarico sui
Prezzi, allora si imboccherà la strada giusta.
Allora
finalmente si cercherà il lavoro con la coscienza di dover dare un contributo
reale che poi ci permetterà di pretendere la quota di nostra spettanza.
Il meccanismo
per assicurare il Diritto alla Vita a tutti i componenti delle comunità sociali
è quello delle emissioni monetarie datate mensili a favore di ciascuno, in
contropartita di decurtazioni percentuali della intera Massa Monetaria datata.
Con ciò i
costi sociali non si scaricheranno più sui Prezzi consentendo una sana dinamica
economica che porterà ad alti livelli produttivi ed abbondanza di occasioni di
partecipazione lavorativa in libera contrattazione individuale.
Finché ciò non
sarà realizzato la vita sociale diverrà sempre più una guerra di tutti contro
tutti di cui faranno le spese prevalentemente i più deboli.
Questo indica
la Cultura e chi vuole operare per il Progresso si dovrà sempre più cimentare
con tali idee per contenere il più possibile i disastri che si affacceranno nei
prossimi decenni.
Chi si illude
che sia possibile mantenere le attuali condizioni sociali senza modifiche
strutturali profonde come quella indicata, è destinato a profonde continue
dolorose disillusioni.
Anche se la
massa continuerà per qualche tempo ancora a chiedere divertimenti, sarà bene
cominciare a prepararsi al risveglio cui tutti si sarà costretti dalla forza
delle cose che oggi sono percepibili nel loro stato germinale.
Occorre
combattere strenuamente per modificare gli errori culturali provocati nel
passato da una Cultura sociale astratta e ignara delle esigenze della natura
umana.
Madornali
errori come quello del diritto al lavoro vanno combattuti se si vuole che
riprenda l'iniziativa imprenditoriale che sola potrà assicurare le condizioni
per un ritorno alla normalità.
Il fallimento
pratico di tutte le ideologie va visto come un potenziale pericolo per il futuro,
giacché immense masse umane si sono viste derubate dei propri sogni e delle proprie
speranze ancorché illusorie.
Occorre
affrettarsi a sviluppare nuove concezioni, sostitutive delle passate, ma che
siano prive dei precedenti difetti.
Ciò è oggi
possibile dato l'immenso patrimonio di esperienze negative fatte nei passati decenni.
Si dia voce a
coloro che impiegano tutte le proprie energie creative per cercare soluzioni
nuove, per aprire dibattiti capaci di fornire speranza nel futuro.
Non basta
indignarsi per ciò che va male occorre avere forza progettuale per immaginare
soluzioni valide altrimenti ogni domani sarà peggiore del giorno precedente.
Oggi l'intero
mondo è in condizione di malessere progressivo e i vecchi metodi non sono più
sufficienti per risanarlo.
Nessuno può
ritenersi al sicuro da danni personali e non fosse altro che per questo motivo
tutti si debbono sentire impegnati a mettere in moto la propria fantasia per preparare
un futuro migliore del presente.
Ladispoli 8
Maggio 1992
La Democrazia,
come si è realizzata storicamente, persegue il primato della politica sulla
vita sociale.
Il mezzo per
realizzare tale primato è costituito dal Potere, legislativo, giudiziario ed
esecutivo, derivato dal suffragio universale.
I fini sociali
derivano dagli ideali dalla rivoluzione francese: LIBERTÀ, UGUAGLIANZA, FRATELLANZA.
I vari tipi di
Democrazia dipendono dalla preminenza data, nelle varie situazioni sociali e culturali,
a uno di tali ideali rispetto agli altri.
Le Democrazie
occidentali privilegiano la LIBERTÀ, dando luogo a sistemi in cui è possibile
la libera iniziativa.
In tali
sistemi i forti e i capaci si affermano imponendo la loro volontà e godendo
della LIBERTÀ, mentre i deboli e gli incapaci divengono subordinati ai primi
che ne dispongano, salariandoli, per le proprie iniziative.
Il crollo di
tali sistemi deriverà dalla insoddisfazione dei subordinati che prenderanno
spunto da fenomeni di malcostume, che sono resi possibili dal prevalere del potere
politico sulla Vita Economica attraverso imposizioni fiscali sempre più onerose
ed intollerabili.
Le Democrazie
di ispirazione socialista privilegiano la FRATELLANZA, cioè la Solidarietà, ed
usano il potere politico per imporre tale ideale all'intero sistema sociale in
forma palesemente dittatoriale.
In tali
sistemi viene mortificato lo spirito d'iniziativa e la creatività umana con il
loro avvio verso l'impoverimento generale.
Il crollo di
tali sistemi, già in atto, dimostra l'insufficienza culturale di coloro che li
hanno posti in essere sulla base di una unilaterale visione della natura umana.
Le Democrazie
europee si rifanno agli ideali giuridici dell'antica Roma, tramandati
attraverso il diritto, cioè sentono prevalente l'ideale dell'UGUAGLIANZA che
cercano di realizzare con sovrabbondanti provvedimenti legislativi,
imbrigliando la vita sociale in una ragnatela giuridica in cui solo i più
preparati e forti riescono a districarsi mentre gli altri restano sempre più
emarginati ed insoddisfatti.
Da tale
situazione deriva un diffuso anarchismo, reso possibile dalla progressiva
paralisi delle strutture pubbliche, con manifestazioni degenerative che portano
alla disaffezione imprenditoriale da un lato e al progressivo aumento del
prelievo fiscale, palese o occulto, dall'altro, nel tentativo di sostenere le
fasce deboli.
L'immensa
Massa Monetaria che viene gestita dagli Stati crea occasioni di corruzione e
l'intervento di organizzazioni delinquenziali nella gestione a fini sociale del
Denaro pubblico.
L'inflazione,
generata dallo scarico sui costi e quindi sui Prezzi dei crescenti oneri
fiscali, innesca l'esigenza di rivendicazioni salariali che a loro volta,
scaricandosi anch'essi sui Prezzi, alimentano la perdita del valore monetario,
in spirali mortali per la vita sociale.
Tutto ciò
porterà anche le democrazie europee a situazioni di ingovernabilità e di
invivibilità che postuleranno l'esigenza di trovare nuovi modelli sociali,
privi dei difetti generati dalla Democrazia.
Il difetto di
base del sistema democratico è costituito dalla convinzione che deve essere il
potere politico il motore della vita sociale.
Si deve
arrivare a capire che il vero e legittimo motore sociale è l'Essere Umano.
Il libero
Mercato, negli spazi di Libertà lasciati dal potere politico, offre un chiaro
esempio della fecondità sociale di tale esigenza.
La dinamica
economica si attua tra la bipolarità dei Produttori e dei Consumatori in cui il
governo è tutto nelle mani degli Acquirenti e ciascuno di essi, con le proprie
scelte di acquisto, esercita un sovrano potere di direzione dell'economia,
decretando inappellabilmente il successo o l'insuccesso delle Aziende, il cui
ruolo è palesemente subordinato al Mercato.
Se si riuscirà
a portare tale dinamica anche in campo politico e in quello culturale si
eliminerà l'inaccettata subordinazione dell'Essere Umano alle strutture.
L'altro dato
culturale da acquisire è quello che vuole che i tre ideali della rivoluzione
francese siano attuati senza preminenze dell'uno rispetto all'altro.
L'Essere Umano
è un'unità risultante da diverse esigenze vitali connesse alla LIBERTÀ, all'UGUAGLIANZA
e alla SOLIDARIETÀ ed entra in uno stato di sofferenza quando una di tali esigenze
venga mortificata.
Il nuovo
sistema che deve sorgere dalle ceneri della Democrazia si chiama ANTROPOCRAZIA.
L'Antropocrazia
afferma la preminenza dell'Essere Umano sulle strutture.
Tale posizione
è presente nella dottrina sociale della Chiesa Cattolica che afferma che l'Uomo
è "fine" e la Società è "mezzo".
L'Antropocrazia
afferma che l'unico modo possibile di realizzare la SOLIDARIETÀ tra gli Esseri
Umani è quello di fornire ogni individuo, mensilmente, in maniera
incondizionata, di una quota monetaria idonea per poter far fronte
dignitosamente alle sue esigenze elementari per sopravvivere.
Questa è la
base di partenza dell'Antropocrazia e su questa esigenza occorre meditare seriamente.
L'Essere Umano
per vivere ha necessità di poter disporre dei prodotti della Natura.
L'esistenza
del diritto di proprietà dei terreni priva, colui che si trovasse privo di
risorse monetarie, della possibilità di accedere ai prodotti della Terra per le
proprie esigenze di sopravvivenza, mettendolo in pericolo di vita oppure alla
mercé degli altri.
Nessun Essere
Umano può considerarsi al riparo da tale possibile evenienza e pertanto nessuno
può essere in disaccordo sulla necessità della istituzione di un Reddito di
Cittadinanza.
I dubbi
possono sorgere sulla possibilità di dare pratica attuazione ad una tale esigenza.
Tali dubbi
sono generati dall'abitudine di considerare, i problemi di tale natura, di
spettanza della pubblica amministrazione e quindi necessitanti esorbitanti
imposizioni fiscali capaci di destabilizzare qualunque sistema sociale.
Questa è una
deformazione mentale derivante dai sentimenti di sudditanza che ciascuno porta
incosciamente in Sé.
