Auguri di capodanno 2010
Questo del 2010 sarà, per me, l’anno degli addii,
ma che nessuno azzardi a fare la minima piangina!
Siamo il prodotto delle nostre azioni ed esse sono la coerenza dei nostri pensieri e volontà.
E le nostre azioni portano ad avere delle situazioni.


Non mi sento in colpa per aver mollato e non sentirti in colpa tu della MIA delusione.
Però renditi responsabile che se [fino ad ora] non hai fatto un cazzo per la Causa è solo ed esclusivamente OPERA TUA.
Non chiamare in causa la tua poca propensione alla materia [economica], o il tuo poco tempo o la ormai troppo bene consolidata struttura che IGB ha tessuto nei secoli..
Se io ho fatto, in questi 5 anni, quello che ho fatto è stato per dare un esempio:
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non avevo conoscenze accademiche di economia (ho studiato, operavo ed opero in tutt’altro ambiente);
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non avevo e non ho particolari inclinazioni buoniste o etiche verso il prossimo (giocavo in borsa, anche se, in realtà, nessuno “gioca” veramente in borsa ma simula su mercati azionari internazionali le simpatiche abitudini in uso in quel di Sodoma, cercando di essere artefice e non artificiere);
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non avevo e non ho gran quantità di tempo libero (famiglia, gatto, casa, Formula Uno, amici, parenti, lavoro..) e meno che mai..
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..avevo risorse economiche (unico stipendio, casa in affitto..) da dedicare alla Lotta;
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non avevo, e non ho (sob!), particolari doti dialettiche tali da "predicare in giro il Verbo"..
..eppure.. eppure qualcosa ho fatto.. anzi.. [‘affanculo all’umiltè© - alla Vito]: ho fatto una cosa GRANDIOSA per un singolo individuo con le mie borghesi caratteristiche:
IO HO CREATO
Ho creato qualcosa di NUOVO, ho creato qualcosa di BUONO. Prima il signoraggio.com e poi il PRIMIT.
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Gigabyte di informazioni, prima inesistenti o cmq sparse ai quattro angoli del WEB.. vuoi mettere la comodité© di averle tutte raccolte in un unico posto?
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Articoli didattici e video mirati a introdurre anche per il neofita più assoluto l’argomento-SIGNORAGGIO..
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Sputtanamenti a go-gò [sempre documentati] di finti-paladini, che avrebbero (e lo fanno, ahimè) deviato migliaia se non milioni di giovani menti e relativi pensieri. E, se hai letto bene l’introduzione capirai, spero, l’importanza, per il SistemaIGB, di mettere le mani su pensieri teneri e puri per poter controllare le posteriori azioni degli stessi ingenui individui ed avere quindi la situazione compiacente ai suoi bisogni, secondo lo schema:
pensiero -> azione-> situazione
manipolazione pensiero -> azione voluta -> situazione desiderata
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Fiere delle verità: nate per dare voce a quelle persone che avevano qualcosa da dire ma non trovavano il coraggio/supporto logistico per farlo.. poi, vabbè, mi sono accorto che in realtà in un mondo di muti è stupido sbattersi per fornire un megafono, addirittura gratuito, e allora le Fiere delle verità sono diventate un evento totalmente indirizzato alla diffusione “dello male dello monno”..
e altre decine di cosucce più o meno utili, più o meno riuscite..
Il frutto più importante dell’albero-pascucci-cattivo è stato senza dubbio l’aver fatto conoscere a gente interessante altra gente interessante: i PRIMITivi.
PRIMITivo non è un termine a caso, nulla lo è, vero Goethe?? – che saluto perché so che ci legge..
PRIMITivo è colui che è puro, che non è inquinato dalla merda di SistemaIGB, o, se lo è, e sappiamo che è sempre difficile vivere in una fogna e non portarsi addosso neanche un profumino strano (e tutti viviamo nella stessa immensa cloaca che è il mondo progettato e voluto da IGB in persona).. e se lo è, dicevamo, almeno se ne vuole tirare fuori. E non è poco.
