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Ma a me.. delle guerre d'Israele.. ch'amenefotte?!
(di Sandro Pascucci - www.signoraggio.com)

A chi è appena tornato dalle poco meritate e costosissime vacanze lo attende il sempre accorto telegiornale per informarlo che Israele ha invaso il Libano. Si, certo.. è guerra, ci mancherebbe.. per caritàdiddio.. ma a noi, a me, personalmente: ch'amenefotte?!

Sono occidentale, io.
La Democrazia-BUM-BUM, io, la esporto, mica la subisco.
Dal teatro delle operazioni arrivano notizie freschissime, di prima mano.
C’è l’immancabile fotografo free-lance con la sua bella, professionale e costosissima Nikon da 18Mb pixel che riprende e mette on-line le immagini di un bambino ferito dai bombardamenti quotidiani che Israele effettua sulle case civili libanesi.

E’ il vantaggio del progresso digitale.

Se il fotografo è accorto e veloce una foto è scattata, convertita, compressa e spedita sul WEB in circa 3 minuti.
Una volta si diceva “da casa mia si vede ‘o mare”, oggi, se il fotografo è di stomaco forte, possiamo dire “da casa mia si vedono i bambini libanesi uscire storpiati dalle macerie delle loro case”. E tutto dopo 3 minuti dal fatto, non è una figata pazzesca!? Solo in occidente possiamo tanto.

Possiamo vedere la faccia di un bambino sfigurato in una dettagliatissima foto, anche se del dettaglio ne avremmo fatto a meno, questa volta, perché di quel bimbo non è rimasto granché.

Solo 3 minuti fa, magari mentre ci accingevamo ad accendere il nostro PC, il bambino era ancora un bel bambino. Sano, completo, magari affamato (avete mai visto un bambino libanese obeso?) e inconsapevole della svolta che da li a poco (3minuti, signori, 3 minutiiii, in carrozza si parteee!) la sua vita prenderà. Ha degli occhioni neri, allegri, vispi, intelligenti, curiosi (3 minuti! Si va in scenaaaa!)

Mentre noi pigiamo il tasto di accensione del nostro elettrodomestico preferito un bambino (che democraticamente chiameremo Alef) corre nelle vie polverose di Beirut. Il monitor si accende, Alef si ferma, ha sentito qualcosa.

Il nostro PC si avvia e conta la memoria presente nel sistema. Ci hanno insegnato che si chiama memoria volatile e allora bisogna ricontrollarne la presenza ad ogni accensione.

Alef alza gli occhi al cielo, istintivamente cerca la fonte del sinistro sibilo che ha udito nell’aria.

Il computer, per non sapere né leggere né scrivere, controlla anche che ci siano tutti gli hard-disk, la tastiera e il mouse e ogni cosa. Fidarsi è bene ma girano tanti mariuoli..

Alef vede un puntino nel cielo azzurro e limpido di Beirut. Mentre parte l’interfaccia colorata a finestre sul nostro PC il puntino è diventato già una sagoma grigia minacciosa.

Si tratta di un F-16 OFDS (Ovviamente di Fabbricazione Democratica Statunitense). Un gioiellino del genere monta un motore Pratt and Whitney (oppure General Electric) capace di 13.154 Kg tonnellate di spinta. Questo, unitamente al fatto che il costo di tale giocattolo parte da un minimo di 20.000.000 di dollari ci dice, in soldoni, che mentre noi digitiamo la nostra password, l’aereo e il suo carico pro-Alef ha coperto dai 5 ai 10 km (15 ma anche 20, se la password è lunga).

Alef non vedrà altro, non vedrà il formidabile aereo sfrecciargli sopra la testa, come non vedrà la bomba da centinaia di kilogrammi sganciarsi dal ventre di metallo e compiere una parabola che la condurrà sul quartiere in cui lui stava giocando.