Anche se
spesso si sente dire che lo Stato siamo noi, nella pratica poi si considera il
concetto di Stato come qualcosa di rigido ed immutabile, anche vivendo
situazioni disumane da esso generate.
Oggi si va
diffondendo la convinzione che gli Stati vadano profondamente riformati, ma si
rimane alle affermazioni generiche senza affondare l'analisi pensante nelle
radici dei principi informatori degli Stati Democratici.
Chi voglia
avviare un serio lavoro di pensiero volto alla progettazione di un nuovo
assetto sociale, capace di corrispondere ai tre ideali della rivoluzione
francese, deve necessariamente partire dalla postulazione dell'esigenza
basilare del Reddito di Cittadinanza,
in forma monetaria.
Tale reddito
assicura, in una volta, il godimento da parte dei componenti sociali di tutti e
tre gli ideali ricordati.
Rende reale
l'esigenza di LIBERTÀ, giacché mette ciascuno in condizione di fare scelte di vita
in base a vocazioni interiori e non sotto l'impellenza dei bisogni elementari
di sopravvivenza che schiavizzano la maggioranza degli Esseri Umani,
costringendoli quasi sempre ad angosciose ricerche di lavoro.
Rende reale
l'esigenza di UGUAGLIANZA, giacché mette ciascuno in condizione di prepararsi
adeguatamente al cimento della vita sociale.
Rende reale
l'esigenza della SOLIDARIETÀ, giacché mette ciascuno in condizione di godere
della Produzione della Terra e del lavoro dei Fratelli Umani nei periodi di
preparazione o di inabilità.
Se è vero,
come è vero, che il Reddito di Cittadinanza, percepito in forma monetaria,
realizza idealmente quanto sopra detto, ne deriva l'obbligo, per tutti, di
impegnarsi nello studio della possibilità di realizzarlo concretamente.
Questo è
l'impegno che l'Antropocrazia ha assunto ed a tal fine ha condotto una serie di
ricerche pensanti che hanno portato alla formulazione di un compiuto progetto
sociale le cui parti vengono di seguito descritte.
Siccome è
impensabile che si possa realizzare l'esigenza del Reddito di Cittadinanza per
mezzo del prelievo fiscale (per il difetto di fondo di tale mezzo, costituito
dal fatto che esso, gravando tutto sui costi di Produzione e quindi sui Prezzi,
genera, di necessità, spirali
inflazionistiche, mortali per ogni sistema sociale) si è esaminata la
possibilità di percorrere un'altra strada.
Si è, in primo
luogo, tentato di portare a coscienza tutto quanto attiene al Denaro, per
vedere di rendere intelligibile quanto normalmente resta misterioso ai più e
con ciò va a finire nelle competenze di esperti i cui consigli, mai, sono stati
capaci di evitare i disastri monetari che la Storia e la cronaca registrano.
A chi si mette
a riflettere sul Denaro il primo problema che gli si presenta è quello del suo
"valore".
Per risolvere
tale problema è sufficiente portare la propria attenzione sul processo che
porta alla Produzione di un bene e alla sua messa sul Mercato ad un determinato
Prezzo.
In tale
processo vi è una volontà umana che opera
per realizzare l'obiettivo di offrire in vendita determinati beni in
cambio di date quantità di moneta.
Quello che
muove tale volontà è il desiderio della moneta dell'Acquirente.
Ebbene, in
tale desiderio va vista la fonte del valore del Denaro!
Tale desiderio
è il risultato di una serie di valutazioni soggettive di chi produce per
vendere i beni, ma il risultato è costituito dal fatto che il Denaro non
avrebbe alcun valore se non si fosse maturato tale desiderio e le conseguenti
determinazioni volitive.
Da quanto
precede si può trarre la conclusione certa che il valore del Denaro è creato da
coloro che producono per vendere.
Siccome ogni
Essere Umano è un potenziale produttore di beni economici ne deriva che tutto
quanto attiene al Denaro è di competenza dei componenti sociali e non degli
Stati.
L'Istituto di
Emissione va considerato come dipendente dai Cittadini e non dallo Stato.
Se i Cittadini
decidessero di ordinare a tale Istituto di emettere Denaro per il Reddito di
Cittadinanza e per le esigenze di una corretta amministrazione statale, tale
decisione non potrebbe essere invalidata, per ragioni di principio, da
chicchessia, in quanto rientrante nella sovranità di ciascun Essere Umano.
Naturalmente
tali continue emissioni, corrette da un punto di vista logico, creerebbero, con
il tempo, una crescita della Massa Monetaria globale oltre i limiti fisiologici
richiesti da una sana dinamica economica.
Per
stabilizzare la Massa Monetaria globale è necessario ricorrere all'artificio della
datazione del Denaro per consentire l'applicazione di una decurtazione
periodica a tasso prestabilito.
Se per
l'attuazione del Reddito di Cittadinanza
e per la fornitura dei mezzi monetari necessari all'amministrazione
statale, l'Istituto di Emissione procedesse ad accrediti mensili datati su
conti individuali, per il Reddito di Cittadinanza, per gli stipendi ai
funzionari pubblici e per i pagamenti deliberati dalla pubblica
amministrazione, la contropartita di tali emissioni sarebbe costituita dalla corrispondente
perdita di valore dell'intera Massa Monetaria, datata, per effetto dell'applicazione
del tasso di deperimento, stabilito in base a valutazioni di tecnica
macroeconomica.
Con ciò
verrebbe meno l'esigenza della vecchia imposizione fiscale che, gravando direttamente
o indirettamente sui costi di Produzione, à la causa della nefasta inflazione.
Con
l'attuazione del Reddito di Cittadinanza con emissioni periodiche, moltissimi
istituti pubblici verrebbero a perdere la loro ragione d'essere, con la conseguenza
liberazione di forze produttive disponibili per il settore economico e per
quello culturale, e tale migrazione non creerebbe problemi di emarginazione in
quanto attuata in regime di Reddito di Cittadinanza e quindi senza pericoli per
la sopravvivenza degli individui.
Chi ha seguito
il ragionamento portato avanti fino a questo punto si sentirà invaso da una serie
di domande e di perplessità che troveranno risposta nel seguito del ragionamento
in cui si va ad esaminare l'assetto sociale scaturente da un tale tipo di
riforma in rapporto alle abitudini del passato.
Passiamo
quindi ad esaminare la vita sociale in generale.
A questo punto
l'Antropocrazia fa una premessa di carattere generale.
Un assetto
sociale può considerarsi umanamente soddisfacente se cresce e si sviluppa in
base alle scelte quotidiane dei suoi componenti e non per effetto di azioni di
potere astratte, provenienti da organizzazioni settoriali o ideologiche.
Per quanto
riguarda il campo economico, tale esigenza è pienamente soddisfatta dal libero
Mercato.
Nella dinamica
del libero Mercato la sovranità appartiene agli Acquirenti che, con le loro scelte,
determinano la sopravvivenza o la scomparsa delle Aziende produttive.
In tale
dinamica le Aziende svolgono un lavoro di servizio subordinato al gradimento
dei Cittadini Acquirenti.
Nel libero
Mercato l'Essere Umano è Sovrano quando è Acquirente ed è servitore quando è
produttore.
La possibilità
dell'alternarsi di tali momenti operativi garantisce l'equità del sistema che
non può costringere nessuno a ruoli non più graditi.
Le Aziende
produttive possono essere individuali oppure basate sul capitale e tutte sono subordinate
al Mercato.
Nelle Aziende
capitalistiche il rapporto contrattuale tra la proprietà e i lavoratori non può
che essere libero ed individuale, giacché l'entità delle prestazioni e dei
compensi pattuiti scaturisce dall'esigenza di restare nei limiti posti dalla
concorrenza e pertanto qualsiasi forzatura extraeconomica di tali pattuizioni
va considerata illegittima in quanto capace di provocare la distruzione delle
Aziende.
Il capitale,
con l'esistenza del Reddito di Cittadinanza, non potrà agire coercitivamente
nelle contrattazioni e pertanto le Aziende, che non offriranno compensi
adeguati, resteranno senza manodopera e i lavoratori che faranno richieste
individuali, eccedenti la convenienza Aziendale scaturente dai limiti del
Mercato, resteranno senza lavoro e si dovranno accontentare di sopravvivere con
il Reddito di Cittadinanza.
Va osservato
che, l'assenza di imposizioni fiscali, porterà, per effetto delle razionalizzazioni
produttive e del Progresso tecnologico, ad una costante diminuzione dei costi e
quindi dei Prezzi, con reale beneficio di tutti.
La
disoccupazione non sarà più considerata come una maledizione ma come una
opportunità di riflessione individuale per successive scelte di
riqualificazione e nuovi inserimenti produttivi.
Coloro che
diffidano dei quadri troppo rosei debbono consentire che altri aborriscano i
quadri nebulosi o le realtà tetre.
Finora ci
siamo occupati della realtà del libero Mercato, dopo l'istituzione del Reddito
di Cittadinanza e della defiscalizzazione, non tenendo conto di azioni
perturbatrici della sua dinamica a seguito di comportamenti individuali delinquenziali
o scorretti.
Per affrontare
tale problema dobbiamo passare all'analisi della organizzazione statale nell'ottica
dell'Antropocrazia.
L'esperienza
insegna che vi è la possibilità di contrasti tra gli Esseri Umani in tutte le
forme che i vari codici prevedono.
L'esigenza di
rapporti pacifici per un normale svolgimento della dinamica economica porta alla
necessità dell'esistenza di una struttura pubblica capace di tutelare i diritti
dei Cittadini.