PRIMITivo è anche essere ingenui, credere che tutto possa ancora essere cambiato..
PRIMITivo è impegnarsi per un sostegno morale, economico, spirituale, pratico verso altri PRIMITivi..
PRIMITivo è far parte della Causa.
Io, però, mollo.. ma non essere allarmato da questo, e non essere arrabbiato. La rabbia ti porterà a viziose ricerche di incongruenze, da parte mia. Ma, se mi hai seguito un minimo, saprai che sono da sempre un fan del più debole, del reietto e quindi sto dalla parte del perdente, sempre. Se dissi “molla chi è mollo”.. beh.. rivendico la dignità e l’arbitrio del “mollo”, della persona che non ce la fa a continuare, non in maniera forte e lucida e, soprattutto, PROSPEROSA.
La Causa non è come il passeggiare.. che si puo’ fare trasognante o con le mani in tasca, fischiettando o immersi nel proprio pensiero, distratto dalla realtà che ti circonda..
La Causa non è come andare in bici, dove sì pedali ma ogni tanto ti fermi e la bici va lo stesso.. dove becchi una discesa dopo ogni salita, dove puoi sfruttare la scia di chi ti è davanti o, stando davanti te, rallentare per un certo periodo/spazio..
La Causa è come sciare. Attenzione massima, muscoli sempre in funzione, mai un rilassamento, pena la caduta.
Se pensi che io sia un estremista, un esagitato, uno che non sa godersi la vita.. beh.. allora sei l’incarnazione del VERO motivo per cui mollo. E avvalori in ogni mia tesi.
Ciò che ho fatto io deve servirti per SPINGERTI A PROSEGUIRE, non per rimuginare in dispendiose analisi del nulla, che non ti aiuteranno di un millimetro nel percorso della Causa stessa. Ti dedico questo..
::IO VOL[av]O::
1.dic.2009 - di sandropascucci : www.signoraggio.com : www.primit.it
Per andare sulla Luna[1] l’Uomo ha bisogno di un macchina, chiamata razzo. Se vuole andarci fisicamente è così, non c’è verso. Puo’ immaginare di andarci e allora non serve nulla, al più una bottiglia di vino.. ma se vuole altrimenti.. abbisogna di dura ferraglia.
Il razzo si compone di varie parti, ognuna con specifiche caratteristiche tecniche e logiche. Tutte cooperanti verso la funzionalità di base e la finalità operativa della macchina, ossia: portare l’Uomo dalla Terra verso un altro corpo celeste. Vivo, possibilmente.
Io, per la Causa, per la Lotta al signoreggio bancario, sono [stato] il c.d. “primo stadio” di questo razzo-vettore. Non sono stato l’unico ma come tipologia tecnica senza dubbio mi ritengo essere un “primo stadio”.
Al primo stadio, o vettore di base, non è richiesta molta intelligenza, né particolare sensibilità.
Il vettore di base non deve durare per sempre ma solo per il tempo necessario a portare ad una certa quota il resto del razzo. Dopo si accenderà il secondo stadio e così via..
Il vettore non deve risparmiare carburante ma, anzi, bruciarlo in modo ottimale e completo, dato che non è previsto un suo rientro guidato ma solo una rovinosa, bellissima e mortale caduta libera.
Il vettore è grezzo, con una rifinitura di massima, spesso non è neppure dipinto o protetto contro le intemperie.. da sempre cade in mare aperto, scendendo negli abissi profondi, dove scomparirà per sempre. Non si è mai sentito di un vettore di base recuperato.. le TV non mostrano le immagini della fine del viaggio del vettore.
IL VETTORE NON VEDRA’ MAI LA LUNA.
L’equipaggio è il carico più importante ed è molto distante dal vettore, sulla cima della struttura, pur essendo un tutt’uno con esso. L’equipaggio non ricorderà il primo stadio al momento dello sbarco sul nuovo mondo, né al rientro..
Durante i festeggiamenti non ci saranno brindisi “al vettore!” né “hip hip hip urrà per il primo stadio!”