La bomba arriva a terra mentre il nostro modem si mette amabilmente d’accordo col modem del nostro provider di fiducia, in silenzio, sempre grazie al digitale, qui da noi non ci sono più neanche i fischi e i crepitii tipici delle vecchie connessioni analogiche mentre li a Beirut una tremenda esplosione squarcia l’aria calda del pomeriggio e interi palazzi crollano, case spariscono e in quell’inferno di fuoco, polvere e morte una scheggia metallica (tra le migliaia che volano in ogni direzione) punta dritta alle gambe di Alef, le tronca di netto e getta il suo fragile corpicino contro un basso muretto in cemento.

Mentre avviamo il nostro browser (anch’esso made in U.S.A.) Alef cozza contro il muro e si spacca il cranio.

Tranquilli, non muore mica.

Da un albergo vicino alla zona del bombardamento escono un paio di fotoreporter. Hanno con loro le bellissime Nikon. Il polverone avvolge tutto e annulla la differenza tra la Beirut dell’agosto 2006 e la N.Y. del 9-11.

Nessuna differenza, ma proprio nessuna, diciamolo. Neanche sugli autori bombaroli di entrambi gli avvenimenti – e di molti altri.

Controlliamo la mailbox.. le solite stronzate.
Abbiamo vinto 3 milioni di dollari, anche oggi. Con quelli di ieri siamo a 6. Decidiamo di aspettare la posta di domani, così ne ritiriamo 9 tutti insieme.

Il polverone si abbassa, le urla si alzano.

Uno dei fotografi si avvicina ad un muretto basso, ai piedi del muretto c’è un fagottino di stracci e sangue, polvere e ossa rotte. Si muove ancora.

Anche il nostro mouse si muove, scorriamo le mail rimanenti. Rinunciamo alla succosa offerta di ridimensionare il nostro pene per soli 34 dollari e a malincuore non ritiriamo la ricevuta di deposito di 200 kg d’oro massiccio che un segretario di un presidente di uno stato africano dice volerci regalare per soli 8.000 euro.

Il fotografo tiene stretta a se la preziosa macchinetta, stringendola al petto. Si avvicina all’ammasso informe, punta, scatta. 16 scatti in 1 secondo, tutto digitale, no pellicola no motorini di avanzamento. 16 jpg che immortalano ciò che rimane di Alef ora risiedono nella memoria della cam. Ne sceglie una, visualizzandola nello schermo sul dorso e la invia col cellulare al server (USA) dove risiede anche il blog della sua testata giornalistica.

Mentre una ambulanza di fortuna (un camioncino scoperto con delle tavole per livellare il pianale coperte da coperte) porta via Alef, il programma web carica la pagina con la foto nuova. Un sms costituirà il testo dell’articolo, l’ennessimo.

Abbiamo terminato di leggere le mail e ci facciamo il solito giro in Rete per leggere le ultime news.

Alef ha le gambe troncate, un braccio malconcio a punto tale che dovranno amputarglielo e la faccia mezza sfondata ma è incredibilmente ancora vivo.

Incredibilmente.
Incredibile vuol dire “non credibile”.

Cos’ha questa storia di incredibile?
Che Alef sia vivo? Che un caccia mod. F-16 Falcon faccia 500-600 metri in 1 secondo? Che si possono fare 16 foto in un secondo? Che le si possa inviare sul WEB da remoto? O che il nostro PC funzioni al primo colpo, senza piantarsi?

No. L’incredibilità di tutto questo sta nel fatto che di una simile tragedia a noi non ce ne importa proprio nulla.

E diciamolo!

Ma a me.. ch’amenefotte?!

Noi ci indigniamo, questo si, tanto è gratis.
Ci indigniamo per ogni cosa ormai (De Andrè diceva “e lo Stato che fa? Si costerna si impegna si indigna poi getta la spugna con gran dignità”).
Non ci siamo forse indignati per un caprone che da una testata al petto ad un altro caprone, in mondovisione?
Non ci indigniamo forse quando un Saggio Banchiere Centrale Privato suggerisce al solito “furbetto der quartierino” di “passare da dietro” per entrare in uno dei bastioni del potere mondiale, La PRIVATISSIMA Banca d’Italia S.p.a.? Il Santo Padre non si indigna ogni Santa Domenica davanti a milioni di indignatissimi Fedeli? Voi non siete forse indignati, qui e ora?