L'organizzazione
di tale struttura deve essere tale da assicurarne le funzioni con metodi altamente
specializzati in continua evoluzione per adeguarli alle esigenze poste dalla
realtà.
A tal fine è
necessario che esista un organo legislativo per l'adeguamento delle norme giuridiche
alle istanze poste dalla realtà sociale.
Per quanto
riguarda l'organizzazione delle strutture operative per la difesa dei diritti è
necessario che esista un organo di indirizzo e coordinamento e una struttura
esecutiva per gli interventi nei casi reali.
Per quanto
attiene ai giudizi necessari per le reintegrazioni dei diritti lesi e per le
sanzioni correttive è necessario che esista una struttura di Giudici per le
emissioni delle sentenze in applicazione delle previsioni legislative.
L'essenziale
del settore pubblico consiste nel fatto che esso deve esclusivamente occuparsi
della tutela giuridica dei Cittadini senza altri poteri e funzioni esorbitanti
da tale compito.
Le richieste
monetarie per il sostenimento delle spese di tale settore vanno deliberate dall'organo
di indirizzo e coordinamento e approvate dall'organo legislativo e da quello
dei Giudici, per essere trasmesse all'Istituto di Emissione per gli accrediti
conseguenti.
I Cittadini
che orienteranno le proprie scelte di lavoro verso il settore pubblico lo
faranno in base a specifiche vocazioni miranti alla difesa dell'ordine sociale
e saranno assunti nei vari reparti in base alle disposizione dell'organo di
indirizzo e coordinamento.
Le attuali
organizzazioni statali contengono tutte le strutture indicate ma contengono
altri apparati che nulla hanno a che fare con le esigenze giuridiche dei
Cittadini e pertanto dovranno essere smantellate per restituire i componenti
alla possibilità di diversi inserimenti nella vita sociale.
Ciò non sarà
traumatico in quanto attuato dopo l'istituzione del Reddito di Cittadinanza e
quindi senza pericoli per le esigenze vitali di coloro che perderanno i precedenti
ricavi, prima di nuovi inserimenti lavorativi su base contrattuale.
L'Antropocrazia
non spinge oltre le indicazioni in tale settore in quanto si aspetta che le soluzioni
concrete scaturiranno dall'attuazione, anche in tale campo, del principio della
sovranità dei Cittadini che troveranno il modo di organizzarsi per fare fluire
tale sovranità nella vita della organizzazione giuridica.
Per quanto
riguarda la vita culturale (comprendente il campo dell'insegnamento, quello
delle libere professioni, quello religioso, quello artistico e quello
scientifico) l'Antropocrazia si aspetta che le relative organizzazioni
scaturiranno spontaneamente dalle iniziative dei Cittadini con vocazioni
culturali.
Anche in tale
settore, come in quello economico, alla domanda di servizi culturali, si risponderà
con attività individuali e anche con la creazione di organizzazioni autofinanziate
con i ricavi del Mercato culturale.
Anche in tale
Mercato, come in quello economico, sarà il gradimento degli utenti, paganti, a
informare e selezionare l'attività di coloro che svolgeranno i servizi
culturali.
Le vocazioni
di tale settore potranno essere liberamente coltivate, data l'esistenza del
Reddito di Cittadinanza che permetterà, a chi lo vorrà, di affinare le capacità
richieste dal Mercato culturale che, come quello economico, sarà sempre
stimolato dalla concorrenza, con beneficio degli utenti.
Quanto precede
ha carattere generale e quindi si riferisce alle esigenze di qualsiasi compagine
sociale.
Le esigenze
antropocratiche si diffonderanno dopo il crollo delle illusioni democratiche e
dei sistemi provenienti dal passato.
I dissesti
sociali avranno caratteri diversi a seconda delle situazioni e degli eventi particolari
sviluppatisi nei vari Stati.
Ciò fa si che
non sia possibile la formulazione di un programma astratto di riforma giacché
in ogni situazione sarà necessario agire in modo adeguato alle caratteristiche
particolari dei mali lasciati in eredità dai passati errori.
In generale,
la disgregazione dei tessuti sociali, si manifesterà come scarsezza di
vocazioni imprenditoriali nel campo economico, come sfiducia nella classe
politica nel campo sociale e come disperazione nel campo culturale.
La disaffezione
imprenditoriale sarà causata, da un lato, dall'assoggettamento delle attività
economiche ad insopportabili condizionamenti legislativi e, dall'altro, dalla
smisurata pressione fiscale causa di conflittualità sindacale e di inflazione.
Gli oneri
fiscali, aggiungendosi ai costi Aziendali, causano la lievitazione dei Prezzi e
quindi la rarefazione della domanda e la disincentivazione imprenditoriale.
La rarefazione
delle iniziative imprenditoriali provocherà alti tassi di disoccupazione.
La
disoccupazione favorirà la formazione di organizzazioni delinquenziali volte al
prelievo illegittimo di risorse economiche dal tessuto sociale.
La sfiducia
nella politica favorirà la proliferazione dei partiti.
La
proliferazione dei partiti favorirà da un lato l'inefficienza delle strutture
pubbliche essenziali lasciate prive di risorse, dirottate a favore di strutture
parassitarie, e dall'altro permetterà il diffondersi della corruzione connessa
all'enormità delle masse monetarie gestite dagli Stati.
La
disperazione culturale provocherà la ricerca di evasioni artificiali, nocive
per la salute, con la nascita di imprese delinquenziali organizzate per
sfruttare tale genere di domanda.
Le varie
realtà sociali si differenzieranno per le proporzioni dei fenomeni negativi che
le affliggeranno.
Quando sarà
venuta meno l'illusione che i fenomeni negativi possano essere combattuti con
la forza e con l'estirpazione, si accederà alla convinzione che il male si combatte
lasciando spazi sempre più ampli alla creatività umana, possibile solo nella
Libertà e nell'ordine.
La creatività
produrrà ricchezza e la ricchezza permetterà di realizzare la indispensabile
Solidarietà umana.
La fonte della
creatività sgorga dall'interiorità dell'Essere Umano e non potrà mai essere forzata
con provvedimenti artificiali, ma necessita di Libertà e di sicurezza per manifestarsi.
Il dirigismo,
voluto da esseri fanatici e prepotenti, ha creato in tal senso immensi danni e,
prima o poi, ci si dovrà decidere ad abbandonarlo.
La fiducia
nella vita, in generale, e nell'Essere Umano, in particolare, dovrà creare il
clima sociale necessario per ritrovare la corretta via.
L'Antropocrazia
non è un'ideologia e quindi non si rivolge a particolari settori sociali, bensì
è un ideale presente nelle coscienze di coloro che vogliono superare gli errori
della Democrazia.
L'Antropocrazia
in quanto movimento culturale non sarà sostenuta da alcun partito in particolare
ma agirà all'interno delle varie formazioni politiche come stimolo all'autocorrezione
che alla fine porterà alla fine dell'era politica.
L'essenza
della politica democratica è costituita dal governo degli Stati basato su maggioranze
rappresentative di interessi settoriali e non generali e quindi distruttivo nei
confronti di minoranze numericamente non rilevanti ma qualitativamente
essenziali per l'ordinato sviluppo della vita sociale.
Se le parti
che compongono una macchina avessero coscienza e si orientassero democraticamente
finirebbero con l'emarginare le parti numericamente irrilevanti con la
conseguenza della cessazione del funzionamento del meccanismo.
Se in una
macchina, l'inefficienza di uno solo dei suoi componenti, pregiudica il funzionamento
del tutto, perché, in un organismo sociale, l'emarginazione di un solo suo
componente dovrebbe essere meno pregiudizievole per il buon andamento
dell'intera comunità?
Si potrà
obiettare che il Progettista della macchina ha seguito criteri di economia, affidando,
a ciascun organo meccanico, una funzione essenziale per il funzionamento
dell'insieme, ma ci si deve domandare se negli organismi sociali non valga la
stessa regola e pertanto ogni qual volta un solo membro di esso venga offeso
non sia l'intera comunità a essere menomata.
L'Antropocrazia,
come visione culturale, parte dalla convinzione che ogni componente sociale sia
una parte preziosa e unica dell'intera vita comunitaria e, di fronte a
comportamenti aberranti, va alla ricerca delle vere cause per effettuarne le
correzioni e non già si contenta di scaricarne le responsabilità sui singoli,
che spesso, più che autori di misfatti, sono le prime vittime di errori,
nostri, precedenti.
Ogni
comportamento antisociale va riguardato come un prezioso sintomo dell'esistenza
di imperfezioni, nell'organismo sociale, da snidare e correggere se si vuole
pervenire alla risoluzione dell'intero problema e non del caso singolo. Se i
fenomeni della diffusione della droga e della delinquenza, per limitarsi a tali
due mali, venissero esaminati con l'ottica sopra descritta, rivelerebbero molti
segreti la cui Conoscenza eliminerebbe tali mali in un solo colpo e nel
contempo farebbe progredire enormemente la Cultura sociale.
In qualsiasi
campo, i sintomi patologici sono preziosi rivelatori di squilibri reali sottostanti
e la nostra percezione di essi è il primo passo verso la Conoscenza di quelle
leggi turbate, che nei sintomi hanno mostrato la loro reazione, primo stimolo
verso la correzione.
