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Teoria qualitativa della moneta
di Walter Beveraggi Allende

(a cura di Sandro Pascucci - www.signoraggio.com)

Riguardo a questo tema essenziale, un eminente autore statunitense, Sheldon Enry, in un libro dal titolo suggestivo: Miliardi per i banchieri, debiti per il popolo, svolge importanti e significative considerazioni relative al sistema creditizio-monetario statunitense; ne riproduciamo qui di seguito alcune tra le più interessanti.

Commenta questo autore che, costituzionalmente, il Congresso ha il potere di battere moneta ed inoltre di regolarne il valore, ma che nel dicembre del 1913, quando entrò in vigore il Sistema della Riserva Federale, questa facoltà del Parlamento venne virtualmente annullata, poiché si autorizzò la creazione di una Federaral Reserve Corporation, ovvero di una società privata con un Consiglio di Amministrazione (Federal Reserve Board) che, in pratica, ha esautorato il Congresso nell’espletamento di quelle delicate funzioni.

La Federal Reserve Corporation – sostiene Sheldon Enry – è una società privata controllata dai banchieri e pertanto gestita a beneficio finanziario dei medesimi, a spese del popolo, anziché per il bene comune. Da questa data ignominiosa, il gruppetto di persone privilegiate che ci concede in prestito il nostro denaro – ed altro ancora – ha accumulato fortune immense per aver emesso la nostra moneta. Dal 1913, costoro hanno creato decine di miliardi di dollari in moneta e in credito che prestano quindi – come loro proprietà privata – al governo e al popolo ricavandone interessi.

Illustreremo cosa accade quando serve del denaro. Il Governo Federale, avendo speso più di quanto percepisce dalle imposte, ha bisogno, ad esempio, di un miliardo di dollari. Poiché non possiede questo denaro e il Congresso ha rinunciato alla prerogativa di crearlo, il Governo deve rivolgersi, per ottenere il miliardo, a coloro che hanno facoltà di crearlo. Ma la Riserva Federale, una società privata, non concede gratuitamente il proprio denaro.

I banchieri sono disposti a concedere il miliardo di dollari in contanti o credito al Governo Federale, purché questi si impegni a restituirlo, con gli interessi! Pertanto, il Congresso autorizza il Dipartimento del Tesoro a stampare un miliardo di dollari in buoni del Tesoro che vengono consegnati ai banchieri della Riserva Federale.

La Riserva Federale, allora, paga i costi di stampa del miliardo di dollari, una cifra irrisoria di circa 500 dollari, e consegna le banconote in cambio dei buoni [del Tesoro]. Il Governo si serve quindi del denaro per onorare i suoi debiti.

Quali sono i risultati di questa mirabile transazione?

Ebbene, i debiti governativi vengono cancellati, ma il governo degli Stati Uniti ha indebitato il popolo, nei confronti dei banchieri della Riserva Federale, per un miliardo di dollari, più gli interessi, sino a che tale cifra non verrà ammortizzata!

Questa transazione ed altre consimili hanno avuto luogo a partire dal 1913; attualmente – quasi settant’anni più tardi [il testo è del 1983, ed è riportato in un libro del 1993 - N.d.C.] - il governo si è indebitato con i banchieri per più di 920 miliardi di dollari [nel 2007 saranno 9.000 miliardi di dollari, 9 Trilioni – N.d.C.] che il popolo paga sotto forma di imposte, senza nessuna speranza di poter estinguere il debito principale, mentre entrambi – il debito principale e gli interessi – aumentano di mese in mese(28).

Sheldon Enry prosegue con interessanti considerazioni su questo incredibile sistema “legale” monetario-creditizio e ci illustra le infinite possibilità dei banchieri di ottenere – grazie ai loro privilegi – guadagni astronomici, a spese della totalità delle imprese e dei privati cittadini; egli ci mostra anche come al più alto livello imprenditoriale – tramite le alterazioni dei tassi di interesse, del “tasso di sconto” e del “controllo creditizio” – tutto, in definitiva, sia sotto il loro controllo.

Di fronte a rivelazioni così illuminanti, non appare eccessiva l’affermazione secondo cui il grande Presidente Abraham Lincoln fu assassinato perché, avvalendosi del suo potere politico, fece stampare i famosi “greenbacks” – banconote nazionali, potremmo definirle – dopo essersi rifiutato di pagare solo un centesimo ai banchieri ch’egli offrivano dei “prestiti” ad interesse, al culmine della Guerra Civile. Né appare così strano che il Presidente John F. Kennedy sia stato pure assassinato poco tempo dopo aver espresso l’intenzione di rivendicare per il governo degli Stati Uniti la facoltà di “emettere moneta e regolarne il valore”, così come recita la Costituzione del suo Paese.

E’ bene far notare che le citazioni precedenti hanno come unico scopo quello di illustrare, in merito alla loro origine equivoca, gli artefici finanziari di cui i banchieri – nazionali e internazionali – pretendono di avvalersi al giorno d’oggi, come si trattasse di autentici “risparmi”, per assicurare a loro stessi un trattamento privilegiato, ovvero tassi di interesse elevati che “compensino con dei rialzi” la svalutazione monetaria…

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28) Riprodotto testualmente ed ampliamente nel libro di Des Griffin, Descent Into Slavery, South Pasadena, Emissary, pp. 291-297
29) Des Griffin, op. cit., p. 314

Teoria qualitativa della moneta, Walter Beveraggi Allende – pp. 65-66


19/11/2007 : signet@work : sandro pascucci : www.signoraggio.com v.0.5
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