Ma poi tutto passa, lo sdegno meglio e più velocemente di altro.

Una cosa buona sarebbe rendere DURATURO il nostro sdegno.
Sarebbe da farsi un segno sulla mano o meglio sulla fronte o un altro posto visibile. Non serve una fanatica cicatrice indelebile. Basterebbe una riga sulla fronte con un pennarello nero. O una X  (ics).

Anche su una mano, su una spalla.

Quel bambino, Alef, è conciato in quella maniera e noi non vogliamo farci un simbolico segno di solidarietà, di sdegno, di ricordo, di denuncia?

Pensate alla scena: voi girate per strada con una bela riga sulla fronte.
Chi vi conosce (ma anche altri) e vi incontra non potrà fare a meno di chiedere cos’è, che succede, se va tutto bene!
Invece del solito e banale e ipocrita:

> ciao come va?
> ehi, ciao, tutto bene e a te?

avrete occasione di spiegare il perché del vostro sdegno e invitare l’amico a fare anche lui un segno.

Vi tatuate ovunque, in modo permanente, con simboli di cui spesso ignorate l’origine, il significato e lo scopo.. mica farete storie per un tratto di penna che simboleggia una sdegnata denuncia per un bambino storpiato a vita!

Perciò, signori miei, o ci si sveglia o possiamo apertamente dire quello che il mio coerentissimo vicino di spiaggia diceva ogni giorno, commentando le notizie delle varie guerre nel mondo riportate dal giornale che beatamente si leggeva sotto l’ombrellone: ma a me.. ch’amenefotte?!

In soldoni: quando il numero dei “segnati dallo sdegno” saranno almeno pari al numero dei “segnati dalle bombe” allora si potrà cominciare a pensare a fare qualcosa di concreto. Prima di allora è solo un lieto cazzeggiare di rivoluzionari da scrivania. Spero che nessuno si chieda che legame esiste tra Alef e Il Grasso Banchiere© perché vorrebbe veramente dire che vivo in un mondo di schiavi lobotomizzati. Guardiamo questo listino, ormai vecchiotto ma sempre utile per farsi un'idea:

F-117A Nighthawk - $ 45.000.000
F-15 Eagle - $ 15.000.000
F-16 Fighting Falcon - $ 20.000.000
F/A-18 Hornet - $ 35.000.000
B-52 Stratofortress - $ 74.000.000
B-1B Lancer - $ 200.000.000
B-2 Spirit - $ 1.300.000.00
A-10/OA-10 Thunderbolt II - $ 8.800.000
EA-6B Prowler - $ 52.000.000
Tomahawk Cruise Missile - $ 1.000.000
P-3C Orion - $ 36.000.000
CH-53E Super Stallion Helicopter - $ 26.000.000
AH-1W Super Cobra Helicopter - $ 10.700.000

Come credete che vengano pagati questi giocattolini e da chi?

Diceva Totò: "e io paaago!"

Chi ci indebita per dotare (ad esempio) un paese come l'Italia (che è CONTRO la guerra come dice la stessa nostra Costituzione, anche se i nostri politici ci sputano sopra, macchiandosi di Alto Tradimento) di costosissimi armamenti d'avanguardia ?

Paesi non più sovrani ma prigionieri del sistema monetario de I Grassi Banchieri Sovranazionali sono strozzati da debiti iniqui eppure si indebitano sempre più per comprare armi per autodistruggersi. E le banche prosperano e presentano OGNI anno rendimenti DI UTILI a due cifre. Badate bene: UTILI, non FATTURATO (che è più semplice da gonfiare). Tutto grazie alla truffa del signoraggio e della riserva frazionaria.

Le guerre sono fomentate dai banchieri centrali delle privatissime banche centrali, quali Bankitalia S.p.A., Banca Centrale Europea e Federal Reserve.

E ora: segnatevi.


16/08/2006 : signet@work : sandro pascucci : www.signoraggio.com v.0.5
[http://www.signoraggio.com/signoraggio_chemenefotte.html]

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