Se quanto
precede corrisponde a verità allora la vita sociale contemporanea mostra un
pullulare di sintomi patologici che ci avvertono che è giunto il momento del
risanamento e sarà per ognuno un'occasione positiva per contribuire al
Progresso generale.
Il primo passo
del contributo è costituito dalla riflessione e quindi dalla Conoscenza degli aspetti
concettuali dei vari problemi, da cui poi passare alle azioni pratiche di
correzione.
L'inveire
contro questo o quel male è assolutamente sterile e spesso nasconde un profondo
senso di colpa di cui non si vuole prendere coscienza.
Lo sdegno e
l'invettiva possono portare a sommovimenti superficiali le cui conseguenze sono
l'aggravamento delle situazioni preesistenti.
Gli Esseri
Umani dovranno sempre più convincersi che è necessario imparare a pensare con
obiettività e con sforzo interiore e non chiedere sempre le soluzioni agli
altri.
Ladispoli 18
Maggio 1992
Il Denaro è il
mezzo che permette di acquistare i beni del Mercato recanti un Prezzo.
Il valore del
Denaro è creato nella immaginazione di chi produce e mette in commercio con
Prezzi i valori economici reali.
In
contropartita del valore d'uso di un bene vi è un valore immaginario monetario
definito nel Prezzo.
La Vita
Economica si sviluppa nella convinzione generale che il possesso del Denaro
derivi originariamente da uno scambio con un bene economico.
Ciò può essere
vero in un momento qualsiasi di un Mercato generale, funzionante, con una Massa
Monetaria reale.
Nell'ipotesi
che tale massa sia stabile si pone il problema della sua sufficienza ai fini
delle esigenze della Vita Economica.
Nella realtà
economica oltre ai segni monetari circola un altro tipo di Denaro costituito
dagli effetti cambiari accettati in pagamento in quanto garantiti da beni reali
di proprietà dei sottoscrittori o dalla loro affidabilità.
L'immissione
degli effetti cambiari nella circolazione monetaria è corretta in quanto dietro
ciascun effetto vi è la realtà economica di colui che lo ha sottoscritto e la
valutazione di coloro che se lo girano sottoscrivendolo, creando una catena
continua di responsabilità.
Ciò dimostra
chiaramente che chiunque accetta in pagamento un effetto cambiario lo fa nella
convinzione che potrà, alla sua scadenza, averne in cambio, in un modo o in un
altro, il corrispondente Denaro da parte di chi lo ha emesso per primo.
Chi ha del
Denaro deve averlo ottenuto dietro cessione di beni e chi crea effetti cambiari
lo può fare solo se dispone di beni (anche l’affidabilità è un bene) che ne
garantiscano la riscossione alla scadenza.
Come si vede
il Denaro resta sempre legato, attraverso i Prezzi, ai beni economici.
Se noi
considerassimo i beni come elemento
primario della Vita Economica, allora ne deriverebbe la necessità di ancorare
l'emissione monetaria ad essi, ma per fare ciò occorrerebbe in qualche modo
fissare i Prezzi di tali beni e poi autorizzare i loro possessori ad emettere i
corrispettivi monetari.
Se invece si
partisse dal Denaro occorrerebbe stabilire un modo equo di distribuirlo tra i
componenti della vita sociale e lasciare ad essi di stabilire la misura
dell'attaccamento ai propri beni in rapporto al desiderio di altro Denaro.
Da tale
confronto nascerebbero le decisioni di vendita e di acquisto tramite i Prezzi.
Circa il modo
equo per far pervenire il Denaro ai Cittadini non potrebbe esservene che uno
solo cioè quello della uguaglianza delle quantità distribuite a ciascuno.
Circa i motivi
di tale distribuzione non potrebbe che esservi quello della fornitura dei mezzi
di sopravvivenza a ciascun Cittadino per proteggerlo dall'alea economica.
Quanto precede serve
esclusivamente per entrare nella logica monetaria e le due ipotesi sono
evidentemente solo teoriche, ma i ragionamenti svolti potranno aiutarci quando
entreremo nel vivo della questione monetaria delle società contemporanee.
Ladispoli 19
Maggio 1992
La causa
principale dei disagi sociali delle società contemporanee deriva dal fatto che
esse sono nate come modificazione continua di preesistenti situazioni, con la
conservazione del vecchio e con l'inserimento caotico del nuovo.
Siccome
l'organismo sociale è creato dagli interessi vitali dei suoi componenti,
qualsiasi modifica di esso provoca resistenze e disagi rendendo spesso peggiore
la condizione successiva rispetto alla precedente.
Chiunque si
impegni nello sforzo di rendere migliore un assetto sociale, di solito lo fa
avendo in vista situazioni particolarmente intollerabili, ma mai con una
visione globale dei problemi.
Ciò fa sì che
il miglioramento delle condizioni di un settore provochi ripercussioni negative
su altri settori la cui reazione diviene poi causa di ulteriori guai.
Una organizzazione
sociale vive in condizione di benessere quando consente a tutti i suoi
componenti di partecipare liberamente, con profitto individuale, ai vari
settori di attività che si svolgono in essa; viceversa essa si avvia verso un
progressivo decadimento quando consente che un settore, o una classe, soffochi
l'attività di altri gruppi sociali.
Non è
favorendo l'egemonia di una classe o di una corporazione che si giova al benessere
sociale, bensì creando le condizioni per libere collaborazioni, in reciproca Dignità.
Tutte le
concezioni o le ideologie che prospettano lotte sociali come mezzo di Progresso
operano in direzione diametralmente opposta a quella richiesta dal vero Progresso
sociale.
Certamente le
situazioni concrete possono creare contrasti tra gli interessi di parti contrapposte,
ma il raggiungimento di posizioni di equilibrio non può essere conseguito con
la sopraffazione di una parte, bensì con la corretta valutazione delle ragioni
che hanno portato al conflitto e con provvedimenti volti a correggerne.
Ciò potrà
accadere se si diffonderà una Cultura che faccia capire a ciascuna parte in
gioco il valore e l'indispensabilità dell'apporto di quella in momentanea
contrapposizione e che spesso, in un'ottica lungimirante, il benessere della
controparte è più importante del proprio.
Finora è
prevalsa una Cultura della guerra e i disastri provocati sono visibili ovunque
tra i popoli della Terra.
L'unico modo
possibile, per svolgere un'azione di risanamento nei confronti di un assetto sociale
dissestato, è quello di partire da un progetto
globale (suscitando magari l'antipatia dei romantici del quotidiano) in cui siano valorizzate e rispettate
tutte le istanze dei Cittadini, a qualsiasi categoria essi appartengano.
Per potere
concepire un tale progetto è necessario conoscere le istanze Sociali fondamentali
di ciascun componente sociale, indipendentemente dalla sua condizione particolare.
Ogni Essere
Umano si trova costantemente impegnato in tre ordini di problemi.
Il primo è
quello della sopravvivenza materiale, il secondo è quello della esigenza della
tranquillità psicologica da minacce esterne e il terzo è quello della
possibilità di poter agire in base a proprie determinazioni personali.
Le istanze
Sociali che ne derivano sono le seguenti:
- Sicurezza materiale.
- Sicurezza giuridica.
- Libertà.
La rivoluzione
francese con i tre ideali di Libertà,
uguaglianza e fratellanza alludeva alle tre esigenze
sopra indicate.
Oggi l'ideale
della fratellanza è chiamato Solidarietà.
L'errore dei
vari sistemi sociali è stato quello di non considerare tali ideali come reali
istanze da soddisfare, contemporaneamente e pienamente, tutte, senza privilegio
di una rispetto alle altre.
Ciò è dipeso
dal fatto che i Governi sono sempre stati espressioni di settori che di volta
in volta sentivano la preminenza di una delle suddette istanze e non si
curavano di evitare di creare situazioni di sacrificio delle altre.
In determinate
condizioni si operava per assicurare la Solidarietà sociale sacrificando la Libertà
o la Sicurezza Giuridica, in altre veniva sacrificata la Solidarietà e in altre
l'Ordine Giuridico.
Nei vari casi
le conseguenze erano situazioni di malesseri vari che tenevano le Società in
condizioni di sommovimento in cui poi si introducevano falsi valori e falsi
ideali capaci di disgregare ancora più quello che restava di funzionante fino
all'arrivo a vere e proprie situazioni di guerra civile.
Il malessere,
anche se in forme e connotazioni diverse, interessa tutte le aggregazioni
statali, nessuna esclusa, e, prima o poi, sarà necessario avviare la
ricostruzione sulla base di Progetti Globali basati sulla Conoscenza delle vere
istanze Sociali che vivono negli Esseri Umani.
Partendo dalla
sicurezza materiale e dai suoi
sinonimi fratellanza e Solidarietà, nonché dalla sicurezza giuridica e dai suoi sinonimi
uguaglianza e ordine ed infine dalla Libertà, è possibile avviare la
progettualità per la ricostruzione e il riordinamento del tessuto sociale, precedentemente
dilaniato, poggiandolo saldamente sui tre pilastri indicati.
Per fare ciò è
necessario comprendere in profondità il contenuto di tali fondamentali istanze.
Partiamo dalla
sicurezza materiale.
Nessun Essere
Umano può considerare accettabile una organizzazione sociale che non assicuri a
priori la possibilità di fare fronte, in ogni condizione, alle esigenze della
sopravvivenza materiale.
Da questo
punto di vista nessuna organizzazione statale reale può considerarsi soddisfacente.