Qualche tecnico misconosciuto e sfigato si ricorderà del vettore e ci saranno momenti in cui qualcuno dirà: “io, io l’ho visto da vicino, io c’ho lavorato, sapete?!” ma sarà guardato con condiscendenza, per pochi attimi, poi di nuovo gli sguardi torneranno a focalizzarsi sul nuovo mondo.
Ed è tutto giusto così.
Dell’intero razzo solo la parte in testa è destinata a salvarsi, la parte che ospita il meglio di noi stessi, la parte più umana di noi, dei nostri sogni, dei nostri desideri, dei nostri destini.
Ma per staccarsi dalla cruda e tenace Terra occorre una forza grezza di pari (anzi: maggiore) vigore. Una fiammata paurosa, lunga, incandescente, irriverente.. che allontana, in ogni senso, tutti quelli che non sono voluti partire da “gli altri”, dai pionieri..
Via, scioò, andate da un’altra parte, sembra dire l’immensa voce del boato di partenza.. potevi essere con gli altri, verso un mondo nuovo, migliore.. invece hai cazzeggiato, ottuso omino, sul sesso degli angeli, sul colore delle panchine del parco, sul mio stesso colore, questo razzo è troppo scuro questo razzo è troppo chiaro.. e addunque brucia, ora, ardi o’ misero.
Non piangere altro che la tua pochezza, le tue paure, la tua avidità, la tua stupidità.
Li vedi, gli altri, che vanno? Che partono? Senza di te..
Tu stai qui, che non sei degno, non sei capace.. non puoi pensare ad un mondo diverso da questa meschinità che oggi, invece, noi lasciamo.
Noi.. vabbé.. sì, lo so..io tornerò giù, di corsa, pesante, inutile ed esplosivo.. ma loro no, loro son liberi. E sai una cosa.. anzi due? Vuoi sapere i miei ultimi due pensieri, i miei due ultimi progetti e obbiettivi da portare a termine??
Uno: volgere lo sguardo al cielo, lungo la scia lasciata dal resto del razzo, verso la navicella che corre sola incontro al proprio sacrosanto e ineluttabile destino di novità e libertà, sincerandomi – con orgoglio – della bella traiettoria che ad essa ho lasciata impressa..
..e due: girarmi sul mio asse e piombare giù, con la fisica velocità dei gravi, e in mente raffinati et precisi calcoli balistici per individuarti, piccolo verme tra vermi, mentre prendi il sole col ventre a terra, beato idiota, e portarti finalmente ..un po’ del tuo disordine, del tuo rumore..
lo senti questo sibilo crescente? Rilassati.. è questione di un attimo.. ma se vuoi stringerle.. fai pure: io mi ci divertirò pure di più.
E non dire: ma io non lo sapevo!
[1] che poi sulla Luna.. ci siamo davvero stati? |
Comunque sia.. l’anno sta finendo e un altro anno sta iniziando.. non oziare, non perdere tempo, non cazzeggiare inutilmente, non girarci intorno alle cose, non farti ingannare, non vivere con gli occhi volutamente chiusi, non sminuire il prossimo ma non eleggerlo a tuo guru, non ti associare con personaggi di dubbia moralità o di comprovata disonestà, non chiedere per dare ma se dai accertati a chi stai donando, di fatto, spicchi di tua vita..
..e non pensare che questi consigli non siano validi perché vengono da uno che ha mollato, per due motivi:
- un ciccione puo’ dire ciccione ad un altro ciccione senza che il secondo ciccione non sia meno ciccione solo perché etichettato ciccione da un ciccione;
- io ho mollato.. ma DOPO CINQUE ANNI. Tu vuoi essermi da meno?
Criticami dal 14 gennaio 2015. Non un giorno prima.
Di quelli con i quali son partito.. nessuno mi affianca, né mi precede. Tu dove sarai tra 5 anni?
Io dico: "ancora a quella cazzo di catena."
Mostrami che ho [avuto] torto..
sandro pascucci
signoraggio.com
primit.it
1 gennaio 2010 |