Il problema è
se sia possibile l'esistenza di un tipo di organizzazione sociale capace di
soddisfare tale istanza.
L'unico modo
possibile per assicurare tale necessità è quello della istituzione del Reddito di Cittadinanza per ciascun
Cittadino, indipendentemente dalle condizioni particolari momentanee.
Per Reddito di
Cittadinanza si intende il percepimento di una quota monetaria mensile idonea
al dignitoso mantenimento in vita di ciascun Cittadino.
Con la logica
fiscale ereditata dal passato tale problema non è risolvibile in quanto lo
scarico sui costi di Produzione e quindi sui Prezzi di tale onere dissesterebbe
in breve tempo, attraverso l'inflazione, qualunque struttura economica.
Il problema è
quindi quello non di rinunciare a perseguire tale obiettivo basilare, bensì
quello di rivedere il sistema fiscale per modificarlo in conformità alla possibilità
di realizzare tale esigenza irrinunciabile.
Ciò è
possibile addivenendo a quella che possiamo chiamare la fiscalità monetaria.
Tale nuovo
tipo di fiscalità prevede il soddisfacimento dei bisogni monetari sociali
attraverso emissioni monetarie, in contropartita di decurtazioni di valore
della Massa Monetaria globale con il metodo della datazione del Denaro.
Questo è
l'unico modo valido di risolvere il problema del Reddito di Cittadinanza nonché
quello della spesa pubblica, correttamente intesa.
Tale sistema è
equo in quanto a favore, in eguale misura, di tutti i Cittadini, nessuno
escluso, inoltre non genera inflazione, in quanto non incide sui costi di
Produzione, e quindi sui Prezzi, e, infine, è immune dal vecchio male
dell'evasione fiscale, in quanto basato, non sulla contribuzione individuale,
ma su quella monetaria globale.
L'istituzione
del Reddito di Cittadinanza rende possibile la mobilità sociale verso assestamenti
individuali, corrispondenti alle vocazioni e alle aspirazioni personali, e rende
inoltre possibile la contrattazione individuale.
Con ciò le
strutture sociali saranno espressione delle scelte dei Cittadini, conformi al
livello culturale dei Singoli e delle comunità di appartenenza e sparirà gradualmente
la vecchia pretesa di imporre dall'alto, forzosamente, modelli culturali
astratti.
Lo sviluppo
culturale consisterà nel libero incontro delle domande e delle offerte culturali.
La valutazione
di tale progetto richiede apertura mentale e senso sociale, nonché senso di
responsabilità verso il futuro che sarà quello che noi avremo preparato.
Chi si illude
che le cose possano continuare "naturalmente", per la loro strada, avrà
delle amare disillusioni.
Già, fin da
ora, nel mondo cominciano a verificarsi dissesti sociali che vanno imputati non
ad astratte fatalità ma ad imprevidenza ed errori umani e chi è ancora in tempo
farà bene a risvegliarsi per prevenire quello che incombe minaccioso, e che
accadrà senza interventi preventivi.
Oggi i tempi
sono più che maturi perché gli Esseri Umani prendano nelle loro mani il proprio
destino sociale e non aspettino interventi miracolosi giacché, in tali
questioni, è l'umana saggezza che deve provvedere.
La Terra sarà
quello che noi ne faremo.
Ecco il perché
della necessità di esaminare con spregiudicatezza quanto viene creato dal
pensiero umano, senza timore dei progetti "troppo belli" la cui
alternativa è costituita dai disastri derivanti dal vivere in realtà prive di
contenuti umani.
Quando il
dolore derivante dal "vecchio" diverrà insopportabile allora si
troverà la forza per dedicarsi con abnegazione a preparare il
"nuovo".
Il progetto di
una realtà sociale dotata del Reddito di
Cittadinanza nasce da esigenze irrinunciabili e l'abbandono dei
pregiudizi che vi si oppongono è una necessità imprescindibile.
Quanto precede
può costituire un primo accenno al modo di realizzare una società in cui esista
la sicurezza materiale.
Per quanto
riguarda l'esigenza della sicurezza
giuridica è sufficiente ribadire quello che è già abbondantemente emerso
nella Cultura contemporanea sulla necessità di liberare le strutture pubbliche
di ogni incombenza di gestione e di governo dell'economia, di ogni missione assistenzialistica
e di ogni compito di formazione culturale, per dedicarsi esclusivamente alla
tutela giuridica dei Cittadini, lasciando le attività improprie al settore
privato.
Per quanto
riguarda il reperimento delle risorse monetarie necessarie alla pubblica amministrazione
della Giustizia si dovrà provvedere con le emissioni monetarie datate.
Venendo,
infine, all'esigenza della Libertà,
è sufficiente osservare che l'istituzione del Reddito
di Cittadinanza, svincolando gli individui dai condizionamenti economici,
crea le condizioni del loro orientamento individuale e sociale in base a
motivazioni interiori e quindi rendendo possibile la loro libera autoevoluzione.
Se si fosse
certi che quanto detto possa essere integralmente compreso ci si potrebbe limitare
ad esso e considerarlo progetto sociale
sufficiente a risanare qualunque contesto, comunque dissestato.
Ciò comunque
richiederebbe doti di fantasia creativa nel lettore per confrontare la proposta
con le realtà in cui si dibatte.
Da questo
punto di vista può considerarsi utile, mettere a disposizione di chi lo desiderasse,
tutto il lavoro di analisi pensante delle realtà sociali, che ha portato a tale
progetto, contenuto nei libri la via
d'uscita, del 1979, e la neosocietà, del 1991.
La riflessione
sui punti essenziali del progetto sociale presentato genera una serie di interrogativi
a cui è possibile dare risposta partendo dalla Conoscenza della realtà sociale
in cui si è vissuti.
Le riforme
basilari per iniziare il riassetto di
qualunque compagine sociale, comunque dissestata, sono le seguenti:
- istituzione della
datazione monetaria .
- istituzione della
fiscalità monetaria .
- istituzione del Reddito di
Cittadinanza .
- liberalizzazione dei
rapporti di lavoro .
- abrogazione di tutte le
leggi di regolazione e governo dell'economia .
- abrogazione di tutte le
leggi relative all'assistenza pubblica .
- PRIVATIZZAZIONE DI TUTTE
LE ATTIVITÀ EXTRA-GIURIDICHE DELLO STATO .
- riorganizzazione delle
strutture giuridiche .
Andiamo ad
esaminare il contenuto di ciascuna riforma.
Per istituire
la datazione monetaria è sufficiente stabilire per legge che da un determinato
giorno tutto il Denaro esistente, reale o di credito, vada considerato come
recante la data del giorno stabilito.
Per istituire
la fiscalità monetaria è sufficiente stabilire per legge che l'Istituto di Emissione
faccia degli accrediti mensili, per il Reddito di Cittadinanza, per gli emolumenti agli addetti al settore pubblico
e per le spese pubbliche, registrandoli,
in dare, in conti singoli intestati
ai beneficiari presso le varie Banche, e registrando le contropartite, in avere, in un conto che potrebbe
chiamarsi conto generale di
compensazione monetaria, su
cui saranno registrate, in dare,
le decurtazioni mensili della Massa
Monetaria globale effettuate dalle varie Banche.
I pagamenti
della circolazione monetaria avverranno a mezzo assegni Bancari datati , anche
a copertura garantita, con carte di credito, oppure con segni monetari datati,
per le spese mensili correnti.
Il Denaro
datato verrà creato dalle Banche, su richiesta dei Cittadini, entro le disponibilità
dei loro conti, e sarà registrato in dare
in tali conti.
Tale Denaro,
oltre la data di emissione, recherà il numero del conto del richiedente, nonché
il codice dello sportello che lo ha emesso.
Tale Denaro
perderà mensilmente o annualmente una quota del suo valore nominale in base al
tasso generale prefissato di decurtazione monetaria, e potrà essere sempre
versato in qualsiasi conto Bancario al suo valore residuo.
I segni
monetari invecchiati, versati nei conti Bancari, verranno addebitati, nel loro
valore residuo, alle Banche che li hanno emessi, per i controlli di regolarità,
e da queste inviati all'istituto di
Emissione, per la distruzione e per l'accredito, con data, del valore
residuo alla Banca che li ha inviati.
I controlli
avverranno automaticamente con le macchine a lettura ottica; sarà così anche
possibile individuare immediatamente eventuali false emissioni monetarie.
La differenza
tra il valore nominale e quello residuo verrà registrata in avere nel conto di compensazione monetaria della singola Banca.
Tutti i conti
di compensazione monetaria delle singole Banche faranno capo al conto generale di compensazione monetaria, gestito
dall'istituto di Emissione.
Le varie
Banche, il primo di ogni mese o di ogni anno, effettueranno la decurtazione monetaria mensile o annuale,
al tasso generale di decurtazione
vigente, registrando i valori di decurtazione in dare sui conti singoli e in avere
sul conto di compensazione monetaria.
Ad ogni inizio
d'anno tutti i conti di compensazione
monetaria delle varie Banche verranno scaricati, registrando in essi, in
dare, il loro ammontare e
trasferendo lo stesso, in avere,
sul conto generale di compensazione
monetaria dell'istituto di
Emissione.
Dopo tutte le
operazioni di trasferimento, ad ogni inizio d'anno, il conto generale di compensazione tornerà a zero, salvo per
quelle quote di segni monetari ancora in circolazione oppure distrutti.
Tutta la
materia sarà rigidamente regolata da un'apposita legge contenete quanto
esposto.
L'ammontare
del Reddito di Cittadinanza individuale, degli emolumenti degli addetti all'organizzazione
statale, gli stanziamenti per le spese pubbliche, nonché il tasso di
decurtazione monetaria mensile verranno fissati per legge in base alle
deliberazioni tecniche di appositi organi che saranno all'uopo creati.
Il principio
regolatore che guiderà la determinazione di tali ammontari sarà quello
dell'equilibrio della bilancia
commerciale generale.
Con
l'istituzione del Reddito di
Cittadinanza ogni Cittadino, dalla nascita alla morte, viene liberato
dai condizionamenti della volontà, e quindi della Libertà, scaturenti dall'incertezza
di poter soddisfare liberamente i propri bisogni vitali naturali, mediante la
disponibilità dei beni naturali.
La protezione
giuridica della proprietà privata, correttamente acquisita con libera contrattazione
e scambio, diviene eticamente accettabile solo a condizione che non si
determini mai l'inaccessibilità, per un solo Cittadino, delle fonti naturali
della propria sopravvivenza.
Tale esigenza
viene pienamente attuata con l'istituzione del Reddito di Cittadinanza fornito
a ciascuno, mensilmente, in valore monetario.
Tale valore
deve derivare dal vero potere economico che è quello dell'intera Massa Monetaria.
Se fosse
possibile prelevare il Denaro, per fornire il Reddito di Cittadinanza, in
quota, da ciascuna unità del Denaro presente nell'organismo sociale, si
attuerebbe perfettamente l'istanza di Solidarietà che chiede l'istituzione di
tale Reddito di Cittadinanza.
Ciò si
realizzerebbe senza alcuna incidenza sui costi di Produzione e quindi senza
generare inflazione.
Non potendosi
realizzare il prelevamento monetario nella forma indicata si può pervenire allo
stesso risultato decretando la perdita di valore del Denaro, secondo un adeguato
tasso mensile, per creare la contropartita per le emissioni monetarie
necessarie per il Reddito di Cittadinanza.
Con ciò si
rende possibile la realizzazione di una dinamica economica tutta fondata sulla
libera contrattazione e su accordi di convenienza dei suoi componenti, negli
spazi consentiti dalla concorrenza commerciale.
Prima della
istituzione del Reddito di Cittadinanza la sovranità del Cittadino sull'economia
si attuava dal lato delle scelte d'acquisto che decretavano inappellabilmente
il successo o l'insuccesso delle imprese produttive.
Dopo tale
istituzione la sovranità del Singolo diviene operativa anche dal lato della
contrattazione lavorativa, essendosi realizzata la parità contrattuale tra chi
offre lavoro e chi lo chiede in stato di sicurezza vitale.
Con ciò le
Aziende vengono condizionate sia dal lato del libero Mercato economico sia da
quello del cosiddetto Mercato del lavoro cui bisogna andare incontro con accettabili
offerte di convenienza.
Le scelte
sociali individuali saranno determinate da valutazioni interiori di convenienza
o vocazionali, realizzandosi la piena responsabilità dei Singoli che non
potranno più far risalire ad altri la causa delle loro eventuali insoddisfazioni.
Per chi non
trova attraenti le possibilità offerte dall'organismo sociale non rimane altra
via che quella della ricerca culturale volta a ricostituire il collegamento con
la realtà, per mezzo della maturazione individuale oppure con il lavoro
creativo volto a modificare gli aspetti esteriori ritenuti insoddisfacenti o
inadeguati.
Con
l'istituzione del Reddito di Cittadinanza la Libertà individuale diviene concretamente
conseguibile e quindi si crea la possibilità del lavoro culturale che
scaturisce dalle coscienze individuali.
Le conquiste
culturali, quando corrispondano a esigenze di altri, oppure possano divenire
per essi vantaggiose, potranno dare luogo ad attività culturali di servizio ed
entrare nel Mercato culturale, analogo a quello economico.
Nel Mercato
culturale operano oltre alle legittime motivazioni economiche altre istanze interiori
la cui soddisfazione spesso diviene preminente rispetto alle normali contropartite
monetarie.
L'Essere Umano
è tale che in nessuna delle sue manifestazioni sono assenti istanze interiori
di soddisfazione e si può affermare con certezza che dal punto di vista dell'interiorità
umana, la soddisfazione è il vero compenso che fa superare il dolore che si
connette ad ogni attività lavorativa, sia fisica che mentale.
La Liberalizzazione Dei Rapporti Di Lavoro
La
legislazione sui rapporti di lavoro dovrà essere tale da considerare centrale
la tutela delle volontà che si sono espresse nei liberi contratti individuali.
Occorrerà
abolire ogni forma di contrattazione collettiva ed ogni velleità di indirizzo o
limitazione dell'attività economica, che sempre dovrà scaturire dalle volontà
umane interessate.
Il moralismo
che prospetta generici interessi collettivi per sottomettere poi ad essi le
volontà umane dovrà sparire per sempre.
L'interesse
collettivo è una mostruosa astrazione, priva di ogni realtà se non nella mente
di coloro che per inconfessabili scopi lo prospettano, con il carattere di
un'antica malvagia divinità cui si deve obbedienza ed adorazione.
La storia ha
spesso portato alla luce le nefandezze che si sono attuate in nome di tali mostruosità
e l'uso scorretto che si è fatto del potere richiesto per attuare “l'interesse
collettivo".
L'unica realtà
valutabile è l'interesse individuale il quale non necessariamente deve essere
egoistico, anzi si può dire che il Progresso culturale e sociale dipende tutto
dall'interesse e dalla soddisfazione individuale, realizzati da coloro che lo
hanno prodotto.
Con lo
svilupparsi dell'industrializzazione delle società contemporanee è emerso il
problema della Solidarietà nei confronti di coloro che privi di ogni risorsa
economica si trovavano esposti al pericolo dell'emarginazione.
La strada
intrapresa dai poteri pubblici per fare fronte a tali esigenze è stata quella
del dirigismo legislativo volto a prelevare forzosamente dal tessuto economico
le risorse monetarie e successivamente ad indirizzare la Vita Economica nel
tentativo di evitare le distorsioni rilevate.
Purtroppo ciò
avveniva nella più assoluta ignoranza dei meccanismi psicologici che sono la
base della Vita Economica, con la conseguenza di creare condizioni di generale
paralisi della stessa.
Da parte dei
Governi ci si regolava sulla base dei suggerimenti di esperti d'economia
formati sui lavori di economisti dell'ottocento che perseguivano l'obiettivo di
trovare dei meccanismi di regolazione dell'economia e non la soddisfazione dei
Singoli.
L'esperienza
ha dimostrato che nessuna di tali visioni ha raggiunto anche parzialmente gli
obiettivi perseguiti.
Si è proceduto
di fallimento in fallimento fino al punto che si comincia a sentire l'esigenza
di un profondo cambiamento di rotta.
Il Mercato è stato riscoperto come il
toccasana dei mali, abbandonando le esigenze solidaristiche giacché si è capito
che nella povertà generale è illusoria ogni Solidarietà.
Con tali
atteggiamenti unilaterali si preparano le condizioni per ulteriori disastri futuri.
Fino a quando
ci si ostinerà a procedere a colpi di timonate legislative non si farà altro
che continuare a sfasciare la barca sociale su cui tutti galleggiamo.
I processi involutivi delle società contemporanee portano
alla formazione di gruppi di potere contrapposti.
Ciascun gruppo
amministra a proprio vantaggio il potere di cui dispone creando nel contempo
una filosofia giustificativa di esso.
L'assorbimento
delle energie nell'impegno di consolidamento delle proprie posizioni fa trascurare
le esigenze degli emarginati che divengono preda di stati depressivi o di
organizzazioni delinquenziali.
Proseguendo su
queste strade si perverrà ineluttabilmente a scontri sempre più distruttivi fino
alla completa disgregazione della vita sociale.
Tale
disgregazione è già in atto in molti paesi del mondo e in tutti i restanti
paesi essa è in corso di preparazione come risulta chiaramente dai sintomi che
si vanno presentando.
La fonte
psicologica che porta ciascun gruppo sociale a mettersi in guerra con gli altri
gruppi è costituita dall'analisi delle loro imperfezioni.
L'unico modo
per evitare la catastrofe è quello di capire che nessuno è esente da gravi
colpe sociali e pertanto la soluzione va cercata non nella distruzione degli
avversari, ma nella creazione di un nuovo modello sociale in cui non sia più
possibile il ripetersi degli errori del passato.
Tale tentativo
può essere attuato prima di raggiungere l'orlo dell'abisso.
Se ciò accadrà
la vita sociale potrà riprendere rapidamente il suo normale corso, altrimenti
saranno necessari molti dolori prima che ci si decida a mutare mente.
Chi
ostinatamente vuole inchiodare gli avversari alle loro colpe, da un lato si espone
ad una reciprocità di trattamento e dall'altro innesca un processo distruttivo
da cui non risulteranno né vincitori né vinti.
Ogni Essere
Umano che combatte pensa di essere dalla parte della ragione e vuole distruggere
il male impersonato dagli avversari.
In tale
comportamento vi è un profondo errore di metodo, ereditato dal passato.
Il male non si
combatte con la distruzione, ma con la creazione di situazioni in cui l'Essere
Umano possa trovare occasioni di soddisfazioni senza danneggiare gli altri.
La libera
creatività e la libera partecipazione sono le fonti per la diffusione del benessere
da cui può nascere la felicità individuale.
Di contro, il
soffocamento di ogni creatività è la fonte malsana da cui promana il malessere
e l'infelicità individuale, fonti di odio e di distruzione.
Il Potere che
vuole realizzare forzosamente disegni ideologici è la fonte principale di tutti
i mali.
Il Potere ha
due facce, una giuridica, volta alla protezione e difesa dei diritti individuali,
e una ideologica volta a plasmare gli Esseri Umani secondo modelli ideologici astratti.
Il primo è
legittimo perché è di sevizio, il secondo è illegittimo perché sopraffattore.
Il Potere
attraverso l'attività legislativa informa di sé le strutture sociale e
quand’anche si decidesse di abbatterlo, senza una matura visione progettuale basata sulla Conoscenza della realtà,
si rischierebbe di cadere in situazioni di disordine sociale peggiori delle
precedenti.
Un organismo
sociale plasmato per lungo tempo da azioni legislative di governo ispirate da
velleità dirigistiche, assume l'aspetto di un corpo vivente infestato da ramificazioni
cancerose la cui estirpazione traumatica può metterne in pericolo la vita.
Ecco perché il
trapasso da un sistema sociale ad un altro richiede una lunga preparazione
culturale e una profonda Conoscenza della realtà.
In tali
trapassi si presenta, tra gli altri, il pericolo dello scatenamento di odi tra
i gruppi contrapposti, ed ecco il motivo per il quale è necessario stabilire un
clima di pacificazione sociale basato sul convincimento che molti delle
deviazioni sono scaturite dalla innaturalezza del precedente regime.
Un giubileo sociale è la prima esigenza da
attuare in qualsiasi mutamento di regime.
Di fronte ad
un comportamento umano anomalo è difficile stabilire se esso sia scaturito da
decisioni autonome oppure se sia stato causato da condizioni esterne innaturali.
Se un regime
viene, ad un certo momento, considerato non corrispondente alle esigenze umane,
è logico dedurre che la sua influenza passata abbia indotto i Cittadini a
comportamenti irregolari, i quali, a loro volta, abbiano reagito negativamente
sul sistema con la creazione di una spirale comportamentale negativa.
Ciò perché una
gran parte delle azioni umane è determinata da atteggiamenti emotivi per cui la
reazione ad imposizioni non comprese e non accettate crea una situazione di
conflitto con la fonte di esse e da quel momento i comportamenti diverranno di
guerra, cioè privi di ogni carattere morale e tutti miranti alla difesa, da una
parte, e all'offesa, ove possibile, dall'altra.
Lo stato di
guerra con le istituzioni, di gruppi sociali tra loro o di individui contro altri
individui, snatura il carattere dei comportamenti umani e dei giudizi che una
parte formula sull'altra.
Ecco perché
ogni radicale mutamento di regime, motivato da lucide analisi sociali, per essere
coerente con le proprie convinzioni deve azzerare tutto il contenzioso penale e
pubblico proveniente dal passato.
Ciò non ha il
significato che tutte le azioni umane siano di carattere reattivo, cioè
emotivo, ma non potendo distinguersi tra i vari comportamenti, nel dubbio, da
un lato, e nella certezza dell'esistenza di irregolari situazioni sociali
precedenti, dall'altro, è bene, all'inizio di ogni riforma sociale radicale,
realizzare quello che sopra è stato chiamato il giubileo sociale.
Ciò per
ottenere la riconciliazione sociale indispensabile per un ordinato avvio di una
nuova strutturazione della società.
Il giubileo sociale ha ripercussioni
psicologiche, ma le preoccupazioni degli Esseri Umani non hanno soltanto
origine da disagi psicologici, ma anche da disagi economici.
Nella fase di
profonda trasformazione di un assetto sociale in un altro diverso, inevitabilmente
si determineranno delle necessità di eliminazione di strutture ritenute
superate, con la conseguenza della perdita provvisoria di lavoro da parte di
molti Cittadini.
Ciò impone
l'esigenza della immediata istituzione del Reddito
di Cittadinanza la cui pratica realizzazione dipende dalla corrispondente
riforma monetaria e fiscale.
Ladispoli 7
Giugno 1992
Tutte le
strutturazioni sociali presenti nel mondo, per un verso o per un altro, non
corrispondono alle esigenze degli Esseri
Umani.
Tali esigenze
sono: la sicurezza materiale, la sicurezza giuridica, la Libertà.
L'unico modo
per realizzare la sicurezza materiale
e la Libertà è l'istituzione del Reddito
di Cittadinanza.
La sicurezza giuridica può essere
assicurata con la depurazione delle strutture statali da ogni funzione che non
sia quella della protezione giuridica
dei Cittadini.
Per realizzare
l'Istituto del Reddito di Cittadinanza
l'unico modo possibile è quello del ricorso ad accrediti monetari mensili
da parte dell'istituto centrale di emissione a favore di tutti i Cittadini.
Le
contropartite di tali emissioni saranno costituite dalle decurtazioni monetarie mensili o annuali, a tasso
programmato, dell'intera Massa
Monetaria.
Ovviamente
ogni movimento di valori monetari dovrà essere legato alla data e la relativa decurtazione
si baserà su tale data.
Tale
meccanismo sostituirà, beneficamente, quello pernicioso dell'inflazione.
In quanto
precede è contenuto tutto l'essenziale per un progetto globale di riforma di
qualunque sistema sociale.
I concetti
sopra richiamati, essendo per lo più nuovi, necessitano di chiarimenti.
Per
raggiungere questo scopo descriviamo le situazioni e i comportamenti dei
protagonisti sociali in un contesto riformato in base ai concetti sopra esposti.
1°) - Ciascun Cittadino riceve in un proprio
conto Bancario, mensilmente una somma, chiamata Reddito di Cittadinanza, idonea a consentirne la dignitosa
sopravvivenza, indipendentemente dalla condizione contingente personale.
2°) - Ad ogni inizio di anno ogni Cittadino verserà nel proprio conto Bancario
tutto il Denaro contante di cui dispone, per consentire l'apposizione su tale
Denaro della data del nuovo anno. Dopo tale apposizione il Denaro potrà essere
prelevato nuovamente nell'ambito della disponibilità del proprio conto
Bancario.
3°) - Il saldo del conto verrà sottoposto alla decurtazione fiscale, al tasso fiscale generale, e tale
decurtazione verrà accreditata sul conto
fiscale personale, custodito presso l'istituto
centrale di emissione.
1°) - Ad ogni inizio di mese l'istituto
centrale di emissione provvederà, tramite le proprie filiali distribuite
sul territorio, ad accreditare il conto
Bancario di ogni Cittadino del Reddito
di Cittadinanza, addebitando il suo conto
fiscale personale,
custodito nell'Istituto. Provvederà anche ad accreditare nei conti degli
addetti alla pubblica amministrazione i loro stipendi e a versare alle singole
casse le somme occorrenti per la pubblica gestione, previste nei preventivi di
spesa, autorizzati dagli Organi competenti.
2°) - Ad ogni inizio di anno controllerà che le
singole Banche, presso le quali i
Cittadini hanno i propri conti, trasmettano le decurtazioni fiscali da accreditare sui conti fiscali personali.
3°) - Gestirà il movimento del Denaro contante,
scaricando le Banche degli esuberi oppure rifornendole su loro richiesta.
1°) - Oltre le tradizionali funzioni di raccolta
di risparmio e di credito, le Banche gestiranno i conti individuali dei Cittadini ove mensilmente verranno
accreditati, dall'istituto centrale di emissione, i Redditi di Cittadinanza.
2°) - Ad ogni inizio d'anno riceveranno i
versamenti di tutto il contante detenuto
dai Cittadini, lo dateranno, trasmettendo l'eventuale esubero all'istituto centrale di emissione.
3°) - Ad ogni inizio d'anno effettueranno la decurtazione fiscale dei conti dei Cittadini
al tasso fiscale generale
vigente, accreditando i relativi conti
fiscali personali custoditi
presso l'istituto centrale di emissione.
* *
*
Nei nove punti
precedenti è descritto il meccanismo operativo della fiscalità monetaria e del Reddito
di Cittadinanza.
La
determinazione dell'ammontare del
Reddito di Cittadinanza e del tasso
fiscale, spetta, ad ogni inizio d'anno, ad un organo di rappresentanza della Vita Economica, che con la ratifica
dell'organo di rappresentanza della
Struttura Giuridica, vengono trasmessi all'istituto di Emissione e alle Banche, per gli adempimenti di loro spettanza.
I criteri per
la determinazione dei due valori suddetti deriveranno dalla valutazione dei
saldi monetari dei rapporti con l'estero, con la mira di mantenere l'equilibrio
di tale campo.
L'organo di rappresentanza dell'organismo
economico, su indicazione dei responsabili
settoriali della pubblica amministrazione, delibererà in merito alle proposte
di stipendi e di spese, trasmettendo i deliberati, dopo la ratifica dell'organo di rappresentanza della Struttura Giuridica,
all'istituto di Emissione.
Oltre quanto
detto sopra non è opportuno aggiungere ulteriori precisazioni, in merito alla costituzione
e formazione delle rappresentanze per il governo della Vita Economica e di
quella giuridica, spettando ai Cittadini il compito di maturare le convinzioni
culturali di base, per pervenire a specificazioni costituzionali, per la
realizzazione di quanto indicato.
Appare invece
opportuno indicare alcune conseguenze di fondo derivanti dall'attuazione delle
riforme proposte.
1°) - L'esistenza del Reddito di Cittadinanza generalizzato consente la libera contrattazione individuale in
ogni campo della vita sociale.
2°) - Consente la libera ristrutturazione delle
Aziende e degli Organismi pubblici, senza che le momentanee disoccupazioni
divengano insostenibili.
3°) - Consente l'autogestione della vita
individuale dei Cittadini tenendo conto delle vocazioni
e non delle sole necessità materiali.
1°) - L'istituzione della fiscalità monetaria consente il recupero
a fini sociali dell'enorme valore monetario distrutto annualmente dall'inflazione.
2°) - Consente la liberazione dell'organismo
economico dalle imposizioni fiscali, dirette e indirette,
che, entrando nei costi di Produzione, creano l'inflazione.
3°) - Libera i Cittadini, le Aziende e le
strutture pubbliche dalle incombenze delle dichiarazioni dei redditi.
* *
*
A questo punto
è possibile fare delle considerazioni sui criteri generali che dovranno guidare
la vita sociale del futuro.
Nella Cultura
sociale sempre più si va affermando la convinzione che il libero Mercato è l'unico
sistema valido per il sano sviluppo della Vita Economica.
Nel libero
Mercato il potere economico è tutto nelle mani dei Cittadini che, con le loro
scelte di acquisto, determinano il successo o l'insuccesso delle Aziende e, ad
esse, resta solo una funzione di servizio.
Nel libero
Mercato la formazione dei Prezzi nasce dai costi di Produzione e dai margini di
utile voluti dai Produttori.
Perché un
prodotto venga immesso sul Mercato è necessario che il suo Prezzo sia vantaggioso,
per gli Acquirenti, rispetto a quello praticato dalla concorrenza.
La libera
concorrenza è l'unico mezzo per la continua diminuzione dei Prezzi di Mercato,
per effetto delle razionalizzazioni produttive e del Progresso tecnologico, con
beneficio degli Acquirenti.
Con i Prezzi
di Mercato debbono fare i conti le Aziende che, nelle contrattazioni con tutte
le parti in gioco, dovranno far valere i limiti posti dal Mercato.
L'esistenza
del Reddito di Cittadinanza metterà ogni Singolo contraente in grado di fare
delle scelte di convenienza, cioè libere, facendo con ciò valere il proprio
concreto giudizio in campo sociale.
Sia le
iniziative produttive che quelle di lavoro avranno concrete possibilità di successo
se opereranno in subordinazione alle esigenze del Mercato.
Ciò
costringerà tutti gli Operatori del settore economico ad un alto impiego delle
facoltà intellettuali e manuali, per trovare nuovi spazi operativi e per
offrire sempre nuove convenienze agli Acquirenti, cioè a tutti.
Chi vorrà
avviare un'impresa economica dovrà confrontare la sua aspettativa di utile con
le possibilità offerte dal Mercato.
Chi vorrà
lavorare in campo sociale dovrà confrontare la propria aspettativa di remunerazione
con i preesistenti costi della Produzione verso cui vuole orientarsi.
L'esistenza
del Reddito di Cittadinanza consentirà, a chi vorrà cimentarsi in campo economico,
di prepararsi in maniera da poter soddisfare le richieste del Mercato.
La fiscalità monetaria,
liberando la Produzione da qualsiasi aggravio estraneo alla Vita Economica,
permetterà la formazione dei Prezzi solo in base ai reali costi economici.
In campo
economico il Progresso porterà ad un sempre maggiore impiego delle macchine, da
un lato, e ad una sempre maggiore specializzazione lavorativa, dall'altro, con
continuo aumento della riduzione dei costi, con vantaggio degli Acquirenti,
cioè di tutti.
Assodato che
il libero Mercato favorisce i legittimi interessi di ciascuno, e quindi di tutti,
è necessario che esso goda di tutela giuridica da parte dell'organizzazione
statale.
Si può
tranquillamente dire che l'unica ragione d'essere dell'organizzazione statale è
il suo servizio giuridico a favore dei Cittadini e della Comunità da essi
costituita.
Gli Operatori
del campo economico possono continuare a produrre i beni necessari anche agli
addetti all'organizzazione statale, in quanto hanno necessità della loro
protezione giuridica.
L'Organo di
rappresentanza del settore economico dovrà stabilire i compensi degli addetti
al settore statale, in misura adeguata al livello di vita medio conseguito
dalla struttura sociale e tali da incentivare le scelte di lavoro verso tale
settore, essenziale alla pace sociale.
In merito alle
forme da assumere delle strutture pubbliche, più confacenti agli interessi generali,
vi è da dire soltanto che sarà necessario espellere da esse quelle che non
abbiano carattere di servizio giuridico.
Tutte le forme
di potere diretto sul settore economico dovranno immediatamente scomparire in
quanto capaci solo di intralciarne il benefico sviluppo e di aggravarne inutilmente
i costi.
Al settore
giuridico spetta la sorveglianza sui comportamenti sociali, per evitare la violazione
delle norme di pacifica convivenza previste dalle leggi che l'organizzazione sociale
si è date e si andrà dando, con il progredire della Civiltà giuridica.
La rilevazione
delle trasgressioni spetterà agli Organi di Polizia e la loro valutazione
giuridica sarà di competenza della Magistratura che stabilirà i necessari
reintegri forzosi a carico dei trasgressori.
La liberazione
del settore giuridico da ogni funzione impropria consentirà rapidità nelle
rilevazioni e nei provvedimenti reintegrativi.
Il regime dei
vincoli e delle proibizioni aprioristiche e quello delle licenze, dei permessi,
delle concessioni e similari dovrà scomparire il più presto possibile ed essere
considerato come un brutto capitolo del cammino sociale, fonte di tutte le
sopraffazioni e delle corruzioni che hanno martoriato il tessuto sociale.
Lo
smantellamento di moltissime delle attuali strutture pubbliche, attuato in
regime di Reddito di Cittadinanza, eviterà i traumi sociali che si avrebbero
senza l'esistenza di tale sicurezza di base.
Con ciò si
avrà la possibilità che i Cittadini si orientino verso attività socialmente
proficue con beneficio psicologico oltre che economico.
Circa i modi
di strutturarsi del settore giuridico vi è poco da dire, giacché gli addetti a
tale settore hanno un altissimo grado di Conoscenza della problematica sociale
e di competenza giuridica e sapranno deliberare i provvedimenti necessari
nonché indicare le forme di snellimento e di efficienza necessarie alla vita sociale.
Il problema culturale appartiene alla sfera individuale di
ogni Essere Umano.
Ciascuno è
sovrano della propria coscienza e responsabile verso se stesso del proprio
stato interiore.
Tutto il
lavoro interiore volto al raggiungimento di propri obiettivi è la fonte di ogni
tipo di Cultura.
Quando le
conquiste personali portano a realizzazioni esteriori divengono messaggi
culturali o beni culturali.
I beni
culturali possono essere oggetto di domanda e offerta, come i beni economici, e
quindi dare luogo ad un Mercato culturale che si integra nel Mercato economico.
I beni
culturali possono essere infiniti come infiniti possono essere i bisogni culturali.
Appartengono a
tale categoria i servizi religiosi, di insegnamento, di assistenza medica, di
assistenza legale, gli elaborati scientifici, le produzioni artistiche ed in
generale tutte quelle manifestazioni umane in cui resta stretta e
indispensabile la connessione tra il prodotto e la persona che lo ha posto in
essere.
Lo scambio dei
beni culturali, con altri della stessa
natura o diversi, dà luogo al libero Mercato culturale, integrato nel libero
Mercato economico, da cui si distingue solo per la natura prevalentemente immateriale
delle produzioni.
Anche in campo
culturale, come in quello economico, la sovranità appartiene al libero utente e
ogni tentativo di intromissioni estranee, nei rapporti tra i contraenti, va
combattuto anche sul piano legislativo.
Le istituzioni
debbono tenersi lontane da ogni forma di assistenzialismo o di indirizzo, giacché
il percepimento del Reddito di Cittadinanza consente a ciascuno di gestire
responsabilmente la propria vita e quindi di fare le proprie esperienze, anche
negative, il cui superamento appartiene alla Libertà individuale.
Quanto precede
è la comunicazione, estremamente sintetica, di una riflessione quarantennale
sulla vita sociale.
Ogni parola ed
ogni concetto necessitano di approfondimento meditativo per confrontarli con
l'esperienza di vita di ciascuno.
Tali
comunicazioni vengono fatte nella convinzione che il futuro non consentirà più
di navigare sulla superficie della vita, ma chiederà a ciascuno una presa di
posizione sociale responsabile, affinché la democrazia divenga, finalmente, una
formula benefica per l'Essere Umano.
Il mondo è
devastato da terribili disfacimenti di strutture sociali, con catastrofi e dolori
umani inaccettabili.
Chi è ancora
in tempo ha l'obbligo di interrogarsi profondamente per cercare le soluzioni
che evitino il cadere in tali situazioni.
Ladispoli 18
Agosto 1992
L'evoluzione
culturale dell'Umanità, dalle origini ai giorni nostri, ha proceduto sotto la
spinta di due tendenze culturali contrapposte.